Il 28 luglio il senatore statunitense Jon Husted (R-OH) ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al “Digital Asset Market Clarity Act”, sostenendo che il disegno di legge è fondamentale per garantire la leadership degli Stati Uniti nel settore delle risorse digitali, nonostante le probabilità che la normativa entri in vigore nel 2026 siano scese al 30%.
Il senatore Jon Husted sostiene il CLARITY Act mentre le probabilità di approvazione scendono al 30%: ecco cosa ha detto

Punti chiave
- Il senatore Jon Husted (R-OH) ha pubblicamente appoggiato il CLARITY Act in un post pubblicato su X il 28 luglio.
- Galaxy Research ha ridotto al 30% le probabilità di approvazione del CLARITY Act nel 2026, in calo rispetto alla precedente stima del 50%.
- Il Senato ha circa due settimane di tempo prima della pausa estiva di agosto per approvare il disegno di legge di 616 pagine.
Husted si unisce al coro dei sostenitori al Senato
Husted, nominato al Senato degli Stati Uniti nel 2025 per ricoprire il seggio dell’Ohio lasciato vacante dal vicepresidente JD Vance, ha scritto su X martedì mattina che il Paese ha bisogno di certezza normativa per rimanere competitivo nel settore delle risorse digitali. È uno dei sempre più numerosi senatori repubblicani che stanno esercitando pubblicamente pressioni sui colleghi affinché portino avanti il disegno di legge prima che il Congresso entri nella pausa estiva. Husted ha dichiarato:
Se gli Stati Uniti vogliono assumere un ruolo di leadership nel settore delle risorse digitali, abbiamo bisogno di un quadro normativo che sia chiaro, pratico e che sostenga l’innovazione e la creazione di posti di lavoro qui nel nostro Paese. Ecco perché sostengo il CLARITY Act e mi impegnerò affinché venga approvato il prima possibile.
Il CLARITY Act, ufficialmente denominato Digital Asset Market Clarity Act, creerebbe il primo quadro normativo federale completo per la vigilanza sulle criptovalute, ripartendo la giurisdizione tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
Il disegno di legge classifica i token in tre categorie, conferisce alla CFTC l’autorità esclusiva sui mercati a pronti delle materie prime digitali e lascia alla SEC la responsabilità degli asset che presentano ancora caratteristiche simili a quelle dei titoli. La Camera ha approvato la propria versione con 294 voti a favore e 134 contrari nel luglio 2025, mentre la Commissione bancaria del Senato ha approvato la propria bozza con 15 voti a favore e 9 contrari nel maggio 2026, dando il via all’attuale battaglia su un testo unificato del Senato.
Un disegno di legge ancora bloccato sulla questione etica
Il post di Husted arriva in un momento delicato per la legislazione, poiché la senatrice Cynthia Lummis ha pubblicato una versione rivista del disegno di legge il 22 luglio, fondendo i testi delle commissioni Bancaria e Agricoltura in un unico testo negoziale, ma la controversia principale che ostacola il sostegno bipartisan non è stata risolta.
La bozza vieterebbe al presidente, al vicepresidente, ai membri del Congresso, ai giudici federali e ai loro coniugi di emettere o sponsorizzare asset digitali a titolo oneroso durante il mandato fino a gennaio 2029 e richiederebbe ai funzionari interessati di cedere le proprie partecipazioni in criptovalute o di affidarle a un blind trust. I democratici sostengono che le misure di salvaguardia non siano ancora sufficientemente rigorose, mentre i repubblicani hanno spinto per una formulazione più flessibile.
È proprio a causa di questa situazione di stallo che gli analisti si mostrano sempre più cauti riguardo alle prospettive del disegno di legge. Galaxy Research ha rivisto al ribasso le sue stime sulla possibilità che CLARITY diventi legge quest’anno, con il responsabile della ricerca Alex Thorn che ha ridotto le probabilità al 30%, in calo rispetto alla precedente previsione del 50%. La società ha indicato la soglia dei 60 voti al Senato come il vero ostacolo, avvertendo che i sostenitori potrebbero non disporre nemmeno di una maggioranza semplice, figuriamoci dei voti necessari per superare un ostruzionismo.
Il tempo stringe prima che la politica delle elezioni di medio termine prenda il sopravvento
I tempi rappresentano ora una minaccia per il disegno di legge tanto quanto il suo contenuto, dato che il Senato ha circa due settimane prima della pausa estiva di agosto per portare a termine l’iter di CLARITY, e i legislatori che seguono l’iter normativo avvertono che perdere questa finestra temporale potrebbe rinviare il voto all’autunno, quando la campagna elettorale per le elezioni di medio termine solitamente mette in secondo piano le complesse battaglie legislative.
Un ritardo di tale entità potrebbe lasciare irrisolte le norme complete sulla struttura del mercato delle criptovalute fino al 2027 o oltre, prolungando l’incertezza normativa contro cui aziende come Coinbase e Ripple hanno esercitato pressioni per anni.
Per ora, la dichiarazione di Husted aggiunge un’altra voce repubblicana alla campagna di pressione, ma non cambia i conti in Senato. La questione etica rimane il principale punto di scontro tra i due partiti, prima delle controversie secondarie sulle disposizioni relative ai premi delle stablecoin e sulle norme antiriciclaggio che i negoziatori stanno ancora perfezionando all’interno del testo unificato.
Il settore ha ampiamente sostenuto questa direzione: Faryar Shirzad, Chief Policy Officer di Coinbase, ha definito una versione precedente del disegno di legge unificato «un progresso straordinario nella tutela dei consumatori e nell’integrità del mercato» quando i negoziatori hanno pubblicato per la prima volta il testo combinato a metà luglio.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















