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L'oro raggiunge i 4.620 dollari mentre i riacquisti di titoli del Tesoro riaccendono il trend di svalutazione del dollaro

Questa settimana l’oro ha raggiunto il prezzo più alto degli ultimi tre mesi, superando i 4.600 dollari l’oncia e sfiorando i 4.650 dollari nel mercato dei futures, poiché l’ampliamento del programma di riacquisto di titoli da parte del Tesoro statunitense ha riacceso i timori di un indebolimento del dollaro.

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L'oro raggiunge i 4.620 dollari mentre i riacquisti di titoli del Tesoro riaccendono il trend di svalutazione del dollaro

Punti chiave

  • Questa settimana l’oro è salito del 5% a 4.620 dollari, il prezzo più alto da maggio.
  • L’indice del dollaro è sceso a 98,723 il 19 agosto, dopo che il Tesoro ha raddoppiato il proprio programma di riacquisto di titoli.
  • Il bitcoin, in rialzo vicino ai 78.000 dollari, sta cavalcando la stessa onda di deprezzamento, ma secondo gli analisti l’oro è un caso a sé stante.

Il superamento della soglia dei 4.600 dollari da parte dell’oro

Gli analisti di Bloomberg hanno osservato che l’oro è salito al massimo degli ultimi tre mesi, superando i 4.620 dollari l’oncia, poiché l’intervento del Tesoro sul mercato obbligazionario ha riacceso i timori di un indebolimento del dollaro. L’oro spot è stato scambiato tra i 4.580 e i 4.600 dollari nel corso della settimana, con i futures che hanno sfiorato i 4.650 dollari.

Gold Hits $4,620 as Treasury Buybacks Reignite the Dollar Debasement Trade
Fonte immagine: Bloomberg.com

Ole Hansen, stratega delle materie prime di Saxo Bank, ha affermato che l’oro sta «proseguendo la sua forte corsa al rialzo, guadagnando l’1,8% nella giornata e il 5,1% nella settimana», definendo il superamento della media mobile a 200 giorni come il fattore tecnico scatenante di un nuovo slancio di acquisti e indicando un superamento dei 4.770 dollari come prossimo livello di resistenza.

Alcuni trader vedono un superamento di tale livello come conferma del fatto che il rialzo abbia ancora spazio per proseguire, con ipotesi che parlano di 5.000 dollari l’oncia se il dollaro continuasse a scivolare. Il movimento è più ampio di quanto la maggior parte degli analisti si aspettasse, e le previsioni di metà anno del World Gold Council, pubblicate a giugno, avevano considerato una corsa verso i 4.500 dollari come uno scenario rialzista che richiedeva «un segnale forte e chiaro» da parte dei responsabili politici.

La decisione del Tesoro di riacquistare titoli sembra essere proprio quel segnale, dato che l’oro viene ora scambiato ben al di sopra del livello che il Consiglio aveva indicato come scenario rialzista per il 2026.

La scommessa del Tesoro sui riacquisti alla base di questa mossa

Il catalizzatore risale al 19 agosto, quando il Tesoro statunitense ha dichiarato che avrebbe raddoppiato le operazioni di riacquisto di titoli a lungo termine, dal 9 settembre al 4 novembre. L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo che il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni aveva toccato il massimo degli ultimi 19 anni, al 5,337%, un’ondata di vendite che ha scosso i mercati obbligazionari e spinto le autorità ad agire.

Il piano di riacquisto ha riportato i rendimenti al 5,198%, ma ha invece colpito il dollaro, con l’indice del dollaro che è sceso a 98,723, il livello più basso dal 14 maggio. Analisti tra cui Chris Turner, responsabile dei mercati globali di ING, e Ariane Curtis, economista di Capital Economics, hanno indicato l’espansione del programma di riacquisto come fattore scatenante, sottolineando che la mossa sposta di fatto una quota maggiore del debito pubblico verso i titoli a breve termine (un compromesso che i mercati interpretano come negativo per il dollaro, anche se stabilizza il debito a più lunga scadenza).

I riacquisti consentono al Tesoro di ritirare dal mercato le obbligazioni più vecchie e meno liquide, riacquistandole con i proventi delle nuove emissioni di debito, uno strumento a cui ha fatto ricorso ripetutamente quest’anno per impedire che i costi di finanziamento a lungo termine andassero alle stelle dopo che l’impennata dei rendimenti aveva scosso le aste.

Robert Kiyosaki, autore di «Rich Dad Poor Dad», è andato oltre, definendo l’espansione dei riacquisti una forma di allentamento quantitativo e spingendo i suoi seguaci verso bitcoin, oro, argento e alcuni investimenti immobiliari selezionati. Il paragone non è esatto, dato che il Tesoro finanzia i propri riacquisti con i proventi della vendita di titoli di debito anziché iniettare nuova moneta della banca centrale, a differenza del vero allentamento quantitativo. Detto questo, la reazione del mercato al dollaro questa settimana è apparsa sostanzialmente la stessa in entrambi i casi.

Il bitcoin cavalca la stessa tendenza di svalutazione

Come riportato da Bitcoin.com News quando l’espansione dei riacquisti del Tesoro ha colpito per la prima volta i mercati, il bitcoin ha registrato un balzo di circa il 20% nei giorni successivi all’annuncio, prolungando un rimbalzo che è diventato strettamente legato alla stessa narrativa di debolezza del dollaro che sta trainando l’oro. L’economista Mohamed El-Erian ha sottolineato che la spinta del Bitcoin a 79.000 dollari, insieme all’ascesa dell’oro oltre i 4.600 dollari, rappresentano i risultati più brillanti di questo stesso trend, ma non tutti sembrano convinti che il Bitcoin appartenga a quel paniere.

Robin Brooks, ex capo stratega valutario di Goldman Sachs che per primo ha reso popolare la tesi del “debasement trade”, ha affermato che “starebbe ben lontano dal bitcoin”, sostenendo che i mercati non lo vedono alla stessa stregua dell’oro e dell’argento.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.