I pubblici ministeri cinesi stanno cercando di confiscare 61.896 bitcoin, per un valore di circa 5,1 miliardi di dollari, attualmente detenuti dalle autorità britanniche, a seguito di uno dei più grandi sequestri di criptovalute al mondo. I beni sono riconducibili a Qian Zhimin, condannato in Gran Bretagna per aver gestito i proventi illeciti derivanti da una frode finanziaria cinese. Una recente sentenza di un tribunale britannico ha complicato la disputa su chi debba ottenere il denaro.
Cina mira a 61.896 bitcoin detenuti dalle autorità britanniche: report

Punti chiave
- I pubblici ministeri cinesi chiedono la restituzione di 61.896 bitcoin del valore di circa 5,1 miliardi di dollari detenuti dalle autorità britanniche.
- La frode finanziaria di Qian Zhimin ha fruttato oltre 5,7 miliardi di dollari prima del suo arresto e della sua condanna.
- L’Alta Corte britannica ha stabilito che la legge cinese disciplina le rivendicazioni di proprietà delle vittime sui bitcoin sequestrati.
La Cina punta a una fortuna in bitcoin da 5,1 miliardi di dollari sequestrata dalla polizia britannica
Un patrimonio di quasi 62.000 bitcoin, sequestrato dalla polizia britannica a una truffatrice cinese condannata, è ora al centro di una battaglia internazionale che coinvolge miliardi di dollari. I pubblici ministeri cinesi vogliono che la criptovaluta venga restituita attraverso un procedimento di confisca, mentre i tribunali britannici stanno valutando se le vittime abbiano diritti di proprietà esigibili.
I bitcoin (BTC), del valore di circa 5,1 miliardi di dollari ai prezzi attuali, provengono da un enorme schema di investimento che ha truffato più di 100.000 persone. Nessuno dei due paesi ha ottenuto una vittoria legale definitiva sui beni.
La Cina si muove per recuperare miliardi in bitcoin sequestrati
Il 28 settembre, secondo quanto riportato dalla testata cinese The Paper, il Tribunale popolare intermedio n. 2 di Tianjin ha accolto una richiesta di confisca relativa ai beni collegati a Qian Zhimin, noto anche come Yadi Zhang. I pubblici ministeri hanno identificato precisamente 61.896,41552945 BTC, oltre a Bitcoin Cash (BCH), XRP, Dogecoin (DOGE), contanti, gioielli e altri beni. Gran parte delle criptovalute rimane sotto il controllo britannico.
Tra il 2014 e il 2017, Qian ha gestito un’operazione di investimento fraudolenta che ha raccolto oltre 40,38 miliardi di yuan, pari a circa 5,7 miliardi di dollari, da investitori cinesi. Il sistema prometteva la tutela del capitale e generosi rendimenti, mentre in realtà il denaro veniva dirottato verso l’acquisto di criptovalute e beni di lusso. Dopo essere fuggita dalla Cina, Qian è infine giunta in Gran Bretagna, dove la polizia ha sequestrato le sue criptovalute nel 2018. Nel novembre 2025 è stata condannata a 11 anni e otto mesi di reclusione.
La sentenza del tribunale britannico complica la disputa sulla proprietà
Come riportato da Bitcoin.com News, una sentenza emessa in ottobre dall’Alta Corte britannica ha stabilito che spetta alla legge cinese determinare se le vittime della frode possiedano diritti di proprietà sui bitcoin confiscati. Questa distinzione è di enorme importanza. Le vittime devono dimostrare di avere diritti di proprietà legalmente riconosciuti, piuttosto che limitarsi a dimostrare di aver perso denaro.
I pubblici ministeri cinesi stanno perseguendo la confisca e il risarcimento delle vittime, ma la loro richiesta non comporta il trasferimento automatico delle criptovalute dalla custodia britannica. Un periodo di avviso pubblico di sei mesi consente alle parti interessate di partecipare al procedimento in Cina.
Le autorità britanniche nutrono ambizioni proprie riguardo al patrimonio in bitcoin. Il Crown Prosecution Service sta portando avanti un procedimento civile di recupero che consentirebbe al governo del Regno Unito di trattenere i beni qualora le vittime non riuscissero a dimostrare i diritti di proprietà. Il Financial Times ha riferito che i funzionari del Tesoro hanno discusso in privato la possibilità di utilizzare questa manna multimiliardaria per contribuire a risolvere la difficile situazione delle finanze pubbliche britanniche. Un accordo di risarcimento proposto per le vittime potrebbe comunque lasciare allo Stato britannico gran parte del valore maturato dai bitcoin, sebbene la questione della proprietà definitiva rimanga irrisolta. La questione centrale è sempre più difficile da ignorare: se le vittime non riescono a dimostrare la proprietà, chi riceverà in definitiva i miliardi in bitcoin che hanno subito un drastico aumento di valore dopo la frode originaria?
Un tribunale britannico ha stabilito che la legge cinese è applicabile alle rivendicazioni relative a 61.000 bitcoin sequestrati, per un valore di 5 miliardi di dollari, complicando così i tentativi delle vittime di recuperare i propri beni.
Leggi ora: Gran Bretagna, frode bitcoin da 5 mld$: vittime bloccate in tribunaleQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















