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Quattro uomini armati legano una famiglia durante un'irruzione in una casa di un investitore in criptovalute in Francia

Le reti di criptovalute sono protette da sistemi matematici avanzati, ma le organizzazioni criminali in Francia stanno aggirando completamente tali protezioni ricorrendo a sbarre di ferro e irruzioni nelle abitazioni. In una nuova e terrificante tendenza denominata “crypto-rapts”, bande organizzate prendono di mira le famiglie per costringerle a trasferire fisicamente il proprio patrimonio digitale. L’ultimo episodio, avvenuto questo fine settimana nel nord della Francia, ha visto quattro uomini armati tenere in ostaggio una famiglia di quattro persone mentre coordinavano per telefono la rapina da 40.000 euro. Si tratta di parte di un’ondata allarmante, con la Francia che ora rappresenta fino all’80% degli attacchi fisici alle criptovalute in tutta Europa.

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Quattro uomini armati legano una famiglia durante un'irruzione in una casa di un investitore in criptovalute in Francia

Punti chiave

  • Il quotidiano nazionale La Voix du Nord riporta che quattro uomini armati hanno rubato 40.000 euro in criptovalute durante un'irruzione in casa durata due ore a Vendin-le-Vieil.
  • La Francia rappresenta ora circa l’80% degli attacchi fisici alle criptovalute documentati in Europa.
  • L’Ufficio francese contro la criminalità informatica sta rintracciando i 40.000 euro per scoprire come la banda abbia scelto i propri obiettivi.

«La Voix du Nord», quotidiano del nord della Francia, ha rivelato che un gruppo di quattro uomini vestiti di nero ha fatto irruzione dalla porta d’ingresso di un’abitazione alle 4 del mattino, armati almeno di un coltello e di una sbarra di ferro. Le Parisien ha confermato la notizia e ha sottolineato che i rapitori hanno legato la coppia e i loro due figli piccoli con del nastro adesivo nero, isolando il padre mentre tenevano sotto sorveglianza la madre e i bambini.

Secondo quanto riferito, nelle due ore successive gli aggressori hanno preso a pugni e minacciato il padre finché questi non ha consegnato i codici del proprio conto e le credenziali di accesso per trasferire circa 40.000 euro in criptovaluta. Poi sono scomparsi. Quando i vigili del fuoco hanno trovato la famiglia in stato di shock intorno alle 7 del mattino, il denaro digitale era già sparito. La cosa terrificante non è solo che questo sia successo. Il problema è che continua a succedere, e quasi esclusivamente in un unico Paese.

Un attacco calcolato a mezzanotte

L’aggressione nella piccola cittadina di Vendin-le-Vieil è arrivata del tutto all’improvviso. Gli obiettivi erano uno specialista informatico (IT) di 40 anni che opera nel settore delle criptovalute, la sua compagna di 41 anni e i loro due figli, di 12 e 8 anni.

Una volta entrati, i quattro uomini incappucciati hanno messo in atto un’operazione chiaramente pianificata. Hanno legato la famiglia, isolato il padre e preteso l’accesso al suo patrimonio digitale. La violenza è stata esplicita. Secondo quanto riportato, la ragazzina di 12 anni è stata colpita alla testa con le chiavi dell’auto per svegliarla, mentre il padre è stato picchiato fino a quando non ha avviato il trasferimento.

Il coordinatore a distanza

Questo ci porta al dettaglio più strano dell’irruzione di settembre. Gli uomini presenti in casa non agivano da soli. Secondo quanto riportato dai media locali, i quattro aggressori sono rimasti al telefono con una quinta persona per tutta la durata della rapina, che è durata tra le due e le tre ore. A quanto pare parlavano in arabo proprio per impedire alla famiglia in ostaggio di comprendere le loro comunicazioni.

L’organizzazione suggerisce una struttura altamente coordinata, con uomini sul campo che agiscono seguendo le istruzioni di un coordinatore a distanza che probabilmente ha verificato il trasferimento digitale in tempo reale. Le autorità definiscono queste estorsioni fisiche “cryptorapts”. Si tratta di una brutale soluzione analogica a un problema digitale. Anziché scrivere malware complessi, una banda usa i figli della vittima come leva per costringere il proprietario a firmare la transazione di sua spontanea volontà. Una volta che le blockchain confermano il trasferimento, gli aggressori fuggono.

L’epicentro europeo

I numeri diventano davvero impressionanti se si guarda al quadro più ampio. La Francia è diventata silenziosamente la capitale indiscussa degli attacchi fisici legati alle criptovalute in Europa. Secondo stime di osservatori indipendenti, il Paese rappresenta circa l’80% degli attacchi fisici documentati in Europa. La tendenza sta prendendo sempre più piede. La polizia francese ha registrato 135 episodi legati alle criptovalute dal 2023. Mentre nel 2024 si sono verificati 18 casi, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha confermato che le autorità ne hanno registrati 77 solo nella prima metà del 2026. Ottantotto persone, compresi dei minori, sono state incriminate in vari casi ancora in corso. La polizia ha osservato che la ricorrenza degli stessi nomi nei vari fascicoli indica chiaramente l’esistenza di reti strutturate piuttosto che di bande locali isolate. Ora l’indagine si divide in due percorsi distinti. La polizia giudiziaria locale si occupa dell’irruzione in casa, mentre l’Ufficio francese per la lotta alla criminalità informatica rintraccia il denaro sulla blockchain. Il bottino di 40.000 euro è relativamente modesto rispetto ad altri recenti casi di riscatto in Francia, che hanno raggiunto cifre nell’ordine dei milioni, ma il metodo rimane identico. Mentre la situazione a Vendin-le-Vieil si sta stabilizzando, la domanda più importante a cui non si è ancora trovato una risposta è come gli aggressori abbiano scelto proprio questa casa.

L’anello mancante

Le autorità non hanno reso noto il nome della criptovaluta rubata, il portafoglio di destinazione né l’identità dei sospetti. Ma il mistero principale riguarda l’individuazione dell’obiettivo. Gli investigatori devono ancora capire come una banda violenta abbia saputo, innanzitutto, che un padre nel nord della Francia possedeva asset digitali.

Che la fuga di notizie sia avvenuta da un database clienti compromesso, da un post sui social media o da una lista di obiettivi acquistata, qualcuno ha indicato agli aggressori quella porta d’ingresso. Finché la polizia non troverà quell’anello mancante, chiunque possieda ricchezze digitali nel Paese potrebbe sentirsi come se stesse camminando su una corda tesa.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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