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Warren e Curtis pressano Kalshi e Polymarket su insider trading elettorale

I senatori Elizabeth Warren e John Curtis hanno chiesto a Kalshi e Polymarket di spiegare in che modo impediscono agli addetti ai lavori di accedere ai mercati elettorali, dando alle società tempo fino al 3 novembre, giorno delle elezioni, per rispondere a sette domande. La lettera bipartisan cita casi di candidati che hanno scommesso sulle proprie campagne elettorali e sospetti di «wash trading» sui contratti elettorali di Polymarket.

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Warren e Curtis pressano Kalshi e Polymarket su insider trading elettorale

Punti chiave

  • I senatori Warren e Curtis hanno inviato a Kalshi e Polymarket sette domande sull’insider trading elettorale, con scadenza il 3 novembre.
  • I senatori chiedono a ciascuna società di fornire il numero di casi sospetti registrati dal 1° gennaio e quanti di questi siano stati segnalati.

Sette domande da rispondere entro il giorno delle elezioni

La senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts e membro di spicco della Commissione bancaria del Senato, e il senatore John Curtis, repubblicano dello Utah, hanno scritto al CEO di Kalshi, Tarek Mansour, e al CEO di Polymarket, Shayne Coplan, in una lettera datata mercoledì e resa pubblica giovedì, chiedendo in che modo le società impediscano l’insider trading e la manipolazione nei mercati elettorali. Chiedono risposte scritte entro il 3 novembre, giorno delle elezioni di medio termine. «Siamo particolarmente preoccupati dai contratti relativi agli eventi elettorali», hanno scritto i senatori, sottolineando che tali contratti ricevono ampia copertura mediatica e sono considerati da alcuni osservatori come indicatori dello slancio politico.

Le sette domande vertono su come ciascuna società impedisca a candidati, membri dello staff elettorale, funzionari elettorali, sondaggisti e altri soggetti in possesso di informazioni riservate di effettuare operazioni di trading, su come impedisca loro di aggirare i divieti di trading tramite terze parti o conti affiliati e su come rilevi il wash trading e altre forme di manipolazione.

I senatori hanno inoltre chiesto quanti casi sospetti di insider trading o di manipolazione relativi a contratti elettorali ciascuna società abbia individuato dal 1° gennaio, quanti siano stati bloccati prima che le operazioni andassero a buon fine anziché essere scoperti a posteriori, e quanti siano stati segnalati alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) o alle forze dell’ordine. Hanno chiesto se i sistemi di sorveglianza delle società siano stati valutati in modo indipendente, quali misure di sicurezza saranno aggiunte prima delle elezioni e in che modo le società impediscano che i contratti elettorali vengano confusi con i sondaggi.

La lettera fa riferimento a casi verificatisi su Kalshi in cui i candidati hanno effettuato operazioni di trading sulle proprie campagne elettorali, a partire da un episodio del 2025 descritto dalla CFTC in un avviso pubblicato a febbraio. Secondo l’avviso, alcuni video sui social media del maggio 2025 sembravano mostrare un candidato che effettuava operazioni su un contratto legato alla propria candidatura, e Kalshi ha multato il candidato e lo ha sospeso per cinque anni. Kalshi ha reso noti altri tre casi simili ad aprile.

«Questi esempi sollevano interrogativi fondamentali sul numero di transazioni legate alle elezioni che sono sfuggite ai controlli», hanno scritto i senatori. A parte questo, hanno citato un servizio della NPR su membri dello staff delle campagne elettorali che effettuavano operazioni di trading sulla base di sondaggi interni prima della loro pubblicazione.

Riguardo a Polymarket, la lettera cita un rapporto di Fortune del 2024 in cui una società di analisi blockchain stimava che circa un terzo del volume di scambi del mercato delle elezioni presidenziali fosse probabilmente influenzato dal wash trading. Cita inoltre la scoperta fatta questo mese da Wired di operazioni per oltre 600 milioni di dollari su contratti elettorali di Polymarket riguardanti l’Etiopia e la Romania. La testata ha riferito che il mercato etiope ha continuato a operare per mesi dopo il voto e che Polymarket, in risposta, aveva bloccato gli account coinvolti.

«L’individuazione di casi isolati di trading improprio non dimostra che questi mercati siano adeguatamente protetti», hanno scritto i senatori, aggiungendo di rimanere scettici sulla capacità delle società di vigilare efficacemente sui contratti.

Robert DeNault, responsabile dell’applicazione delle norme di Kalshi, ha dichiarato a The Hill che «Kalshi vieta l’insider trading e la manipolazione del mercato e impedisce in modo proattivo ai candidati e allo staff delle campagne elettorali di effettuare operazioni di trading per proteggere l’integrità del mercato». Una fonte interna a Kalshi ha riferito alla testata che la società utilizza i dati relativi alle buste paga della Commissione Elettorale Federale per bloccare candidati e membri dello staff e ha istituito un comitato indipendente per l’integrità del mercato. Polymarket non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento da parte di The Hill. Polymarket ha indagato su decine di scommesse legate alle elezioni di medio termine, secondo quanto riportato dalla NPR il 27 ottobre; almeno due casi sarebbero stati deferiti alla CFTC, secondo una persona a conoscenza delle indagini. Questa settimana, Polymarket sta inoltre esaminando decine di portafogli di nuova creazione che hanno scommesso su Benjamin Netanyahu poco prima della chiusura delle urne nelle elezioni israeliane di martedì, secondo quanto riportato da Bloomberg. La lettera è datata lo stesso giorno in cui lo Utah, Stato di provenienza di Curtis, ha presentato accuse penali contro Kalshi e i suoi cofondatori in merito alle scommesse sportive. Curtis ha sostenuto un disegno di legge bipartisan insieme al senatore Adam Schiff, democratico della California, che vieterebbe alle piattaforme registrate presso la CFTC di offrire contratti sportivi, mentre Warren ha co-presentato a marzo lo «STOP Corrupt Bets Act», parte di una più ampia iniziativa democratica volta a vietare i contratti elettorali e sportivi.

Mercoledì l’Ufficio del Procuratore Generale dello Utah ha presentato l’atto d’accusa, indicando Kalshi e i suoi cofondatori come imputati.

Leggi ora: Utah accusa Kalshi e fondatori: reati penali su scommesse sportive

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

Informazioni sull'autore

SCRITTO DALuci KelemenWriter

Luci Kelemen è uno scrittore e reporter con base a Budapest.