In una sentenza emessa venerdì pomeriggio, le accuse a carico del presidente Javier Milei, di sua sorella Karina e di altri imputati sono state archiviate dopo che il tribunale ha ritenuto che le perdite legate al lancio della moneta meme Libra non fossero sufficienti a configurare una truffa.
Tribunale argentino assolve Milei dalle accuse sulla criptovaluta Libra

Punti chiave
- Un tribunale ha assolto il presidente argentino Javier Milei da tutte le accuse di frode relative al crollo della moneta meme Libra.
- I giudici non hanno trovato prove di una truffa, stabilendo che la promozione del token da parte di Milei fosse di natura personale e non costituisse un abuso di potere da parte dello Stato.
- Sebbene 40.000 investitori abbiano perso 110 milioni di dollari, un fondo separato prevede di distribuire i proventi del token sotto forma di sovvenzioni alle imprese.
Il presidente Javier Milei e altri assolti nel caso della “meme coin” Libra
Il presidente Javier Milei, sua sorella e altri imputati sono stati assolti da tutte le accuse relative al loro coinvolgimento nel lancio del progetto “Viva La Libertad” (Libra), una “meme coin” volta a sostenere i piccoli imprenditori argentini e lanciata nel febbraio 2025.
La sentenza, emessa venerdì pomeriggio dal Tribunale Federale Penale e Correzionale n. 8 di Buenos Aires e pubblicata dalla stampa argentina, ha fatto seguito a una richiesta del pubblico ministero Eduardo Taiano, dopo aver stabilito che non vi erano prove conclusive che collegassero Milei o qualsiasi altro imputato ai reati contestati dai querelanti.
Il giudice federale Marcelo Martinez de Giorgi ha stabilito che non vi erano prove di una truffa in atto, poiché il token Libra era stato lanciato e i dati della blockchain dimostravano che fosse operativo. Inoltre, non erano state fatte promesse di redditività futura e il tribunale ha precisato che la perdita di fondi sul volatile mercato delle meme coin non era sufficiente a dimostrare che si fosse effettivamente verificata una frode.
Milei era stato coinvolto nell’indagine su Libra a causa della promozione del token sui social media subito dopo il suo lancio. Nel giro di poche ore, il prezzo del token è crollato, causando danni a oltre 40.000 investitori e perdite per quasi 110 milioni di dollari.
Per quanto riguarda tale promozione, il tribunale ha ritenuto che Milei non avesse commesso reati di abuso d’autorità, poiché aveva condiviso le informazioni relative al token a titolo personale senza ricorrere ad atti istituzionali o amministrativi.
Infine, il tribunale ha respinto anche le accuse di negoziazioni incompatibili e traffico di influenze. Nella sentenza, il tribunale ha sottolineato di non aver trovato prove a carico di Karina Milei, sorella del presidente e segretaria generale della Presidenza della Nazione Argentina, accusata di aver ricevuto denaro per garantire l’accesso e organizzare incontri con il presidente Milei.
L’assoluzione fa seguito a una sentenza simile emessa a New York, dove all’inizio di questo mese è stata respinta un’azione collettiva che prevedeva accuse ai sensi del RICO e altre accuse correlate contro Kelsier Ventures e altri imputati. Con queste decisioni, la questione Libra sembra risolta sia in Argentina che negli Stati Uniti, senza che vi sia alcun responsabile per le perdite associate al crollo del valore del token. Ciononostante, a maggio è stato istituito un fondo fiduciario indipendente per distribuire, entro novembre, oltre 110 milioni di dollari provenienti dalla vendita dei token Libra a imprenditori argentini, attraverso un sistema di sovvenzioni. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulla distribuzione di questi fondi.
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