Offerto da
Featured

Saylor: il rifiuto dell'integrazione di Bitcoin con il sistema bancario e i mercati "lo condanna a raggiungere solo l'1% del suo potenziale"

Il presidente di Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR), Michael Saylor, ha sostenuto che escludere il bitcoin dalle banche, dai depositari e dai mercati dei capitali ne nega i benefici al 99% della popolazione mondiale, dato che la riserva di 843.775 BTC della sua stessa società è attualmente in perdita rispetto al prezzo di acquisto.

SCRITTO DA
CONDIVIDI
Saylor: il rifiuto dell'integrazione di Bitcoin con il sistema bancario e i mercati "lo condanna a raggiungere solo l'1% del suo potenziale"

Punti chiave

  • Michael Saylor ha affermato che rifiutare l’integrazione del bitcoin con banche e mercati ne preclude l’accesso al 99% degli utenti.
  • Strategy detiene 843.775 BTC per un valore di circa 55 miliardi di dollari, al di sotto del costo medio per moneta pari a 75.482 dollari.
  • Citi e Morgan Stanley stanno sviluppando sistemi di custodia del bitcoin per il 2026, avallando la tesi di Saylor a favore dell’integrazione.

Saylor sostiene l’integrazione del bitcoin nel sistema bancario

Saylor, presidente della più grande società detentrice di bitcoin, ha utilizzato il suo account X per ribadire un'argomentazione che ha ripetuto in varie forme da quando Strategy ha iniziato ad accumulare bitcoin nel 2020, ovvero che il valore a lungo termine del bitcoin dipende dal suo inserimento nel sistema finanziario esistente piuttosto che dal rimanere al di fuori di esso. Ha pubblicato:

«Rifiutare l’integrazione del Bitcoin con banche e società, custodi ed exchange, mercati azionari e del credito, governi e valute significa negarne i benefici al 99% del mondo e condannarlo a realizzare solo l’1% del suo potenziale».

Il commento non faceva riferimento a un evento o a una politica specifici. Si tratta piuttosto di una posizione filosofica di ampio respiro che Saylor ha ribadito più volte quest’anno, sostenendo che l’utilità del bitcoin cresce in proporzione alla profondità con cui è integrato nei sistemi bancari, creditizi e governativi, piuttosto che essere tenuto separato da essi come asset puramente peer-to-peer.

Come si presenta attualmente l’integrazione bancaria

L’argomentazione di Saylor è in linea con un vero e proprio cambiamento già in atto tra le principali banche statunitensi. Citigroup ha annunciato a febbraio che intende lanciare un servizio di custodia di bitcoin di livello istituzionale nel 2026, e sia Citi che Morgan Stanley hanno intrapreso quest’anno iniziative per espandere le attività di custodia, negoziazione e tokenizzazione delle risorse digitali.

Il piano di Citi, in particolare, consentirebbe ai clienti istituzionali di gestire le proprie partecipazioni in bitcoin all’interno dello stesso conto di custodia utilizzato per azioni e obbligazioni, con rendicontazione unificata e margini incrociati tra asset digitali e tradizionali. È proprio questo il tipo di infrastruttura a cui Saylor fa riferimento quando parla di banche, depositari e exchange.

La scommessa di Strategy dimostra il rischio

Strategy rappresenta il caso di prova più evidente a sostegno della tesi di Saylor, e i numeri lo dimostrano. Per cominciare, la società detiene 843.775 BTC acquistati per un totale di 63,69 miliardi di dollari, con un costo medio di 75.482 dollari per moneta. Ai prezzi attuali, tale patrimonio vale circa 55 miliardi di dollari, il che significa che Strategy registra una perdita contabile rispetto al proprio investimento iniziale, pur rimanendo di gran lunga il più grande detentore aziendale di bitcoin. Saylor ha continuato a segnalare ulteriori acquisti nonostante il calo di valore. Il 26 luglio ha pubblicato il grafico delle acquisizioni di bitcoin di Strategy con il messaggio «avremo bisogno di un altro colore», un indizio che la società potrebbe dover aggiungere una nuova tonalità alla legenda del grafico dopo un altro acquisto ingente, un modello che l’azienda ha ripetuto durante i cali di valore del passato, invece di ridurre la propria posizione.

Strategy ha inoltre modificato il modo in cui descrive tale portafoglio, poiché, anziché considerare il bitcoin esclusivamente come un’attività di riserva da accumulare a tempo indeterminato, l’azienda ha sempre più posizionato le proprie partecipazioni come garanzia a sostegno di prodotti finanziari quali le proprie azioni privilegiate STRC, che, secondo quanto affermato da Saylor, mirano a un mercato del credito privato del valore di oltre 3,5 trilioni di dollari.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.