La decisione di Amazon di bloccare Muse AI di Meta ha intensificato il dibattito sulla sicurezza e sul futuro del commercio basato sugli agenti. Gli esperti del settore sostengono che la crittografia a conoscenza zero potrebbe consentire agli agenti di verificare identità, autorizzazioni e credenziali senza esporre informazioni sensibili.
Amazon contro Meta: perché la crittografia ZK potrebbe garantire il futuro del commercio basato sull’intelligenza artificiale

Punti chiave
- Il 20 settembre Amazon ha bloccato Muse AI di Meta a causa di timori relativi all’acquisizione delle credenziali.
- Secondo JPMorgan, Muse AI potrebbe rivoluzionare lo shopping con l’espansione del commercio agentico.
- La Sentient Foundation prevede che standard aperti come x402 guidino gli ecosistemi degli agenti.
Crittografia ZK: una soluzione per un commercio agentico sicuro
Il blocco da parte di Amazon dell’agente Muse AI di Meta, dovuto ai timori che stesse acquisendo e archiviando le credenziali dei clienti, mette in luce la crittografia a conoscenza zero (ZK) come soluzione promettente per un commercio agenziale sicuro, secondo gli esperti del settore. L’attrito emerge proprio mentre gli agenti di acquisto autonomi sono destinati a crescere, con JPMorgan Chase che prevede che Muse AI potrebbe diventare una forza dominante nel settore.
Sachi Kamiya, direttore del settore venture e crescita presso la Sentient Foundation, ha dichiarato a Bitcoin.com News che le tecniche ZK non si limitano a proteggere le credenziali degli utenti, ma offrono anche protezione contro rischi di sicurezza quali l’iniezione di prompt. Man mano che gli agenti di IA interagiscono con un numero crescente di account utente attivi, mitigare l’iniezione di prompt diventa un requisito di sicurezza fondamentale.
Secondo quanto riportato, la decisione di Amazon del 20 settembre di bloccare Muse AI di Meta è stata presa dopo tentativi falliti di convincere Meta a escludere volontariamente la piattaforma. Al centro della controversia c’era la pratica di Muse AI di navigare e acquisire le credenziali degli utenti senza identificarsi, un rischio che, secondo Amazon, pone significative preoccupazioni in materia di privacy e sicurezza. Sebbene, secondo quanto riferito, i due giganti tecnologici stiano negoziando una soluzione, gli esperti vedono il conflitto come un caso convincente a favore della crittografia ZK. “Nel contesto degli agenti di IA, la crittografia ZK consente a un agente di verificare l’identità, le autorizzazioni o le credenziali di un utente senza esporre tali dati sensibili al modello di IA o a terzi”, ha spiegato Kamiya. Ha aggiunto che la tecnologia è fondamentale per settori quali la sanità, la finanza e i servizi legali, dove gli agenti devono eseguire attività utilizzando dati privati senza diffonderli inutilmente. Cham Ho, responsabile di prodotto presso AIR e Moca Network, ha fatto eco a queste opinioni, definendo controproducenti i blocchi a livello di sito sugli agenti di IA.
“Il blocco degli agenti non durerà a lungo termine. Anche se le piattaforme decidessero di bloccarli, la domanda dei consumatori di assistenti personalizzati e multipiattaforma spingerà gli sviluppatori a trovare soluzioni alternative. La strategia vincente non è costruire giardini recintati, ma conquistare gli agenti con offerte personalizzate che mettano al primo posto gli agenti stessi”.
Gli esperti mettono in guardia dal bloccare gli agenti di IA
Oltre ai dirigenti del settore tecnologico, intervengono anche le figure delle autorità di regolamentazione. La commissaria uscente della Securities and Exchange Commission (SEC) Hester Peirce, ha recentemente appoggiato il quadro normativo in occasione della Digital Assets Conference della SIFMA a New York, sostenendo che i modelli tradizionali di “know-your-customer” (KYC) e antiriciclaggio (AML) si basano su fondamenta difettose, mentre la crittografia ZK offre una via d’uscita superiore, che mette al primo posto la privacy.
Mentre Amazon presenta il blocco come una mossa volta a salvaguardare la privacy dei clienti, i critici lo vedono come un tentativo da parte di un colosso tecnologico di proteggere il proprio vantaggio competitivo basato sui dati e soffocare la concorrenza. Altri avvertono che lo stallo segna l’inizio di una tendenza più ampia verso ecosistemi di e-commerce chiusi e protetti.
Al di là delle immediate tensioni tra le piattaforme, alcuni esperti ritengono che la disputa sollevi una questione più profonda riguardo alla futura struttura dell’economia degli agenti. Alla domanda se la crescente diffusione degli agenti innescherà un’ondata di ecosistemi chiusi e protetti o se prevarranno gli standard aperti, Kamiya ha affermato che il settore si trova in un momento cruciale.
Ha osservato che le prime reti Internet degli anni ’60 erano prive di standard universali fino a quando i ricercatori non svilupparono protocolli condivisi che consentivano a sistemi disparati di comunicare — un cambiamento che alla fine ha reso possibile l’Internet moderno. Gli agenti di intelligenza artificiale, ha affermato, stanno ora entrando in una fase simile.
«Stiamo già assistendo ai primi esempi, come x402, che definisce uno standard per le modalità di pagamento da parte degli agenti», ha detto Kamiya. «Emergeranno molti altri standard relativi all’identità, alle autorizzazioni, alla comunicazione, alla sicurezza e all’accesso ai dati».
Kamiya ha sostenuto che l’economia degli agenti prospererà grazie agli effetti di rete, con gli agenti che acquisiranno un valore molto maggiore quando potranno operare su piattaforme social, marketplace, database, servizi finanziari e altre applicazioni, anziché essere confinati in un unico ecosistema chiuso.
«Affinché quell’ecosistema aperto possa esistere, abbiamo bisogno di standard e regole comuni che le diverse piattaforme e gli agenti possano seguire», ha affermato. «Gli standard aperti alla fine prevarranno perché gli ecosistemi connessi creano e accumulano più valore rispetto a quelli isolati».
Ha aggiunto che questa visione è in linea con la missione della Sentient Foundation di sviluppare un’intelligenza artificiale generale (AGI) open source e i framework necessari per un ecosistema di agenti interoperabile, piuttosto che un futuro dominato da piattaforme chiuse e proprietarie.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












