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Gran Bretagna, frode bitcoin da 5 mld$: vittime bloccate in tribunale

Una sentenza dell’Alta Corte britannica ha inferto una battuta d’arresto significativa alle vittime cinesi di una frode che rivendicano la proprietà di oltre 61.000 bitcoin sequestrati dalla polizia di Londra. Il bottino in criptovaluta, che ora vale circa 5 miliardi di dollari, proveniva da un enorme schema Ponzi orchestrato dal truffatore già condannato Zhimin Qian. La decisione del 12 ottobre pone la legislazione cinese al centro della controversia sulla titolarità, complicando gli sforzi delle vittime per riottenere il controllo di tali beni, il cui valore è aumentato nel tempo.

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Gran Bretagna, frode bitcoin da 5 mld$: vittime bloccate in tribunale

Punti chiave

  • L’Alta Corte britannica ha stabilito il 12 ottobre che la legge cinese disciplina le rivendicazioni di proprietà relative a oltre 61.000 BTC.
  • Le vittime di Zhimin Qian devono affrontare un ulteriore ostacolo legale nel loro tentativo di recuperare bitcoin per un valore di circa 5 miliardi di dollari.
  • I pubblici ministeri britannici hanno ottenuto una vittoria legale, ma l’Alta Corte non ha ancora stabilito chi sia il proprietario effettivo dei bitcoin.

Il tribunale britannico stabilisce che la legge cinese disciplina le rivendicazioni relative al sequestro di bitcoin per 5 miliardi di dollari

Oltre 61.000 bitcoin sequestrati a un truffatore cinese già condannato sono diventati il fulcro di una battaglia legale da miliardi di dollari, e migliaia di vittime hanno appena subito una battuta d’arresto. Il 12 ottobre 2026, l’Alta Corte britannica ha stabilito che è la legge cinese, anziché quella inglese, a dover disciplinare le loro rivendicazioni sulla criptovaluta, il cui valore è ora stimato in circa 5 miliardi di dollari.

La decisione assegna ai pubblici ministeri del Regno Unito un’importante vittoria legale, sebbene il governo non si sia ancora assicurato il diritto esclusivo su tale patrimonio. Per gli investitori che hanno perso denaro quasi un decennio fa, la sentenza complica una battaglia già straordinaria su chi debba ottenere l’ingente quantità di bitcoin.

Un patrimonio in bitcoin da 5 miliardi di dollari con un passato travagliato

Questo straordinario caso risale a Zhimin Qian, noto anche come Yadi Zhang, che tra il 2014 e il 2017 ha orchestrato circa 10 schemi di investimento fraudolenti in Cina. Operando tramite la Tianjin Lantian Gerui Electronic Technology Co. Ltd. e entità collegate, Qian ha raccolto circa 40,2 miliardi di yuan, equivalenti a circa 4,1 miliardi di sterline, dagli investitori. Gli atti processuali identificano almeno 128.409 contratti di investimento, sebbene il numero esatto delle singole vittime rimanga incerto.

Zhimin Qian image.
Zhimin Qian – Fonte immagine: Reuters.

L’operazione ha restituito circa 34,1 miliardi di yuan ad alcuni investitori, lasciando altri con perdite ingenti. Qian ha convertito parte dei proventi in bitcoin (BTC), acquistando oltre 100.000 BTC tramite un conto su una piattaforma di scambio da lei controllata prima di fuggire dalla Cina nel luglio 2017. Successivamente è entrata in Gran Bretagna sotto falsa identità, dove le autorità hanno infine portato alla luce uno dei più grandi sequestri di criptovalute nella storia delle forze dell’ordine.

La polizia di Londra scopre un tesoro in bitcoin

Gli agenti della Metropolitan Police hanno perquisito gli immobili collegati a Qian e al suo complice Jian Wen il 31 ottobre e il 1° novembre 2018. Gli investigatori hanno confiscato dispositivi elettronici, credenziali di portafogli e altri beni collegati a oltre 61.000 BTC. Il successivo aumento di valore della criptovaluta ha trasformato un’indagine penale già di per sé enorme in una battaglia per la proprietà del valore di diversi miliardi di dollari.

Arkham screenshot.
Il tesoro di 61.245,01 BTC del governo britannico è monitorato da Arkham Intelligence.

Qian è stata infine arrestata nell’aprile 2024 e si è dichiarata colpevole di reati di riciclaggio di denaro nel settembre 2025. Lo scorso novembre è stata condannata a 11 anni e otto mesi di reclusione. Nel frattempo, migliaia di investitori hanno presentato richieste di risarcimento ai sensi della Sezione 281 del Proceeds of Crime Act britannico del 2002, sostenendo che parte dei bitcoin recuperati appartenesse legalmente a loro. La questione era se le vittime potessero far valere diritti di proprietà sulle criptovalute acquistate con il denaro loro sottratto, piuttosto che limitarsi a dimostrare di avere diritto a un risarcimento.

L’Alta Corte respinge l’argomentazione basata sul diritto inglese

Nel fascicolo processuale relativo al caso «Director of Public Prosecutions contro Zhimin Qian», pubblicato all’inizio di questa settimana, il giudice Mark Turner ha respinto le argomentazioni secondo cui la legge inglese, o una combinazione di diritto inglese e cinese, dovesse determinare tali diritti di proprietà sottostanti. Il giudice ha concluso che gli investimenti fraudolenti, le perdite finanziarie e le acquisizioni di bitcoin fossero fondamentalmente collegati alla Cina.

La decisione di Turner ha inoltre respinto i tentativi di utilizzare i principi giuridici inglesi per stabilire diritti di proprietà che potrebbero non esistere ai sensi della legge cinese applicabile. La sentenza recita:

«La legge applicabile è quella cinese.»

Tale conclusione rappresenta un duro colpo per gli investitori che speravano di avvalersi delle tutele giuridiche inglesi per stabilire la proprietà diretta della criptovaluta sequestrata. Tuttavia, il tribunale non ha stabilito se la legge cinese riconosca, in ultima analisi, le loro rivendicazioni.

A chi spetta il bitcoin? La battaglia non è finita

La sentenza rafforza la posizione del Procuratore Generale britannico, che sta perseguendo il recupero civile dei beni, ma non stabilisce che il Tesoro possa trattenere i proventi. Turner ha sottolineato che le questioni relative alla sostanza e all’applicazione del diritto cinese devono essere risolte nel corso di procedimenti successivi.

Ciò lascia il governo, le vittime della frode e le altre parti interessate ad affrontare un altro round di controversie legali su una straordinaria fortuna in bitcoin. Il procedimento penale ha già portato Qian dietro le sbarre. A quasi nove anni dalla sua fuga dalla Cina, tuttavia, la questione, ben più complessa, di chi sia il proprietario dei suoi bitcoin sequestrati rimane senza risposta.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.