L'autorità di regolamentazione dei mercati finanziari più importante d'Europa ha chiarito che molti contratti relativi a eventi nei mercati predittivi rientrano già nell'attuale divieto dell'UE sulle opzioni binarie per gli investitori al dettaglio – il che significa che la restrizione è una norma già in vigore, non una proposta di regolamento – mentre i contratti emessi sotto forma di token blockchain potrebbero invece rientrare nel quadro normativo dell'Unione in materia di criptovalute. La dichiarazione lascia a piattaforme come Kalshi e Polymarket un percorso stretto e impegnativo per raggiungere gli utenti al dettaglio europei.
L'ESMA afferma che il divieto dell'UE per gli investitori al dettaglio riguarda molti mercati predittivi, mentre il MiCA si applica a quelli tokenizzati

Punti chiave
- L’ESMA ha affermato che i contratti su eventi che rientrano nella definizione di strumenti finanziari sono già vietati alla vendita al dettaglio nell’UE ai sensi delle norme sulle opzioni binarie.
- Il divieto si basa su misure nazionali in vigore dal 2018, pertanto non è necessaria alcuna nuova legislazione per applicarlo.
Due percorsi normativi, entrambi già in vigore
In una dichiarazione pubblica rilasciata il 3 luglio, l’Autorità europea per i valori mobiliari e i mercati (ESMA) ha illustrato come la normativa UE vigente si applichi ai contratti su eventi, ovvero gli strumenti “sì o no” alla base dei mercati predittivi. La sua conclusione principale è che molti di questi contratti non costituiscono una nuova categoria di prodotti che richieda nuove norme, ma rientrano già nelle misure vigenti – un punto che va oltre la semplice definizione della questione come un futuro rischio normativo.
Il ragionamento dell’ESMA è che i contratti su eventi la cui domanda sottostante si riferisce a un’attività elencata nella Sezione C, punti da (4) a (10), dell’Allegato I della MiFID II – le categorie di derivati previste dalla direttiva – sono considerati strumenti finanziari. Laddove un contratto soddisfi tali requisiti, ha affermato l’ESMA, esso «viene classificato come derivato e, dato l’esito binario, rientra nell’ambito di applicazione delle misure nazionali esistenti di intervento sui prodotti relative alle opzioni binarie, adottate dalle autorità competenti degli Stati membri, che ne vietano la commercializzazione, la distribuzione o la vendita ai clienti al dettaglio».
Le opzioni binarie sono state di fatto vietate agli investitori al dettaglio in tutta l’UE dal 2018, quando l’ESMA ha introdotto un intervento temporaneo che le autorità di regolamentazione degli Stati membri hanno successivamente reso permanente attraverso le proprie misure nazionali.
In particolare, l’ESMA ha ora osservato che i contratti su eventi che sono tokenizzati e non si qualificano come strumenti finanziari potrebbero invece rientrare nel quadro normativo dell’UE sui mercati delle cripto-attività (MiCA). Ciò comporta specifici requisiti di autorizzazione e di informativa. Alcuni contratti su eventi potrebbero inoltre rientrare nella legislazione nazionale in materia di giochi d’azzardo, a seconda di come un determinato Stato membro li tratti.
Come ha affermato sui social media Cris Carrascosa, amministratore delegato di ATH21, la dichiarazione non rappresenta tanto una nuova restrizione quanto un richiamo alla portata della normativa esistente, il che significa che la vera difficoltà per le aziende risiede nell’analisi preliminare e caso per caso delle caratteristiche effettive di un prodotto piuttosto che nella sua etichetta.
Per le piattaforme con ambizioni europee, l’ESMA ha ristretto le opzioni alla ristrutturazione dei prodotti in modo che non rientrino nella classificazione degli strumenti finanziari, all’ottenimento dell’autorizzazione MiFID II o all’accettazione del fatto che il mercato al dettaglio dell’UE rimanga chiuso a meno che non vengano intraprese ulteriori misure di conformità.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















