Secondo Ripple, il vasto mercato delle criptovalute in Turchia sta creando opportunità per i servizi di custodia bancaria e per le stablecoin ancorate al dollaro. L’azienda collega la propria strategia locale alle pressioni valutarie e all’evoluzione della normativa, in un contesto in cui le istituzioni seguono i consumatori nel mondo degli asset digitali.
Ripple punta al mercato delle criptovalute turco, del valore di 200 miliardi di dollari, in un contesto di pressione sulla lira

Punti chiave
- Secondo Chainalysis, la Turchia ha registrato quasi 200 miliardi di dollari in transazioni annuali.
- Il servizio dedicato agli asset digitali di Garanti BBVA è disponibile per l’intera clientela.
- La distribuzione di RLUSD include le piattaforme turche BiLira e Bitlo.
Il mercato turco da 200 miliardi di dollari si adatta alle norme bancarie in evoluzione
I consumatori e le imprese turche stanno ottenendo accesso alla custodia di criptovalute e ai token garantiti dal dollaro grazie a partnership con banche e exchange, come ha sottolineato Ripple il 5 ottobre. L’azienda ha messo in evidenza le proprie operazioni di custodia e di stablecoin in Turchia attraverso Garanti BBVA e le piattaforme di trading nazionali. Queste ultime distribuiscono il Ripple USD (RLUSD), la sua stablecoin sostenuta dal dollaro, mentre le istituzioni sviluppano servizi in linea con la domanda al dettaglio già consolidata. Reece Merrick, amministratore delegato di Ripple per il Medio Oriente e l’Africa, ha dichiarato:
«Stiamo assistendo a una domanda reale di liquidità regolamentata e garantita dal dollaro, ed è per questo che le stablecoin come RLUSD rivestono qui un’importanza concreta».
La società di analisi blockchain Chainalysis ha stimato il volume annuale delle transazioni in Turchia a quasi 200 miliardi di dollari in un’analisi pubblicata il 23 ottobre 2025, con afflussi cumulativi di circa 878 miliardi di dollari dall’inizio del 2021 alla metà del 2025. I risultati hanno inoltre evidenziato un crescente trading speculativo di altcoin, ovvero criptovalute diverse dal bitcoin, insieme a tentativi di preservare il potere d’acquisto in un contesto di inflazione e deprezzamento della lira. Il quadro normativo turco si è evoluto di pari passo con questi servizi, sottoponendo i fornitori alla supervisione del Consiglio dei mercati dei capitali (Capital Markets Board) attraverso una normativa entrata in vigore il 2 luglio 2024. Le norme in vigore dal 13 marzo 2025 hanno stabilito requisiti operativi e patrimoniali, oltre agli obblighi antiriciclaggio. Secondo la valutazione del 5 ottobre, i nuovi requisiti di custodia sono entrati in vigore a giugno, mentre le scadenze di transizione rimangono soggette ad adeguamenti man mano che i depositari autorizzati ampliano i propri servizi.
Garanti BBVA offre la custodia di asset digitali a tutti i clienti
Garanti BBVA Kripto, la controllata specializzata in asset digitali della banca turca Garanti BBVA, combina Ripple Custody con l’infrastruttura della società tecnologica IBM per proteggere gli asset dei clienti. BBVA ha confermato la partnership tra Ripple e IBM nell’ottobre 2024, a seguito di un progetto pilota condotto con successo nel 2023. La banca ha successivamente esteso il servizio all’intera base clienti. Il sistema protegge le chiavi private, che controllano l’accesso alle partecipazioni, utilizzando la crittografia e altri controlli di sicurezza. La collaborazione è proseguita anche quest’anno, con Merrick che ha descritto un’estensione della partnership di custodia di Garanti BBVA in un post pubblicato il 22 gennaio su X. Le valute supportate includono bitcoin, ether, la criptovaluta della rete Ethereum, e XRP, il token nativo di XRP Ledger. I clienti possono conservare, trasferire e convertire questi averi in valuta tradizionale o viceversa.
L’ultima valutazione dell’azienda sottolinea inoltre i requisiti istituzionali, dato che le banche stanno sviluppando servizi nell’ambito del regime di licenze del Paese. L’azienda sostiene di essere l’unico fornitore di infrastrutture che soddisfa gli standard dell’autorità di regolamentazione per i depositari istituzionali, definendo la conformità e le misure di sicurezza operative come elementi centrali del proprio approccio locale.
I token garantiti dal dollaro ampliano l’accesso tramite le borse locali
Le partnership con le piattaforme di scambio nazionali offrono alle istituzioni turche un’altra via d’accesso agli strumenti denominati in dollari, poiché le pressioni valutarie sostengono la domanda di alternative. Il 2 giugno l’azienda ha annunciato la disponibilità tramite BiLira, Bitexen e Bitlo, con tale distribuzione in Turchia che fa parte della sua più ampia espansione. La sua valutazione del 5 ottobre ha evidenziato in particolare le quotazioni su BiLira e Bitlo.
Questi token sono progettati per replicare un valore di riferimento esterno, solitamente il dollaro, attraverso un meccanismo noto come ancoraggio. Tali stablecoin utilizzano riserve e accordi di rimborso per sostenere il loro prezzo obiettivo. La loro denominazione in dollari offre un’alternativa al possesso di valuta locale, mentre la qualità delle riserve e la possibilità di scambiarli con contanti incidono sui rischi per i detentori.
Le tutele alla base di questi prodotti dipendono dalla struttura normativa del loro emittente e dai requisiti legati alla sua licenza. A settembre la società ha illustrato in dettaglio il quadro di vigilanza e di gestione delle riserve della stablecoin, identificando la controllata Standard Custody & Trust Company come emittente sotto la supervisione del Dipartimento dei Servizi Finanziari di New York. L’accordo prevede riserve segregate e attestazioni indipendenti periodiche volte a verificare le informazioni relative alle garanzie.
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