Nella prima metà del 2026, i criminali hanno sottratto più di 30 milioni di dollari ai possessori di criptovalute ricorrendo alla violenza, secondo quanto riportato giovedì dalla società di analisi blockchain Chainalysis; l’anno sembra quindi destinato a superare il record del 2025, pari a 58 milioni di dollari.
Rapporto: i possessori di criptovalute perdono 30 milioni di dollari mentre gli attacchi “Wrench” si moltiplicano in tutto il mondo

Punti chiave
- Secondo Chainalysis, fino alla metà del 2026 i criminali hanno sottratto 30 milioni di dollari in attacchi violenti legati alle criptovalute.
- La Francia ha registrato 30 attacchi nel 2026 dopo che una violazione dei dati dell’agenzia delle entrate ha reso pubblici i dati dei possessori.
- JUNALCO ha effettuato 200 arresti mentre la repressione francese degli attacchi alle criptovalute prosegue nella seconda metà dell’anno.
Questi reati rientrano in una categoria che i ricercatori di sicurezza definiscono «attacchi con la chiave inglese». Il termine deriva da una vecchia battuta che circola su Internet riguardo all’hacking: non importa quanto sia forte una password, un criminale può aggirarla con una chiave inglese da cinque dollari e una minaccia fisica. In pratica, ciò significa irruzioni in casa, rapimenti e situazioni con ostaggi rivolte a persone che detengono asset in criptovalute.
Chainalysis ha spiegato nel suo ultimo studio che questo modello si discosta dai tipici crimini legati alle criptovalute. La maggior parte dei furti avviene online tramite attacchi hacker, truffe e ransomware. Gli attacchi “wrench” avvengono di persona, spesso proprio davanti alla porta di casa della vittima.
La Francia emerge come epicentro mondiale
La Francia è diventata il centro di questo cambiamento. Chainalysis ha contato 30 episodi violenti di dominio pubblico nel Paese fino alla metà del 2026, in aumento rispetto ai soli 19 registrati nell’intero anno scorso. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha dichiarato a giugno che le autorità hanno documentato più di 70 episodi violenti legati alle criptovalute, una cifra ben superiore a quella resa pubblica. Nunez ha annunciato l’intenzione di istituire un sistema di allerta rapida per proteggere le persone del settore delle criptovalute che potrebbero essere a rischio.

Chainalysis ha ricondotto l’impennata degli attacchi in Francia a una violazione dei dati. Un funzionario fiscale francese è accusato di aver sottratto e venduto file relativi a facoltosi detentori di criptovalute, contenenti nomi, indirizzi, numeri di telefono e saldi dei conti. Si ritiene che gruppi criminali abbiano acquistato tali informazioni e le abbiano utilizzate per pianificare gli attacchi. Una seconda violazione, resa nota a gennaio dalla società di consulenza fiscale specializzata in criptovalute Waltio, ha esposto circa 50.000 ulteriori record di utenti. I numeri dimostrano quanto fossero rilevanti quei dati rubati. Prima del 2025, in Francia si registrava in media meno di un attacco al mese. Lo studio della società di analisi blockchain Chainalysis ha rilevato che il tasso è salito a 1,9 attacchi al mese nel 2025, per poi balzare a 4,6 al mese nella prima metà del 2026.
In Francia gli attacchi falliscono più spesso
Non tutti i tentativi vanno a buon fine. Chainalysis ha riferito che solo il 26% dei tentativi di furto con violenza fino alla fine di giugno ha portato a un pagamento, in calo rispetto al 49% del 2025 e al 67% del 2024. I ricercatori del rapporto hanno collegato il calo del tasso di successo direttamente alla Francia, scrivendo che gli attacchi nel Paese sono «più numerosi, più indiscriminati» e hanno meno successo rispetto agli attacchi mirati comuni negli anni precedenti.

Anche la natura degli attacchi sta cambiando a livello mondiale. Le irruzioni nelle abitazioni hanno rappresentato il 37% degli incidenti documentati nel 2026, in aumento rispetto al 26% del 2023. Anche i rapimenti sono aumentati, passando dal 39% dei casi nel 2023 all’attuale 52%. Gli aggressori hanno inoltre iniziato a prendere di mira i familiari e i conoscenti anziché il possessore delle criptovalute direttamente. Chainalysis ha rilevato che questa tattica è emersa in circa un quarto-un terzo dei casi a livello globale, ma in oltre il 40% dei casi nella sola Francia.
I fondi rubati rivelano chi c’è dietro gli attacchi
Una volta che un attacco va a buon fine, le criptovalute rubate devono essere trasferite da qualche parte. Chainalysis ha tracciato il denaro e ha individuato tre livelli di sofisticazione criminale. Alcuni aggressori inviano i fondi rubati direttamente a un exchange centralizzato, un errore che li rende facili da rintracciare e catturare per gli investigatori. Altri utilizzano piattaforme di scambio decentralizzate (DEX) e ponti cross-chain per coprire le proprie tracce. Un terzo gruppo sembra essere integrato nella criminalità organizzata, con fondi che transitano attraverso reti di riciclaggio legate al traffico di droga e al finanziamento del terrorismo.
JUNALCO dà un colpo al crimine organizzato
Le autorità francesi stanno trattando questa ondata come un fenomeno di criminalità organizzata. L’unità specializzata nella lotta alla criminalità organizzata del Paese, nota come JUNALCO, ha effettuato circa 200 arresti e presentato 88 atti d’accusa legati ad attacchi nel settore delle criptovalute, con 75 sospetti in custodia cautelare.
Chainalysis ha spiegato nell’ultima analisi criminale che il rischio ricade principalmente sui residenti locali piuttosto che sui turisti. In Francia, il 93% delle vittime con residenza nota era costituito da residenti locali, un modello che secondo i ricercatori indica un’attenta pianificazione da parte degli aggressori, sia attraverso dati trapelati, sia tramite i social media, sia tramite il tracciamento della blockchain.
I possessori sono sotto pressione per rafforzare la sicurezza
Per i possessori di criptovalute, il consiglio del rapporto è chiaro: evitare di rendere pubbliche le grandi partecipazioni, mantenere riservati gli accordi di custodia e considerare qualsiasi violazione dei dati che coinvolga informazioni personali come un rischio per la sicurezza, non solo per la privacy. La seconda metà del 2026 mostrerà se il giro di vite francese rallenterà il ritmo. Restate aggiornati con JUNALCO su nuovi arresti, sull’eventuale implementazione del sistema di allerta rapida proposto da Nunez e sui dati complessivi di fine anno di Chainalysis, che confermeranno se il 2026 diventerà l’anno peggiore mai registrato per i crimini violenti legati alle criptovalute.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











