Le elezioni brasiliane sono ormai alle porte e le politiche del Paese in materia di criptovalute – che si colloca al primo posto per diffusione delle criptovalute – potrebbero subire dei cambiamenti di conseguenza. Analizziamo cosa potrebbe accadere nel mondo delle criptovalute se vincesse il presidente Lula e cosa succederebbe se fosse il suo avversario, Flavio Bolsonaro, ad aggiudicarsi la vittoria.
Il Brasile: il giro di vite di Lula sulle criptovalute contro la posizione imprevedibile di Bolsonaro

Punti chiave
- I risultati delle elezioni presidenziali brasiliane determineranno probabilmente le future politiche del Paese in materia di criptovalute.
- Si prevede che una vittoria del presidente Lula comporti una maggiore vigilanza e la possibile introduzione di tasse sulle transazioni in stablecoin.
- La direzione che assumerà la politica sulle criptovalute sotto Flavio Bolsonaro non è chiara, sebbene in passato egli abbia sostenuto i collaboratori del “Faraone del Bitcoin”.
Le elezioni brasiliane determineranno il futuro delle criptovalute nei prossimi anni
Le elezioni presidenziali brasiliane, che si terranno il 4 ottobre, potrebbero modificare le politiche del Paese in materia di criptovalute a seconda di chi riuscirà a vincere le elezioni.
Il confronto, che secondo i sondaggi locali dovrebbe sfociare in un ballottaggio poiché nessun candidato dovrebbe superare il 50% dei voti popolari, determinerà se sarà il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, o il suo rivale più vicino e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, Flavio Bolsonaro, a definire il futuro delle criptovalute nel Paese.
Se il presidente Lula riuscirà a mantenere la sua carica, gli analisti prevedono che la regolamentazione delle criptovalute seguirà la stessa linea, con un aumento degli obblighi di conformità e dei requisiti imposti agli utenti e alle istituzioni del settore, il che ha già portato il mercato locale delle criptovalute in una fase di consolidamento. Durante il mandato di Lula, la Banca Centrale ha emanato una serie di risoluzioni volte a rafforzare la vigilanza sugli exchange di criptovalute, mentre le forze dell’ordine hanno agito rapidamente contro l’uso di asset crittografici da parte di bande criminali e cartelli locali.
Inoltre, con la vittoria, Lula otterrebbe il sostegno necessario per portare avanti un piano di tassazione delle transazioni in stablecoin, una misura che, secondo quanto riferito, era stata accantonata a causa delle polemiche che suscitava, dato che Lula e il suo partito erano passati alla modalità elettorale. Dall’altra parte, non è chiaro quale direzione prenderebbero le politiche di Bolsonaro in materia di criptovalute, poiché non vi sono tracce di suoi riferimenti alle criptovalute. Ciononostante, alcune notizie indicano che Bolsonaro sia intervenuto in difesa degli ex soci di Glaidson Acácio dos Santos, il “Faraone del Bitcoin”, ideatore di uno schema piramidale di investimenti in criptovalute che ha movimentato 7 miliardi di dollari e coinvolto oltre 100.000 clienti.
Bolsonaro ha chiesto l’archiviazione delle accuse penali a carico di due ex collaboratori del “Faraone del Bitcoin”, richiesta che è stata infine respinta da un ministro della Corte Superiore di Giustizia. Mentre i sondaggi tradizionali attribuiscono pari possibilità di vittoria a entrambi i candidati, con alcuni che favoriscono Lula, i mercati predittivi raccontano una storia diversa. Dopo aver favorito il presidente Lula per un bel po’ di tempo, Polymarket attribuisce a Bolsonaro il 59% di probabilità di vincere le elezioni, mentre Lula segue al secondo posto con il 41% in un mercato predittivo con un volume di oltre 163 milioni di dollari.
La banca centrale del Brasile ha vietato i mercati predittivi con la Risoluzione n. 5.298, emanata il 24 aprile, considerandoli illegali dopo che il Segretariato dei Premi e delle Scommesse (SPA) ha sottolineato che le piattaforme dei mercati predittivi «riproducono semplicemente gli elementi essenziali delle scommesse a quota fissa».
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












