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Milei attacca la stampa argentina dopo il proscioglimento su Libra

Dopo che tutte le accuse nel caso Libra sono state archiviate, il presidente Javier Milei ha affermato che diversi giornalisti hanno sfruttato il caso per ricattare il governo in cambio dell’evasione fiscale e ha lodato il corretto funzionamento del sistema giudiziario argentino.

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Milei attacca la stampa argentina dopo il proscioglimento su Libra

Punti chiave

  • Il presidente argentino Milei ha chiesto un risarcimento per diffamazione dopo la sua assoluzione nel caso di frode relativo al token Libra.
  • Milei ha accusato i principali media e giornalisti di aver orchestrato una campagna diffamatoria a scopo politico per ricattarlo.
  • I critici hanno aspramente criticato la sentenza, accusando i funzionari di aver nascosto le prove degli incontri tra i promotori del token e il governo.

Il presidente Javier Milei denuncia la politicizzazione del caso Libra

Il presidente argentino Javier Milei ha reagito all’archiviazione di tutte le accuse a suo carico e a carico degli altri imputati relative al loro coinvolgimento nel token Libra.

Sui social media, Milei ha chiesto un risarcimento a coloro che lo hanno accusato di illeciti legati all’emissione del progetto “Viva La Libertad”, noto anche come token Libra. Condannando con forza le accuse mosse contro di lui dalla stampa argentina sin dall’inizio del caso, Milei ha sottolineato:

«E ORA CHI MI RISARCIRÀ PER UN ANNO, OTTO MESI E NOVE GIORNI DI BUGIE, CALUNNIE E INSULTI VOLTI A MACCHIARE IL MIO BUON NOME E IL MIO ONORE?», alludendo a possibili azioni legali contro

Milei è stato coinvolto nel lancio del progetto dopo aver condiviso il contratto Solana sui social media e aver rivelato che il token privato avrebbe incentivato la crescita dell’economia argentina finanziando le piccole imprese del Paese. Dopo aver cancellato il post poche ore dopo, quando il prezzo di Libra è crollato, ha sottolineato di non avere alcun legame con il progetto.

Il presidente ha sottolineato che al centro delle ripercussioni di questa indagine vi era un’«operazione politica e mediatica il cui unico scopo era quello di danneggiare la presidenza per fini politici golpisti».

Milei ha dichiarato che i grandi gruppi editoriali argentini, tra cui La Nación, hanno utilizzato il caso come arma politica per ricattare il governo «in cambio dell’evasione fiscale».

«Ai giornalisti corrotti, mercenari della menzogna e inventori seriali di operazioni come Hugo Alconada Mon, Carlos Pagni, Paulino Rodríguez, Natalia Volosin, Novaresio e tutti gli altri che hanno strumentalizzato la questione: chi ripulirà ora tutta la spazzatura che hanno diffuso?», ha concluso Milei.

L’assoluzione del presidente ha suscitato reazioni da parte di alcuni che hanno criticato l’andamento dell’indagine, ora chiusa. Maximiliano Ferraro, deputato nazionale ed ex presidente della Commissione parlamentare su Libra — che aveva raccomandato di indagare su Milei per cattiva condotta — ha sottolineato che non è stata convocata nemmeno una persona per rendere testimonianza, accusando il giudice federale Marcelo Martinez de Giorgi e il procuratore Eduardo Taiano di aver nascosto e gettato via le prove, rallentando così l’indagine.

«Non hanno mai fornito spiegazioni sulle decine di incontri che i promotori di Libra hanno tenuto a Casa Rosada e alla Quinta de Olivos, sulle transazioni in criptovaluta effettuate prima e dopo l’incontro con il presidente, né sulle telefonate tra le persone coinvolte il giorno del lancio di Libra», ha concluso Ferraro, definendo criminali tutti i soggetti coinvolti.

Il presidente argentino Javier Milei ha negato qualsiasi illecito riguardo al suo coinvolgimento in Libra, un progetto di criptovaluta che ha condiviso sui social media.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.