Il procuratore generale di New York, Letitia James, ha esortato il Congresso a rafforzare la regolamentazione delle criptovalute, mentre l’FBI ha segnalato perdite legate alle criptovalute per oltre 11 miliardi di dollari. Nella sua testimonianza al Senato, ha sostenuto che il CLARITY Act, attualmente in discussione, indebolirebbe l’azione di contrasto degli Stati contro le truffe relative agli asset digitali.
Perdite nel settore delle criptovalute pari a 11 miliardi di dollari aumentano la pressione sul CLARITY Act

Punti chiave
- Il procuratore generale di New York avverte che il CLARITY Act potrebbe limitare l’azione di contrasto delle frodi da parte degli Stati.
- L’FBI segnala perdite legate alle criptovalute per 11 miliardi di dollari, mentre Letitia James chiede norme più severe.
- La proposta prevede un rafforzamento delle misure antiriciclaggio (AML), delle procedure di identificazione dei clienti (KYC) e della responsabilità delle piattaforme.
James avverte che il disegno di legge federale potrebbe indebolire l’azione di contrasto a livello statale
Il procuratore generale di New York, Letitia James, ha esortato il Congresso ad adottare misure di salvaguardia federali più rigorose per i mercati delle criptovalute, preservando al contempo l’autorità degli Stati nel perseguire i casi di frode, sostenendo che l’aumento delle perdite dovute alle truffe richiede una vigilanza più severa anziché limitare l’applicazione delle leggi a livello statale.
«Il mio ufficio è in prima linea nella lotta contro le frodi legate alle criptovalute. Il nostro sistema di mercato basato su regole infonde nelle persone la fiducia necessaria per fare affari qui», ha dichiarato James nella sua testimonianza al Congresso il 27 luglio. Ha aggiunto:
«Senza leggi e regolamenti adeguati, ne conseguono crisi finanziarie. Esortiamo il Congresso a salvaguardare i nostri mercati finanziari e a proteggere gli investitori americani, il loro futuro, la nostra economia e la sicurezza nazionale».
Il procuratore generale James ha sostenuto che il CLARITY Act trasferirebbe la supervisione primaria delle attività digitali alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), scavalcando al contempo importanti poteri normativi degli Stati, rendendo più difficile per questi ultimi indagare sulle frodi e chiamare le aziende operanti nel settore delle criptovalute a rispondere delle proprie azioni.
Le denunce presentate all’ufficio di James relative a truffe legate alle criptovalute sono quasi triplicate negli ultimi tre anni, mentre le perdite segnalate a causa di frodi e truffe nel settore delle criptovalute hanno sfiorato i 500 milioni di dollari negli ultimi cinque anni.
Le norme proposte mirano a contrastare le frodi, il riciclaggio di denaro e la responsabilità delle piattaforme
Il procuratore generale James ha esortato il Congresso a imporre alle piattaforme di criptovalute il rispetto delle norme antiriciclaggio (AML), dei requisiti «know-your-customer» (KYC), degli standard di sicurezza informatica, degli obblighi di vigilanza sul mercato e della responsabilità finanziaria per le frodi prevenibili, preservando al contempo le leggi esistenti in materia di titoli, materie prime e trasferimento di denaro.
Ha inoltre raccomandato di limitare le transazioni in criptovaluta che non possono essere completamente tracciate dalla conversione in dollari statunitensi e di vietare ai funzionari eletti e alle persone che hanno recentemente ricoperto cariche governative di partecipare alla regolamentazione delle criptovalute laddove possano sussistere conflitti di interesse finanziari.
I legislatori federali continuano a discutere il CLARITY Act dopo che la Camera ha approvato la legge nel luglio 2025. Un anno dopo, i legislatori della Camera hanno rinnovato la loro spinta a favore del disegno di legge in occasione di un’audizione volta a esaminare il quadro normativo proposto per gli asset digitali, mentre l’azione del Senato rimaneva incerta.
Il procuratore generale ha evidenziato diverse azioni di contrasto a sostegno della sua tesi, tra cui accordi transattivi che hanno coinvolto Tether, Coin Café, Gemini, Genesis, Kucoin e un recente accordo che impone a Uphold di pagare oltre 5 milioni di dollari per la promozione del programma di investimento CredEarn.
La cifra di 11 miliardi di dollari di perdite legate alle criptovalute indicata dall’FBI aumenta la pressione per norme più severe
Le autorità federali continuano a segnalare ingenti perdite finanziarie derivanti da reati legati alle criptovalute. L’FBI (Federal Bureau of Investigation) ha dichiarato che nel 2025 gli americani hanno segnalato perdite legate al cybercrimine per quasi 21 miliardi di dollari, aggiungendo: «Gli americani che hanno presentato denunce relative alle criptovalute hanno riportato le perdite più elevate, con 181.565 denunce per un totale di oltre 11 miliardi di dollari».
New York ha inoltre ampliato le iniziative di tutela dei consumatori al di là delle azioni di contrasto, mettendo in guardia i residenti dalle truffe sugli investimenti in criptovalute basate su rapporti di fiducia, comunemente note come schemi di “pig butchering”. James ha inoltre criticato il GENIUS Act per non aver imposto agli emittenti di stablecoin l’obbligo di restituire i fondi sottratti alle vittime di frode.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















