La proposta, che dovrà essere discussa e approvata dall’Assemblea Nazionale in seduta plenaria prima di diventare legge, introdurrebbe un’imposta sulle conversioni da qualsiasi criptovaluta a stablecoin, mentre i legislatori si affrettano a colmare quella che hanno definito una “scappatoia” nella normativa vigente.
Commissione francese approva tassa su conversioni stablecoin dal 2027

Punti chiave
- Una commissione francese ha appoggiato una proposta volta a tassare gli scambi da criptovalute a stablecoin, colmando così una scappatoia relativa al differimento fiscale.
- L’emendamento elimina una leva fondamentale di flessibilità fiscale, impedendo agli investitori di accantonare i guadagni in criptovalute non tassati.
- La norma proposta sarà sottoposta al voto dell’Assemblea plenaria il 13 ottobre, suscitando forti reazioni da parte dei leader locali del settore delle criptovalute.
Proposta di tassazione degli scambi di stablecoin approvata in Francia da una commissione dell’Assemblea nazionale francese
I legislatori francesi stanno adottando un approccio deciso per recuperare quelle che ritengono essere perdite derivanti dall’uso delle stablecoin, token ancorati al valore di una valuta fiat, come mezzo di pagamento.
La Commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale francese ha recentemente sostenuto e adottato l’emendamento I-CF1826, che introduce l’obbligo di pagare l’imposta sulle plusvalenze per ogni operazione di scambio da qualsiasi criptovaluta a stablecoin.
La proposta, presentata dal deputato Nicolas Sansu, spiega che il suo scopo è quello di porre rimedio al «differimento fiscale di cui godono, senza valida ragione, le conversioni di cripto-asset in stablecoin». In base alla normativa vigente, solo le transazioni da criptovaluta a valuta fiat sono tassate come plusvalenze. Ciononostante, Sansu sottolinea che, approfittando di una lacuna normativa, le plusvalenze derivanti dallo scambio di criptovalute con stablecoin ancorate alla valuta fiat sono esenti da tale imposta. L’emendamento afferma che le stablecoin sono diventate classici strumenti di investimento, utilizzate per pagare beni e servizi tramite fornitori di servizi di pagamento e impiegate per acquistare altre criptovalute, facilitando così le opportunità di investimento.
"Evitando in definitiva l’imposta forfettaria, ci priviamo di una preziosa risorsa fiscale che non crea alcun nuovo onere: si tratta di una semplice applicazione della normativa fiscale già esistente a un caso che non era stato preso in considerazione." Ha valutato Sansu, ricordando che anche l’Italia e il Regno Unito hanno legiferato in questa direzione, trattando le stablecoin come valuta. L’emendamento, che dovrà essere sottoposto al voto dell’Assemblea plenaria prima di diventare legge ed entrerebbe in vigore nel gennaio 2027, fa seguito a una proposta simile avanzata da tre dirigenti francesi del settore delle criptovalute e ha suscitato reazioni negative tra la comunità francese delle criptovalute.
Owen Simonin, fondatore e amministratore delegato di Meria, una piattaforma di investimento in criptovalute, ha sottolineato che questa modifica eliminerebbe una delle ultime vere leve di flessibilità fiscale rimaste agli investitori francesi in criptovalute, consentendo loro di accantonare i propri guadagni senza innescare immediatamente eventi imponibili.
«Le stablecoin rappresentavano una sorta di “area di sosta” per gli investitori che volevano allontanarsi dal mercato altamente volatile delle criptovalute prima di rientrarvi in un secondo momento. Ora questa “area di sosta” comporta una commissione?», ha concluso Simonin.
Questo e altri emendamenti controversi, come l’obbligo di dichiarare i fondi in criptovalute superiori a 100.000 euro detenuti in portafogli in custodia autonoma, saranno sottoposti a esame il 13 ottobre, quando l’Aula si riunirà per valutare tali modifiche.
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