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Grayscale ritiene che la politica statunitense sulle criptovalute stia maturando, nonostante la battuta d'arresto del CLARITY

Grayscale afferma che il settore delle criptovalute continua a compiere progressi nonostante il Senato non sia riuscito a portare il CLARITY Act in discussione formale. La società di gestione patrimoniale ha sottolineato il lavoro in corso presso la SEC e la CFTC, ribadendo al contempo il proprio sostegno a una normativa completa in materia di asset digitali.

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Grayscale ritiene che la politica statunitense sulle criptovalute stia maturando, nonostante la battuta d'arresto del CLARITY

Punti chiave

  • Il Senato non è riuscito a ottenere la chiusura della discussione sulla mozione volta a portare avanti il CLARITY Act.
  • Grayscale ha dichiarato che il risultato «non è quello che speravamo», ma ha sottolineato il proseguimento dei lavori normativi presso la SEC e la CFTC.
  • Il voto è avvenuto il giorno dopo che i repubblicani hanno pubblicato una bozza finale del CLARITY Act contenente 126 modifiche che, secondo loro, erano state richieste dai democratici.

Grayscale sottolinea i progressi normativi dopo il voto del Senato

Grayscale guarda oltre il Congresso dopo che martedì il Senato non è riuscito a portare il CLARITY Act alla fase di dibattito formale, sostenendo su X che il settore delle criptovalute continua a compiere progressi grazie al lavoro delle autorità di regolamentazione federali.

«Oggi il Senato non ha portato il CLARITY Act alla fase di dibattito formale. Sebbene questo non fosse l’esito che speravamo, il settore continua a compiere notevoli progressi grazie al lavoro costante di autorità di regolamentazione come la SEC e la CFTC», ha dichiarato l’azienda.

Secondo la Senate Periodical Press Gallery, il Senato ha votato contro la richiesta di chiusura del dibattito sulla mozione per procedere con l’H.R. 3633, il Digital Asset Market Clarity Act. Il voto procedurale riguardava la decisione se il Senato avrebbe portato avanti l’esame della legislazione, non l’approvazione definitiva del disegno di legge.

Grayscale ha aggiunto:

"Grayscale rimane impegnata a promuovere norme chiare ed esaustive per gli asset digitali e continueremo a collaborare in modo costruttivo con i responsabili politici e le autorità di regolamentazione affinché la politica statunitense in materia di criptovalute continui a maturare".

La bozza finale del CLARITY conteneva 126 modifiche richieste dai democratici

Il voto fallito è arrivato dopo un intenso lavoro di revisione del testo legislativo prima della prova procedurale dei 60 voti al Senato. I repubblicani al Senato hanno pubblicato il 14 settembre una versione finale contenente le modifiche normative che, secondo quanto da loro affermato, erano state richieste dai democratici. Le revisioni riguardavano la classificazione dei token, gli obblighi di informativa degli emittenti, la vigilanza da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), la finanza decentralizzata, le tutele bancarie, le garanzie per gli sviluppatori, l’applicazione delle norme a tutela dei consumatori e le restrizioni federali in materia di etica.

La bozza finale è stata elaborata dopo settimane di negoziati su come regolamentare gli asset digitali e su quali responsabilità sarebbero state attribuite alla SEC e alla CFTC. I repubblicani hanno definito le 126 revisioni come risposte alle richieste negoziali dei democratici, mentre prima del voto persistevano disaccordi in materia di settore bancario, stablecoin, etica e autorità di regolamentazione statale.

I sostenitori hanno continuato a esercitare pressioni a favore della legge fino alla vigilia del voto. Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha appoggiato la posizione del Segretario al Tesoro Scott Bessent a favore dell’avanzamento del CLARITY Act, con Bessent che ha sostenuto che il disegno di legge fornirebbe strumenti aggiuntivi per affrontare i rischi che coinvolgono le banche comunitarie e le stablecoin.

Il calendario del Senato aveva fissato la votazione sulla chiusura del dibattito per le 14:15 circa del 15 settembre. Poiché la chiusura del dibattito sulla mozione di procedere richiedeva 60 voti, il risultato ha impedito alla Camera di passare all’esame formale della misura.

Grayscale rivolge l’attenzione ai progressi della SEC e della CFTC

La risposta di Grayscale ha posto particolare enfasi sul lavoro normativo che prosegue al di fuori del Congresso. Mettendo in evidenza la SEC e la CFTC, il gestore patrimoniale ha indicato un percorso alternativo attraverso il quale la politica federale sulle criptovalute può continuare a svilupparsi anche mentre il CLARITY Act rimane bloccato al Senato.

Tale distinzione è centrale nel messaggio di Grayscale successivo al voto. La legislazione congressuale potrebbe stabilire un quadro normativo più ampio per i mercati degli asset digitali, mentre la SEC e la CFTC continuano a sviluppare regole e politiche nell’ambito delle rispettive competenze.

Il fallimento del voto sulla mozione di chiusura ha quindi bloccato l’immediato avvio del dibattito sul CLARITY Act al Senato, senza però porre fine al lavoro federale sulla regolamentazione degli asset digitali. Grayscale si è impegnata a continuare a collaborare sia con i responsabili politici che con le autorità di regolamentazione man mano che le norme statunitensi sulle criptovalute si evolvono.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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