Il mercato delle opzioni sul Bitcoin sta inviando un segnale curioso. Con il Bitcoin che viene scambiato sopra gli 82.000 dollari, le opzioni call rappresentano il 60,24% delle posizioni aperte in opzioni, mentre una massiccia posizione di 25.030,6 BTC si trova sullo strike di 95.000 dollari di Deribit con scadenza il 30 ottobre. Nel frattempo, l’open interest dei futures si attesta a 51,7 miliardi di dollari, mentre i livelli di “max pain” delle opzioni indicano prezzi notevolmente inferiori. I trader si stanno posizionando in vista di valutazioni più elevate, ma il mercato dei derivati racconta una storia più complessa.
Trader Bitcoin accumulano call da 4,5 mld, target 95.000 dollari

Punti chiave
- Le opzioni call su bitcoin a 95.000 $ con scadenza il 30 ottobre su Deribit registrano un open interest pari a 25.030,6 BTC.
- Coinglass mostra che le opzioni call controllano il 60,24% dell’interesse sulle opzioni su bitcoin, contro il 39,76% delle opzioni put.
- L’open interest dei futures su bitcoin si attesta a 51,7 miliardi di dollari, in calo dell’1,59% nelle ultime 24 ore.
I trader di bitcoin accumulano miliardi in opzioni call rialziste con l’avvicinarsi della scadenza di ottobre
I trader di bitcoin puntano a 95.000 dollari, ma il mercato delle opzioni ha in mente una cifra piuttosto diversa. Al 10 ottobre 2026, la più grande posizione su opzioni su bitcoin quotata dal gigante dei derivati Deribit comprende 25.030,6 BTC in opzioni call a 95.000 dollari con scadenza il 30 ottobre, che rappresentano circa 2,07 miliardi di dollari di esposizione nozionale ai prezzi attuali.
Tuttavia, la stessa scadenza presenta una stima del “max pain” vicina ai 78.000 dollari, dando vita a un intrigante braccio di ferro tra il posizionamento rialzista e il prezzo al quale i detentori delle opzioni si trovano collettivamente ad affrontare le maggiori perdite teoriche.
Le opzioni call dominano con l’avvicinarsi della scadenza di ottobre
I dati di Coinglass mostrano che le opzioni call ammontano a 268.357,06 BTC, pari al 60,24% del totale delle posizioni aperte in opzioni su bitcoin, rispetto ai 177.147,85 BTC delle opzioni put. La ripartizione delle negoziazioni nelle ultime 24 ore è più equilibrata, con le opzioni call che rappresentano il 54,02% del volume contro il 45,98% delle opzioni put.
Sebbene i dati favoriscano le opzioni call, la differenza tra le posizioni in essere e l’attività di trading giornaliera suggerisce che l’esposizione rialzista sia più marcata nei contratti esistenti rispetto al volume di scambi più recente. La concentrazione è particolarmente evidente su Deribit, dove diverse posizioni di grandi dimensioni sono raggruppate attorno a prezzi di esercizio più elevati.
Oltre al contratto da 95.000 $, altri 15.158 BTC sono concentrati nelle opzioni call a 90.000 $, mentre quelle a 100.000 $ ammontano a 14.561,8 BTC. Insieme, questi tre contratti rappresentano circa 54.750 BTC di open interest, equivalenti a circa 4,53 miliardi di dollari a un prezzo del bitcoin di 82.800 dollari. Si tratta di una somma considerevole legata a prezzi di esercizio più elevati, anche se l’open interest da solo non può stabilire se i partecipanti siano decisamente rialzisti, vendano opzioni call o stiano coprendo posizioni esistenti.
I calcoli del «Max Pain» raccontano un’altra storia
Il quadro che emerge exchange per exchange complica notevolmente la narrativa rialzista. Per il 30 ottobre, il “max pain” stimato da Deribit si attesta intorno ai 78.000 dollari, mentre quello di Binance e OKX oscilla tra gli 81.000 e gli 82.000 dollari. Tali calcoli si collocano al di sotto dell’attuale prezzo di mercato del bitcoin, suggerendo che i punti di regolamento teorici siano notevolmente meno ambiziosi rispetto ai prezzi di esercizio che attraggono le maggiori posizioni aperte su opzioni call.

Guardando più avanti nel tempo, le discrepanze diventano ancora più marcate. Per la scadenza del 25 dicembre, il "max pain" di Deribit si attesta vicino ai 75.000 dollari, mentre la stima di Binance, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute per volume di scambi, scende verso i 62.500 dollari, e quella di OKX rimane intorno ai 75.000 dollari. La differenza tra gli exchange riflette le rispettive posizioni in opzioni, le concentrazioni dei contratti e le distribuzioni degli strike. In altre parole, non esiste un unico prezzo di "max pain" universale che regoli l’intero mercato del bitcoin. C’è tuttavia un importante aspetto da considerare. Il "max pain" misura il prezzo di regolamento al quale i pagamenti complessivi ai detentori di opzioni sarebbero ridotti al minimo, non il livello al quale il bitcoin è destinato a essere scambiato. L’attività di copertura dei market maker, i cambiamenti di posizione e la domanda sul mercato spot possono tutti interferire con qualsiasi apparente attrazione gravitazionale verso quei livelli. Considerare il “max pain” come un obiettivo di prezzo garantito per il bitcoin significherebbe giocare con il fuoco, in particolare quando, prima della scadenza, possono cambiare di mano miliardi di dollari di esposizione.
L’esposizione sui futures rimane consistente nonostante il rallentamento dell’attività
Nel frattempo, l’open interest dei futures sul bitcoin si attesta a 51,7 miliardi di dollari, pari a circa 624.450 BTC sulle borse monitorate. Tale esposizione è diminuita dell’1,59% nelle ultime 24 ore, suggerendo che parte della leva finanziaria sia stata liquidata, anche se gli operatori di opzioni mantengono posizioni aperte sostanziali. Il dato su base quadrora è sceso dello 0,13%, mentre quello su base oraria è rimasto sostanzialmente invariato, con un aumento marginale dello 0,01%.

Binance è oggi in testa tra le piattaforme di futures con 10,78 miliardi di dollari di open interest, seguita da CME con 8,88 miliardi, Bybit con 5,38 miliardi e Gate con 4,34 miliardi. L’esposizione di CME è scesa dello 0,46% rispetto al giorno precedente, mentre Binance ha registrato un modesto aumento dello 0,30%. Bybit, nel frattempo, ha guadagnato lo 0,95%, indicando che gli adeguamenti della leva finanziaria erano tutt’altro che uniformi tra le principali piattaforme di trading. Anche il mercato delle opzioni in senso lato si è ampliato notevolmente rispetto ai periodi precedenti. I dati storici di Coinglass mostrano che l’open interest totale delle opzioni su bitcoin si è recentemente attestato tra i 35 e i 40 miliardi di dollari, dopo un forte picco oltre i 50 miliardi di dollari alla fine di settembre. Sebbene l’esposizione si sia ridotta rispetto a quel picco locale, il mercato continua a registrare ingenti impegni in derivati con l’avvicinarsi della scadenza principale di ottobre.
Il posizionamento sul CME aggiunge un’ulteriore sfumatura
Il posizionamento istituzionale introduce un’altra dimensione interessante. I dati sulle opzioni del CME provenienti dal sito di analisi di mercato Cryptoquant mostrano che le opzioni call rappresentano la maggior parte dell’open interest visualizzato per posizione, mentre la ripartizione per scadenza rivela un’esposizione considerevole concentrata nei contratti con scadenza entro uno o due mesi. Le cifre suggeriscono che le prossime settimane saranno particolarmente importanti per gli operatori istituzionali nel mercato dei derivati che gestiscono l’esposizione direzionale e la protezione del portafoglio.
I dati di mercato del CME mostrano inoltre che l’esposizione in essere sulle opzioni si è moderata rispetto ai livelli elevati di fine settembre, nonostante il bitcoin si sia ripreso dalla recente flessione verso gli 82.000 dollari. Questa combinazione costringe i trader a destreggiarsi in un mercato in cui una sostanziale esposizione rialzista sulle opzioni call coesiste con una leva finanziaria in calo sui futures e livelli teorici di regolamento delle opzioni più bassi.
La contraddizione è difficile da ignorare. Il bitcoin si attesta sopra gli 82.000 dollari, gli operatori hanno accumulato miliardi di esposizione con prezzi di esercizio compresi tra 90.000 e 100.000 dollari, e diverse scadenze importanti presentano stime di «max pain» sostanzialmente inferiori. I rialzisti hanno piazzato le loro scommesse, ma il mercato delle opzioni non sta ancora consegnando loro le chiavi. Dati del grafico dell’immagine principale: Coinglass.com
Il prezzo del Bitcoin oscilla intorno agli 82.800 dollari, mentre lo slancio neutro e le medie a lungo termine più solide fanno sì che i rialzisti si trovino ad affrontare una resistenza a 84.400 dollari.
Leggi ora: Prezzo Bitcoin a 82.800 dollari, breakout ancora lontanoQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















