L’HM Revenue and Customs (HMRC) ha inviato 81.000 lettere di avvertimento agli investitori in criptovalute in merito a presunti mancati pagamenti fiscali, mentre l’estensione degli obblighi di segnalazione internazionale potrebbe garantire all’agenzia fiscale britannica una visibilità notevolmente maggiore sulle transazioni offshore a partire dal 2027.
L'agenzia delle entrate britannica invia 81.000 comunicazioni fiscali relative alle criptovalute mentre si intensificano i controlli

Punti chiave
- Le lettere dell’HMRC relative alle criptovalute sono aumentate del 25%, raggiungendo quota 81.000.
- Gli scambi di criptovalute e i prestiti in criptovaluta possono costituire eventi imponibili.
- La rendicontazione globale amplierà l’accesso dell’HMRC ai dati sulle transazioni.
Le lettere fiscali dell’HMRC relative alle criptovalute aumentano del 25%
L’agenzia fiscale del Regno Unito ha intensificato i controlli sugli investitori in criptovalute, inviando 81.000 lettere di avvertimento negli ultimi 12 mesi, secondo quanto riferito da UHY Hacker Young il 20 agosto. Il gruppo di revisione contabile ha ottenuto i dati tramite una richiesta ai sensi della legge sulla libertà di informazione. Il totale è aumentato del 25% rispetto alle circa 65.000 lettere dell’anno precedente. Tali comunicazioni, comunemente chiamate “nudge letters”, offrono ai destinatari l’opportunità di dichiarare le imposte non pagate prima che l’HM Revenue and Customs avvii un’indagine formale. L’ultimo aumento prolunga una forte escalation rispetto alle 27.714 lettere inviate nell’anno fiscale 2023-24. La precedente campagna dell’HMRC, con 65.000 lettere, aveva già più che raddoppiato il totale annuale precedente.
Neela Chauhan, partner di UHY Hacker Young, ha attribuito parte della mancata conformità al fatto che gli investitori fraintendono le complesse norme o presumono che l’agenzia non possa vedere le loro transazioni. Chauhan ha dichiarato:
«Tra le autorità fiscali c’è la convinzione che gli investimenti in criptovalute siano spesso associati all’evasione fiscale».
Il quadro normativo britannico in materia di criptovalute distingue generalmente i guadagni da investimenti personali dalle attività tassate come reddito.
Gli scambi di criptovalute possono generare obblighi fiscali
Molti investitori riconoscono che la vendita di criptovalute in sterline può generare una plusvalenza imponibile, ma anche lo scambio di un asset digitale con un altro può essere considerato una cessione. Spendere criptovalute per beni o servizi e cedere token a un’altra persona può creare obblighi simili. L’importo imponibile dipende generalmente dai costi di acquisto, dal valore di cessione e dalle detrazioni applicabili, come illustrato nel trattamento più ampio della tassazione delle criptovalute. I redditi derivanti da prestiti in criptovaluta, staking o altre attività possono rientrare in norme fiscali separate a seconda della transazione e della situazione dell’investitore. Chauhan ha affermato che alcune persone ritengono erroneamente che l’utilizzo di un exchange estero li esoneri dagli obblighi fiscali nel Regno Unito. I residenti nel Regno Unito sono generalmente soggetti a tassazione sul reddito e sulle plusvalenze mondiali, compresi gli utili qualificabili generati tramite piattaforme offshore. Le modifiche previste per aprile 2027 semplificheranno alcune transazioni di finanza decentralizzata senza eliminare la tassazione sui relativi guadagni economici. In base al quadro normativo previsto, i prestiti in criptovaluta ammissibili e gli accordi di market making automatizzato riceveranno un trattamento «no-gain, no-loss» (nessun guadagno, nessuna perdita) fino a quando non si verifichi una cessione economica. Si prevede che il trattamento rivisto dei prestiti in criptovaluta e dei pool di liquidità interesserà circa 700.000 persone.
La rendicontazione globale amplia la visibilità dell’HMRC
I fornitori di servizi di criptovalute che operano nel Regno Unito devono raccogliere informazioni identificative e riepiloghi delle transazioni ai sensi del Cryptoasset Reporting Framework. Le loro prime segnalazioni, relative alle transazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, devono essere presentate tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2027. Il quadro normativo richiede informazioni sugli utenti che sono residenti fiscali nelle giurisdizioni partecipanti. Gli scambi internazionali di informazioni forniranno inoltre all’HMRC dati sui residenti nel Regno Unito che utilizzano fornitori in altre giurisdizioni partecipanti. Il manuale del Cryptoasset Reporting Framework dell’agenzia afferma che i fornitori esteri forniranno informazioni sui residenti nel Regno Unito, riducendo l’opacità associata alle piattaforme offshore. UHY prevede che 52 giurisdizioni forniranno dati nel 2027, seguite da altre 15 nel 2028.
L’ampliamento degli obblighi di rendicontazione fiscale fa parte di un più ampio sforzo del Regno Unito volto a supervisionare l’attività relativa alle criptovalute, sviluppando al contempo nuove norme per le imprese regolamentate. Ad aprile, la Financial Conduct Authority (FCA) si è unita all’HMRC e alle forze dell’ordine regionali in una serie di perquisizioni mirate a otto siti sospettati di effettuare scambi peer-to-peer illegali, mentre le prove raccolte durante tali ispezioni hanno fornito elementi a sostegno di numerose indagini penali ancora in corso.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












