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Hester Peirce della SEC vuole che le prove a conoscenza zero risolvano i problemi del sistema KYC

Hester Peirce, commissaria uscente della SEC, ha chiesto una revisione dei tradizionali sistemi di vigilanza finanziaria, sostenendo che la raccolta obbligatoria e continua di dati personali sia costosa e in gran parte inefficace nell’individuare i criminali.

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Hester Peirce della SEC vuole che le prove a conoscenza zero risolvano i problemi del sistema KYC

Punti chiave

  • La commissaria della SEC Hester Peirce ha esortato a sostituire la sorveglianza basata al 100% su grandi quantità di dati con le prove a conoscenza zero.
  • Un esperto della World Foundation sottolinea che le prove a conoscenza zero eliminano i database centralizzati, che sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi hacker.
  • La SEC deve istituire un «regulatory sandbox» unico per consentire alle istituzioni di testare i circuiti di identità a conoscenza zero.

Ripensare i sistemi KYC tradizionali

Hester Peirce, commissaria uscente della Securities and Exchange Commission (SEC), ha chiesto una revisione del quadro di sorveglianza finanziaria del governo statunitense. Intervenendo a un evento della Securities Industry and Financial Markets Association (SIFMA), Peirce ha sostenuto la sostituzione degli obblighi di conformità basati su grandi volumi di dati con le prove a conoscenza zero (ZK) e le credenziali basate sugli attributi.

Peirce ha messo in discussione i presupposti fondamentali dei tradizionali quadri normativi “Know Your Customer” (KYC) e antiriciclaggio (AML), che impongono alle istituzioni di raccogliere continuamente dati personali. Ha avvertito che le norme attuali rischiano di trasformare l’infrastruttura finanziaria in un «panopticon» normativo guidato dai «massimalisti dei dati», che operano sulla base del presupposto errato secondo cui la raccolta di una maggiore quantità di dati migliori l’integrità del mercato.

«Costruiamo mucchi di fieno sempre più grandi partendo dalla teoria che al loro interno troveremo uno o due aghi», ha affermato Peirce, il cui messaggio ha trovato eco tra i sostenitori della privacy. «Tuttavia, più grande è il mucchio di fieno, più difficile è trovare gli aghi».

Ogni dato aziendale e personale riservato raccolto comporta rischi significativi di gestione impropria o violazioni dei dati, con conseguenti costi enormi sia per gli istituti che devono conformarsi alle normative sia per i cittadini americani comuni.

Sebbene non sia stata ancora ampiamente adottata dai governi e dalle agenzie di regolamentazione, secondo Peirce la tecnologia ZK potrebbe potenzialmente ridurre la raccolta superflua di dati, mantenendo e migliorando al contempo la trasparenza dei registri delle transazioni sottostanti. L’appello del commissario della SEC è sostenuto da Remco Bloemen, responsabile della blockchain presso World Foundation, che a sua volta ritiene che la tecnologia possa funzionare su larga scala.

Bloemen ha dichiarato a Bitcoin.com News che le prove a conoscenza zero potrebbero realisticamente sostituire parti significative delle tradizionali norme KYC e AML, consentendo alle istituzioni di verificare gli attributi di superamento o fallimento senza accedere ai dati personali sottostanti. La sfida principale, tuttavia, consiste nel tradurre ogni verifica in un circuito preciso e computabile, che includa definizioni chiare per questioni complesse come gli pseudonimi nello screening delle sanzioni o le prove accettabili di reddito e patrimonio.

Necessità di sandbox normative per l’adozione da parte del settore

Sebbene le sfide tecniche di base siano in gran parte risolte, un’adozione più ampia richiederebbe definizioni standardizzate e legalmente riconosciute, nonché fonti di dati affidabili. La verifica dell’età a livello di produzione ha già dimostrato che il modello può funzionare nella pratica. "Affinché ciò venga adottato su larga scala, a mio avviso, l’elemento mancante più importante è un ‘sandbox’ normativo chiaramente definito in cui le istituzioni possano sperimentare questa nuova tecnologia in stretta collaborazione”, ha affermato Bloemen. “I sistemi KYC/AML che tutelano la privacy dovranno essere messi alla prova sul campo e dovrà essere consolidata la giurisprudenza prima che sia possibile un’adozione su larga scala”.

Bloemen sostiene che i sistemi di identità a conoscenza zero potrebbero ridurre sostanzialmente i rischi per la privacy e la sicurezza eliminando i database centralizzati contenenti informazioni KYC sensibili, bersaglio principale delle violazioni su larga scala. Pur ritenendo matura la tecnologia sottostante, citandone l’uso con successo nella protezione di miliardi di dollari, Bloemen riconosce che il passaggio a un nuovo sistema introdurrebbe nuovi rischi che le istituzioni devono identificare e gestire.

Nel frattempo, Peirce, che lascerà la SEC entro la fine dell’anno, ha esortato la commissione e gli operatori di mercato a orientarsi verso la verifica basata sugli attributi. Ha incoraggiato a consentire alle entità registrate di avvalersi di verifiche da parte di terzi per ridurre i costi operativi e mitigare le vulnerabilità informatiche.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.