Secondo i dati, la blockchain di Bitcoin ha registrato un adeguamento della difficoltà estremamente modesto all’altezza del blocco 969696, con un calo di appena lo 0,03%. L’hashprice si è mantenuto al di sopra dei 40 dollari per petahash, mentre la potenza di calcolo della rete è rimasta al di sotto dei 1.000 exahash al secondo (EH/s).
I miner di Bitcoin registrano un ottimo settembre mentre la difficoltà rimane pressoché invariata

Punti chiave
- La difficoltà di Bitcoin è scesa solo dello 0,03% a 132,72 trilioni al blocco 969696.
- Settembre ha fruttato ai miner di Bitcoin 1,12 miliardi di dollari, il mese migliore da gennaio.
- L’hashprice si è attestato intorno ai 40 dollari per PH/s, mentre la difficoltà di Bitcoin per il 2026 è scesa dell’11,96% netto.
La difficoltà di Bitcoin rimane pressoché invariata con una riduzione dello 0,03%
La difficoltà di Bitcoin è un parametro automatico che rende il mining dei blocchi più difficile o più facile, in modo che un nuovo blocco venga trovato all’incirca ogni dieci minuti. I dati mostrano che nel 2026 sono stati registrati 19 aggiustamenti in totale, con otto aumenti e ora 11 diminuzioni a seguito dell’ultima modifica. L’ultima riduzione dello 0,03% rappresenta la variazione più modesta dell’anno e la difficoltà della rete si attesta ora a 132,72 trilioni.
La variazione è sufficientemente modesta da avere un effetto trascurabile sui miner di Bitcoin; il prossimo aggiustamento della difficoltà è previsto per il 18 ottobre 2026. Attualmente, gli intervalli tra i blocchi sono leggermente più lenti, pari a dieci minuti e 48 secondi, ma la situazione potrebbe cambiare nelle prossime due settimane. Pertanto, mentre il Bitcoin ha registrato otto aumenti per un totale del +33,34%, le 11 riduzioni della rete, pari al -45,30%, comportano un calo netto del -11,96% dall’inizio dell’anno.
Ciò ha offerto un gradito respiro ai miner di Bitcoin, mentre il recente rialzo del BTC ha ulteriormente rafforzato i ricavi derivanti dal mining. L’hashprice del Bitcoin, ovvero il valore della produzione giornaliera generata da 1 petahash al secondo (PH/s), ha raggiunto un massimo su 30 giorni di 41,51 dollari, scendendo però a un minimo di 37,45 dollari per PH/s. Per gran parte del mese, tuttavia, l’hashprice si è mantenuto intorno ai 40 dollari per petahash.
I ricavi da mining di settembre registrano uno dei mesi più forti del 2026
A settembre, i miner di Bitcoin hanno registrato il miglior mese in termini di ricavi da gennaio, quando hanno incassato 1,12 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra di poco inferiore agli 1,15 miliardi di dollari di gennaio. È stato anche uno dei mesi migliori dal maggio 2026, quando i miner hanno accumulato 1,08 miliardi di dollari, secondo i dati di newhedge.io. La domanda ora è se questo slancio potrà protrarsi negli ultimi mesi dell’anno.

I miner stanno godendo di una tregua insolita, che potrebbe rivelarsi più duratura che precaria. Il calo netto della difficoltà registrato quest’anno ha concesso agli operatori un vero e proprio respiro, mentre l’hashprice, che si attesta intorno ai 40 dollari, indica margini stabili e sostenibili. I forti ricavi di settembre, insieme al recente picco del bitcoin registrato in agosto e settembre, suggeriscono che lo slancio stia ancora acquistando forza, anziché limitarsi a un fenomeno passeggero destinato a svanire. Resta tuttavia da vedere se tale slancio si manterrà per il resto dell’anno.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












