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Brasile, Lula vince a sorpresa e mantiene il divieto sulle scommesse

Il ballottaggio presidenziale brasiliano, caratterizzato da una lotta serrata, si è concluso con la vittoria a sorpresa del presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva, proprio lo stesso giorno in cui sono scadute le 85 licenze nazionali per le scommesse sportive e i casinò online. Tre giorni prima, Lula aveva dichiarato che le scommesse non sarebbero tornate, lasciando intendere che le nuove politiche ostili del suo governo nei confronti del settore rimarranno in vigore.

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Brasile, Lula vince a sorpresa e mantiene il divieto sulle scommesse

Punti chiave

  • Le 85 licenze brasiliane per le scommesse sono scadute il 25 ottobre in seguito al divieto, senza alcun rimborso dei 2,55 miliardi di real spesi per ottenerle.
  • Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti validi, nonostante Polymarket avesse stimato le sue probabilità di vittoria a un minimo del 17,5% durante lo svolgimento delle votazioni.

Le licenze per le scommesse sono scadute il giorno delle elezioni

Lula ha vinto il ballottaggio presidenziale brasiliano il 25 ottobre con il 51,79% dei voti validi contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro, come annunciato domenica sera dal Tribunale Superiore Elettorale. La vittoria è stata una sorpresa, sia dal punto di vista storico che per quanto riguarda i mercati predittivi. Lula aveva perso il primo turno del 4 ottobre contro Bolsonaro e nessun candidato presidenziale era mai riuscito prima a rimontare nel ballottaggio. Su Polymarket, sito bloccato in Brasile, le sue probabilità erano scese fino al 17,5% durante la giornata elettorale, prima che fossero resi noti i risultati definitivi.

Le licenze di scommesse revocate, rilasciate ai sensi della legge brasiliana sul gioco d’azzardo del 2023, sono scadute lo stesso giorno del ballottaggio presidenziale, e il risultato suggerisce che non ci sarà alcun cambiamento nell’attuale orientamento politico. In una diretta su YouTube con il deputato federale André Janones il 22 ottobre, Lula ha affermato che le scommesse online non torneranno in Brasile, secondo quanto riportato da Poder360. «Posso dirtelo, Nath: le scommesse non torneranno più. Chi vuole guadagnare soldi dovrebbe andare a lavorare”, ha detto all’influencer Nath Finanças, che si è unita alla diretta. Raccontando di un incontro con alcuni giovani indebitati a causa delle scommesse, ha aggiunto: “Dobbiamo porre fine a questa piaga, perché se non lo facciamo, saranno le scommesse a porre fine al popolo brasiliano”.

La misura firmata da Lula il 25 settembre vieta la gestione, l’offerta, l’intermediazione e la pubblicità delle scommesse a quota fissa, coprendo sia le scommesse sportive che i giochi da casinò online, compresi quelli di operatori con sede all’estero. Essa stabilisce che la revoca delle licenze è nell’interesse pubblico e non dà diritto agli operatori né al rimborso dei canoni di licenza né a un risarcimento. Le 85 licenze costano 30 milioni di real ciascuna (quasi 6 milioni di dollari USA), per un totale di 2,55 miliardi di real (circa 508 milioni di dollari USA). Le ultime speranze del settore riposano sul Congresso e sulla Corte Suprema. Il potere legislativo ha tempo fino al 23 novembre per votare la misura, che inizierà a bloccare l’ordine del giorno il 9 novembre, secondo il calendario del Senato, e il termine può essere prorogato una sola volta di 60 giorni. La commissione mista incaricata di esaminare la misura, che ha raccolto 99 emendamenti, non è ancora stata costituita.

Il giudice Luiz Fux, che sta esaminando i ricorsi presentati da associazioni di settore, società di media e club di calcio, dovrebbe decidere dopo il ballottaggio se mantenere o sospendere il divieto, secondo quanto riportato da Poder360. La Procura Generale gli ha chiesto di mantenerlo in vigore, dopo aver dichiarato incostituzionali le leggi alla base del mercato autorizzato.

Il divieto sta già causando la perdita di posti di lavoro. L’Associazione Nazionale dei Giochi e delle Lotterie ha dichiarato il 7 ottobre, citando un’indagine preliminare, che oltre 3.500 lavoratori — pari al 23% della forza lavoro del settore — sono stati licenziati dall’emanazione della misura, mentre altri 4.167 sono in cassa integrazione. Si prevede che i licenziamenti raggiungeranno quota 5.600 entro 90 giorni.

Anche i media locali attendono una mossa da Fux. L’Associazione brasiliana delle emittenti radiofoniche e televisive (Abert) gli ha chiesto di sospendere la misura, sostenendo che i propri membri sono bersagli diretti del divieto pubblicitario e che «il danno è già in atto».

«Lo Stato che ha creato il mercato, ne ha imposto l’accesso e ne ha supervisionato il funzionamento ha annullato, in 30 giorni e con un atto unilaterale, le posizioni giuridiche che esso stesso aveva stabilito», si legge nel ricorso.

Il governo brasiliano ha chiesto alla Corte Suprema di dichiarare incostituzionale il nucleo centrale delle leggi che hanno istituito il mercato delle scommesse autorizzate.

Leggi ora: Il Brasile dichiara incostituzionali le proprie leggi sulle scommesse mentre entra in vigore il blocco delle attività

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.