L'indice Kospi della Corea del Sud ha fatto scattare oggi, per la seconda volta consecutiva, il meccanismo di sospensione delle negoziazioni a livello di mercato, crollando al minimo intraday di 5.532,33 dopo aver aperto in rialzo di oltre l'1%. Il Bitcoin (BTC), al contrario, è salito dell’1% superando i 64.000 dollari, nonostante l’intensificarsi delle vendite sui titoli del settore dei semiconduttori coreani.
Il Kospi scende sotto quota 5.600 in un caso record di "circuit breaker" consecutivo, mentre il Bitcoin supera i 64.000 dollari

Punti chiave
- Mercoledì il Kospi e il Kosdaq hanno attivato i meccanismi di sospensione delle negoziazioni, segnando la prima interruzione consecutiva nella storia della Corea.
- SK Hynix ha registrato un forte calo nonostante abbia riportato un balzo del 557% nell’utile trimestrale, che tuttavia è rimasto al di sotto delle previsioni.
- Il Bitcoin è salito di circa l’1% verso i 64.000 dollari, sganciandosi dalla svendita coreana per la seconda settimana consecutiva.
Un record di interruzioni consecutive
La Borsa coreana ha sospeso le contrattazioni sia sul Kospi che sul Kosdaq, indice di dimensioni più ridotte, per 20 minuti: si tratta di un meccanismo che blocca automaticamente l’intero mercato per un intervallo di tempo prestabilito quando un indice scende di una determinata percentuale in una singola sessione. Il Kosdaq ha innescato per primo l’interruzione, scendendo di 56,85 punti, pari all’8,05%, a 649,00 alle 12:19 ora locale. Il Kospi ha seguito l’esempio 13 minuti dopo, scendendo di 491,33 punti, pari all’8,15%, dalla chiusura di martedì a 6.023,66 per attestarsi a 5.532,33 alle 12:32.
È stata la prima volta nella storia del mercato coreano che l’indice di riferimento ha attivato i circuit breaker in giorni di negoziazione consecutivi. Il crollo ha fatto seguito all’ottavo «circuit breaker» dell’anno, verificatosi martedì, quando il Kospi era precipitato dell’8,02% nel corso della giornata e aveva chiuso in ribasso del 10,8% dopo la notizia che un’azienda cinese aveva avviato la produzione in serie di uno strumento di produzione di chip a ultravioletti profondi (DUV) di propria concezione, minacciando il dominio di Samsung Electronics e SK Hynix sul mercato delle esportazioni di chip di memoria.
Secondo la stampa locale, il protrarsi delle vendite di mercoledì è stato attribuito alla persistente debolezza dei titoli delle grandi società di semiconduttori, alle massicce vendite da parte degli investitori stranieri e alle persistenti preoccupazioni relative alle pressioni sulla domanda e sull’offerta derivanti dagli ETF (Exchange Traded Fund) con leva su singoli titoli, la cui dimensione era cresciuta a dismisura all’inizio di quest’anno.
Utili superiori alle attese, ma comunque insufficienti
La svendita si è intensificata nonostante SK Hynix abbia riportato utili eccezionali. Mercoledì le azioni del produttore di chip hanno subito un forte calo nonostante abbiano registrato un balzo del 557% nell’utile trimestrale, un risultato che non è comunque riuscito a soddisfare le elevate aspettative che gli investitori di Wall Street e di Seul avevano riposto nel titolo dopo mesi di domanda di chip di memoria trainata dall’intelligenza artificiale.
Questo divario ha messo ancora una volta in luce quanto le valutazioni dei semiconduttori in tutta l’Asia si fossero allontanate dai fondamentali, lasciando poco spazio a risultati che non fossero eccezionali per soddisfare il mercato.
Il Bitcoin si discosta dal trend
Martedì il Bitcoin aveva seguito da vicino la correzione del mercato coreano, scendendo di circa il 2,7% a circa 63.000 dollari, poiché il crollo iniziale del Kospi ha coinciso con l’aumento delle probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve e con lo stallo del CLARITY Act, contribuendo a innescare un’ondata di liquidazioni nel settore delle criptovalute. Successivamente, nelle ultime 24 ore l’asset ha superato i 64.400 dollari, nonostante l’attivazione del secondo “circuit breaker” consecutivo in Corea.
Nel frattempo, il leader della maggioranza al Senato John Thune ha segnalato che il CLARITY Act non sarebbe stato approvato dalla Camera prima della pausa estiva di agosto, prima che il prezzo si riprendesse di pari passo con il mercato delle criptovalute in generale.
Mercoledì è stata la seconda volta in sette giorni che le criptovalute hanno tenuto testa a un brusco crollo dei titoli legati all’intelligenza artificiale, un andamento che suggerisce che la stretta correlazione del bitcoin con i titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale potrebbe indebolirsi. Gli analisti hanno generalmente descritto la relazione tra le oscillazioni del Kospi e i movimenti del bitcoin come una correlazione dovuta a una base di investitori condivisa piuttosto che a un nesso causale, una visione che la divergenza di mercoledì complica senza risolverla completamente.
Samsung Electronics e SK Hynix rimangono i due titoli con il peso maggiore sull’indice, il che significa che un ulteriore calo dei titoli del settore dei chip potrebbe facilmente innescare un altro «circuit breaker» prima che i mercati coreani abbiano la possibilità di stabilizzarsi.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















