Secondo quanto riportato dal *Times*, l’Autorità per la condotta finanziaria britannica (FCA) ha avviato colloqui con alcune piattaforme di trading in merito all’allentamento del divieto sulle opzioni binarie al dettaglio che impedisce a Kalshi e Polymarket di operare nel Regno Unito. Le norme rimangono invariate e un secondo organismo di regolamentazione continua a frapporsi tra le piattaforme e i clienti britannici.
L'autorità di regolamentazione britannica riesamina il divieto del 2019 che bloccava i mercati delle previsioni

Punti chiave
- La FCA ha avviato colloqui con le piattaforme di trading in merito al divieto sulle opzioni binarie per i clienti al dettaglio del 2019.
- Il documento DP25/3 afferma che i contratti di previsione potrebbero rientrare nella definizione di opzione binaria vietata.
- La FCA ha revocato il divieto per i privati relativo ai Crypto Exchange Traded Notes (CETN) nell’ottobre 2025.
Un cambio di rotta nel Regno Unito
Secondo quanto riportato da Coindesk, citando il quotidiano The Times, la Financial Conduct Authority ha avviato discussioni con le piattaforme di trading in merito alla possibilità di allentare il divieto di accesso al dettaglio ai mercati di previsione finanziaria. Il motivo alla base di questa decisione sarebbe il fatto che i consumatori britannici stanno già accedendo a Kalshi e Polymarket tramite reti private virtuali (VPN), il che li pone al di fuori delle tutele previste dalla legislazione britannica a tutela dei consumatori.
Nel 2019, la FCA ha vietato in modo permanente alle società di vendere, commercializzare o distribuire opzioni binarie ai clienti al dettaglio, includendo i contratti dei mercati di previsione, che prevedono un pagamento in base a un esito «sì» o «no». L’autorità di regolamentazione ha precisato in un rapporto del marzo 2026 che i contratti relativi a eventi finanziari o a determinati eventi climatici rientrano nella sua competenza, mentre i risultati sportivi e politici sono di competenza della Gambling Commission.
La Gambling Commission del Regno Unito ha affermato nel febbraio 2026 che i mercati di previsione commerciali soddisfano la definizione giuridica nazionale di gioco d’azzardo e richiederebbero una licenza di intermediario di scommesse. Si tratta della stessa autorizzazione detenuta dalle piattaforme di scambio di scommesse come Betfair Exchange e Matchbook. Pertanto, una piattaforma che offra una gamma completa di mercati dovrebbe disporre di entrambe.
Anche l’ESMA, l’autorità europea di vigilanza sui mercati, ha affermato a luglio che i contratti su eventi qualificabili come strumenti finanziari rientrano già nei divieti nazionali sulle opzioni binarie in vigore dal 2018. La stessa questione è oggetto di un contenzioso diverso negli Stati Uniti, dove una sentenza della corte d’appello del mese scorso ha dato avvio a un ricorso alla Corte Suprema per stabilire se la legge federale prevalga sulle norme statali in materia di gioco d’azzardo.
Il documento di discussione alla base dell’attuale orientamento della FCA, pubblicato nel dicembre 2025, dedica un unico punto ai mercati di previsione, affermando che «a seconda di come è strutturato, questo tipo di investimento potrebbe rientrare nella definizione di opzione binaria ed essere vietato ai sensi del nostro quadro giuridico e normativo», chiedendosi al contempo se il rischio prevalga sulle etichette. Esiste un precedente recente in cui la FCA ha revocato un divieto al pubblico di questo tipo: il paragrafo 3.10 riporta che l’autorità ha vietato la commercializzazione di massa dei derivati su criptoasset e delle note negoziate in borsa (ETN) su criptovalute nel 2020, e che «il divieto è stato revocato nell’ottobre 2025 per le cETN negoziate su una Borsa di Investimento Riconosciuta». Gli ETN su criptovalute rientrano ora nella categoria del mercato di massa soggetto a restrizioni, in cui la commercializzazione agli investitori al dettaglio è consentita a condizione che siano fornite avvertenze sui rischi, venga effettuata una valutazione di adeguatezza, sia previsto il divieto di incentivi e sia applicato un periodo di riflessione di 24 ore.
Un territorio britannico d’oltremare ha già fatto la sua mossa: il 13 luglio sono entrate in vigore le «Prediction Market Regulations 2026» di Gibilterra, che escludono il settore dalla «Gambling Act 2025» del territorio e richiedono che ogni contratto su eventi sia approvato e certificato dalla propria Autorità per il gioco d’azzardo. Il ministro della Giustizia Nigel Feetham KC l’ha definito «il primo quadro normativo dedicato di questo tipo al mondo», aggiungendo che «l’attenzione non è rivolta alle etichette». Nel Regno Unito continentale, l’ultimo rapporto di valutazione della FCA continua a ritenere che il divieto sia appropriato, e i dettagli di eventuali modifiche non sono ancora stati resi noti.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











