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Il presidente della SEC Paul Atkins promette norme relative alla blockchain nonostante il fallimento del CLAIRTY Act

Il presidente della Securities and Exchange Commission (SEC), Paul Atkins, ha dichiarato alla CNBC che "nonostante il CLARITY Act non sia stato approvato dal Congresso", l'agenzia sta "procedendo a fornire chiarimenti" sulle modalità di raccolta di fondi on-chain.

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Il presidente della SEC Paul Atkins promette norme relative alla blockchain nonostante il fallimento del CLAIRTY Act

Punti chiave

  • Il 29 settembre Paul Atkins ha dichiarato alla CNBC che la SEC definirà le regole per la raccolta fondi on-chain senza l’intervento del Congresso.
  • Il 15 settembre il CLARITY Act è stato respinto con 49 voti a favore e 50 contrari durante la votazione di chiusura al Senato, affidando così la politica sulle criptovalute alle autorità di regolamentazione.
  • Hester Peirce lascerà l’incarico il 2 ottobre, lasciando solo due commissari della SEC a guidare la prossima fase di regolamentazione delle criptovalute.

Cosa ha detto effettivamente Atkins?

Atkins è stato ospite del programma Squawk Box della CNBC il 29 settembre in un'intervista di ampio respiro che ha trattato il mercato delle offerte pubbliche iniziali (IPO) e la negoziazione di titoli tokenizzati. Tuttavia, la conversazione si è spostata sul mondo delle criptovalute, con una frase che ha attirato l’attenzione di tutti:

Il Congresso ha fallito, quindi sarà la SEC stessa a fornire le risposte sulla raccolta di capitali on-chain.

E sebbene questa posizione non sia nuova, nelle ultime settimane è stata ribadita con più forza che mai. Per approfondire, il giorno dopo il voto del Senato, Atkins ha pubblicato il seguente messaggio su X, dove non ha usato mezzi termini, affermando in modo inequivocabile:

Con o senza legislazione, agiremo con decisione nell’ambito dell’autorità statutaria della SEC per garantire certezza agli investitori americani e agli imprenditori che stanno plasmando il nostro futuro tecnologico.

Non ha specificato quale forma assumeranno le linee guida sulla raccolta fondi on-chain, se si tratterà di un’esenzione, di un percorso di registrazione o di indicazioni a livello di personale.

Perché il Congresso è fuori dai giochi?

Il 15 settembre il voto del Senato sulla mozione di chiusura relativa al CLARITY Act è fallito con 49 voti contro 50, a 11 voti di distanza dai 60 necessari. La controversia che ha affossato la proposta non riguardava la ripartizione delle competenze di vigilanza tra la SEC e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC). È stata invece la formulazione relativa all’etica sulle partecipazioni in criptovalute dei funzionari, con i Democratici che sostenevano che non riguardasse il presidente e la sua famiglia. Il senatore Thom Tillis ha presentato una mozione di riconsiderazione, quindi il disegno di legge non è proceduralmente archiviato. Tuttavia, la prossima sessione del Senato si terrà dal 5 ottobre al 6 novembre, proprio nel pieno della campagna elettorale per le elezioni di medio termine, e i mercati predittivi stimano una probabilità di approvazione nel 2026 inferiore al 10%. Per gli sviluppatori che hanno bisogno di risposte già quest’anno, la SEC rappresenta ora l’unica porta ancora aperta.

Cosa ha già fatto la SEC?

Il 17 settembre l’agenzia ha spianato la strada alle azioni tokenizzate, avvicinando i mercati a una negoziazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il 25 settembre, la Divisione Finanza Societaria ha pubblicato nove domande frequenti su come le promesse di un emittente di token influenzino il trattamento dei titoli.

Il personale ha affermato che descrivere gli attuali utilizzi della rete o i piani futuri di ampio respiro non costituirebbe, di per sé, un segnale di sforzi gestionali essenziali, e che i riacquisti su una rete funzionante non sarebbero considerati una promessa di profitto. Promettere un rendimento su un sistema non ancora completato, tuttavia, potrebbe esserlo. Questo è il quadro di massima del regolamento sulla raccolta fondi on-chain che Atkins sta ora promettendo di portare a termine.

Chi resterà a redigerlo?

La commissaria Hester Peirce, la cosiddetta “Crypto Mom” del settore, si dimette con effetto dal 2 ottobre, lasciando solo due commissari in carica, Atkins e Mark Uyeda, con entrambi i seggi democratici vacanti.

Peirce se ne va con lo stesso messaggio e, in un intervento del 29 settembre, ha affermato che gli sviluppatori di criptovalute hanno bisogno di migliori tutele, che la privacy finanziaria deve rimanere intatta e che le autorità di regolamentazione dovrebbero continuare ad agire nell’ambito dei propri poteri esistenti anche senza il CLARITY Act. Una settimana prima, aveva esortato l’agenzia a utilizzare le prove a conoscenza zero per migliorare i controlli «know-your-customer» (KYC).

C’è, tuttavia, un intoppo in tutto questo, dato che le norme dell’agenzia si evolvono più rapidamente delle leggi, ma sono anche più facili da revocare. Infatti, un futuro presidente della SEC potrebbe riscrivere le linee guida messe in atto dall’attuale commissione composta da due membri, il che rappresenta esattamente il problema di durata che il CLARITY Act avrebbe dovuto risolvere.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.