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Wells Fargo e Intuit nella rivolta aziendale contro azioni tokenizzate: Reuters

Wells Fargo, Intuit e Arm Holdings sono tra le altre sei società che si oppongono alla negoziazione delle proprie azioni sotto forma di token basati su blockchain, portando a 22 il numero totale delle aziende che si oppongono, mentre l’ambizioso esperimento di Wall Street relativo alla negoziazione azionaria 24 ore su 24 incontra una resistenza crescente.

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Wells Fargo e Intuit nella rivolta aziendale contro azioni tokenizzate: Reuters

Punti chiave

  • Wells Fargo, Intuit e Arm sono tra le sei ulteriori società che si oppongono alla tokenizzazione delle proprie azioni, secondo quanto riportato da Reuters, portando il totale a 22.
  • Microsoft, McDonald's, Google e Goldman Sachs sono tra le altre grandi aziende che si oppongono ai piani di tokenizzazione delle azioni di OKXICE.
  • L’ex governatore di New York Andrew Cuomo afferma che alcune società adotteranno il trading azionario basato su blockchain 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre altre aspetteranno di vedere come si evolverà la situazione.

Altre aziende respingono la tokenizzazione delle azioni

Le ultime obiezioni sono state rese note in un documento normativo ottenuto venerdì da Reuters, aggiungendosi a un elenco sempre più lungo di grandi aziende americane che contestano i piani dell’exchange di criptovalute OKX e dell’Intercontinental Exchange (ICE) — la società madre della Borsa di New York — volti a tokenizzare i titoli azionari quotati in borsa.

Le sei ulteriori obiezioni portano il totale a 22, rispetto alle 16 di inizio settimana. Un portavoce di Wells Fargo ha rifiutato di commentare a Reuters, mentre i rappresentanti di Arm e Intuit non hanno fornito risposte immediate.

La controversia verte su OKXICE, una joint venture che mira a trasformare il trading azionario offrendo rappresentazioni basate su blockchain di azioni convenzionali che possono essere acquistate e vendute 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana.

Inizialmente, la joint venture aveva proposto di tokenizzare le azioni di 63 titoli azionari attraverso un nuovo quadro normativo introdotto dalla Securities and Exchange Commission (SEC) a settembre. L’esenzione temporanea consente alle piattaforme qualificate di operare senza dover soddisfare determinati requisiti imposti alle borse valori tradizionali.

Tuttavia, il quadro normativo prevede un’importante misura di salvaguardia per le società quotate in borsa: gli emittenti devono ricevere un preavviso prima che le loro azioni vengano tokenizzate da terzi e possono bloccare tali offerte presentando un’obiezione formale.

Le ultime obiezioni seguono mosse simili da parte di alcuni dei più grandi nomi del mondo aziendale americano. Come riportato da Bitcoin.com News all’inizio di questa settimana, Microsoft, Alphabet (società madre di Google), Goldman Sachs, Qualcomm, Caterpillar, McDonald’s e Western Digital si sono unite all’opposizione in un aggiornamento normativo del 19 ottobre. Hanno seguito un gruppo precedente che comprendeva Broadcom, Verizon, UnitedHealth Group, CoreWeave, Rocket Lab, AppLovin, Cerebras Systems, Applied Digital e Applied Optoelectronics.

Sebbene le obiezioni abbiano sollevato interrogativi sull’entusiasmo delle aziende nei confronti dei titoli basati sulla blockchain, esse non indicano necessariamente un’opposizione alla tokenizzazione nel suo complesso. Le aziende potrebbero invece essere preoccupate per il modo in cui le loro azioni vengono rappresentate e negoziate su piattaforme che non controllano.

Cuomo interviene sulla resistenza delle aziende

L’ex governatore di New York Andrew Cuomo, membro del consiglio di amministrazione di OKX e copresidente dell’iniziativa OKXICE, ha affrontato il tema della crescente resistenza durante una conferenza stampa del 20 ottobre alla quale ha partecipato Bitcoin.com News.

Cuomo ha definito l’approccio normativo della SEC come un esperimento in cui alcune aziende adotterebbero immediatamente la tokenizzazione, mentre altre preferirebbero osservarne lo sviluppo. «Ci saranno altre aziende che diranno: voglio essere il primo a entrare nel gruppo», ha dichiarato Cuomo ai giornalisti.

Ha inoltre messo in discussione il motivo per cui i mercati mobiliari americani debbano rimanere vincolati agli orari di negoziazione convenzionali, quando gli investitori operano sempre più spesso oltre i confini internazionali. «Questo è un mondo attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7», ha dichiarato Cuomo.

L’ex governatore ha sostenuto che la tokenizzazione potrebbe, a lungo termine, rendere i titoli azionari statunitensi più accessibili agli investitori di tutto il mondo, pur riconoscendo che la partecipazione delle società dipenderà dalle preferenze individuali e dalla fiducia nella nuova struttura di mercato.

In base al sistema proposto da OKXICE, i titoli tokenizzati sarebbero garantiti da azioni reali detenute tramite un broker-dealer registrato, con gli investitori che manterrebbero i corrispondenti diritti di dividendo e di voto. La negoziazione avverrebbe attraverso pool di liquidità Uniswap v4 autorizzati sulla blockchain X Layer di OKX, utilizzando stablecoin per il regolamento.

Nonostante queste garanzie, l’elenco sempre più lungo di obiezioni evidenzia una sfida fondamentale per il settore emergente dei titoli tokenizzati: l’autorizzazione normativa e la capacità tecnologica da sole potrebbero non essere sufficienti a persuadere le aziende americane a partecipare.

Per OKXICE, l’ostacolo immediato non è più semplicemente la creazione di un mercato azionario basato su blockchain, ma il convincere le società le cui azioni verrebbero negoziate su tale piattaforma che il nuovo sistema è nel loro interesse.

Cuomo ricorda di aver scoperto le criptovalute nel 2011, mentre OKX annuncia misure di tutela dei clienti per un valore di 500.000 dollari e deve affrontare resistenze nei confronti delle azioni tokenizzate.

Leggi ora: Andrew Cuomo torna alle origini crypto del 2011, OKX lancia scudo da 500.000 dollari

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.