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Il Bitcoin scende nuovamente sotto i 64.000 dollari mentre in un’ora vengono liquidati 100 milioni di dollari

Il 28 luglio il Bitcoin è sceso nuovamente sotto i 64.000 dollari, quando in 60 minuti sono state liquidate posizioni con leva finanziaria per circa 100 milioni di dollari in tutto il mercato delle criptovalute; è la terza volta questa settimana che gli operatori vengono spazzati via intorno a quel livello.

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Il Bitcoin scende nuovamente sotto i 64.000 dollari mentre in un’ora vengono liquidati 100 milioni di dollari

Punti chiave

  • Il prezzo del Bitcoin è sceso sotto i 64.000 dollari per la terza volta dal 24 luglio, quando un precedente calo aveva innescato un evento di liquidazione da 87 milioni di dollari.
  • L'indice KOSPI della Corea del Sud ha registrato oggi un crollo dell'8,02%, attivando l'ottavo "circuit breaker" del 2026 a seguito del crollo dei titoli statunitensi del settore dei semiconduttori.
  • La Fed, presieduta da Kevin Warsh, ha aperto la riunione del 28-29 luglio mantenendo il tasso di riferimento tra il 3,50% e il 3,75% per la quarta riunione consecutiva.

Terza rottura al ribasso sotto i 64.000 dollari per il Bitcoin questa settimana

Il livello dei 64.000 dollari è diventato una sorta di campo di battaglia per i trader di bitcoin nella seconda metà di luglio. A questo proposito, Bitcoin.com News ha riportato un calo al di sotto di tale livello alla fine della scorsa settimana, quando l’asset ha registrato un arretramento da quasi 67.000 dollari, innescando un evento di liquidazione da 87 milioni di dollari, suddiviso tra 70 milioni di dollari in posizioni lunghe e 17 milioni di dollari in posizioni corte.

Factors affecting Bitcoin's price movementsTre giorni dopo, il bitcoin ha fallito tre tentativi distinti di superare la resistenza a 65.500 dollari, il che ha portato il totale delle liquidazioni nelle 24 ore a 75 milioni di dollari, mentre il prezzo scivolava nuovamente al minimo di sessione di 64.336 dollari. Il movimento odierno segue lo stesso copione, con circa 100 milioni di dollari liquidati nell’arco di una sola ora, a un ritmo più rapido rispetto a entrambi i precedenti episodi di questa settimana.

Il crollo dei titoli del settore chip sul KOSPI alimenta il clima di avversione al rischio

Le liquidazioni hanno coinciso con una forte ondata di vendite sui titoli azionari sudcoreani, con il KOSPI in calo dell’8,02%, ovvero 542,24 punti, a 6.213,51, innescando l’ottavo “circuit breaker” dell’anno per l’indice, sulla scia di un crollo dei titoli statunitensi del settore dei semiconduttori. Si è trattato dell’ultimo di una serie di crolli guidati dai titoli del settore dei chip registrati questo mese; una simile ondata di vendite sul KOSPI, avvenuta il 13 luglio, aveva segnato il settimo “circuit breaker” del 2026 per la borsa.

Le criptovalute e i titoli dei semiconduttori hanno seguito un andamento parallelo per gran parte dell’anno. La cronaca di una svendita a metà luglio, quando il Philadelphia Semiconductor Index ha perso i guadagni accumulati grazie all’entusiasmo per le infrastrutture di intelligenza artificiale, ha sottolineato che «negli ultimi due anni, le criptovalute sono state sempre più negoziate come un’estensione ad alto beta del settore tecnologico».

Nello stesso episodio il bitcoin è sceso dell’1,2% sotto i 63.000 dollari, parallelamente a un calo più ampio del settore tecnologico, dimostrando ancora una volta come le oscillazioni a Seul e sui mercati dei semiconduttori di Wall Street si siano ripetutamente ripercosse sui prezzi degli asset digitali.

Gli operatori puntano ora sulla decisione della Fed sui tassi

Il catalizzatore più importante potrebbe ancora arrivare, dato che la Federal Reserve, sotto la guida del presidente Kevin Warsh, ha aperto la sua riunione di due giorni il 28 luglio mantenendo il tasso sui fondi federali al 3,50%-3,75% per la quarta riunione consecutiva, e le previsioni sui tempi di un eventuale taglio dei tassi nel 2026 sono già state posticipate in diverse stime.

Domani è prevista una dichiarazione politica; Bitcoin.com News sottolinea che la decisione della Fed, insieme al voto in sospeso sul Digital Asset Market Clarity Act e ai due fork di Bitcoin previsti per agosto, costituisce una convergenza di fattori che potrebbero determinare oscillazioni di prezzo più marcate verso la fine del mese.

Detto questo, nessuno di questi fattori si è ancora concretizzato, il che aiuta a spiegare perché la soglia dei 64.000 dollari continui a essere messa alla prova da entrambe le parti, anziché essere superata in modo decisivo. I posizionamenti su opzioni e leva finanziaria si sono concentrati tra i prezzi di esercizio di 65.000 e 70.000 dollari, il che significa che i trader continuano a scommettere su una ripresa anche se le liquidazioni a breve termine si accumulano nella parte inferiore di tale intervallo.

Infine, anche gli scarsi afflussi verso gli ETF (Exchange-Traded Fund) sul bitcoin spot e la decisione di Strategy Inc. di detenere 544,5 milioni di dollari in contanti anziché aumentare la propria riserva di bitcoin vengono citati come ostacoli tangibili che i trader probabilmente considereranno come il prossimo vero banco di prova per verificare se il supporto reggerà.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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