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Causa legale relativa a “X-Files” contro influencer britannici del settore delle criptovalute

Il gigante dei social media X ha intentato una causa contro gli influencer del mondo delle criptovalute Vivek Kumar Sen e Zamyang Sherpa, accusandoli di aver sottratto in modo fraudolento oltre 277.000 dollari dal programma di condivisione dei ricavi per i creatori della piattaforma.

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Causa legale relativa a “X-Files” contro influencer britannici del settore delle criptovalute

Punti chiave

  • • Il 17 settembre X Corp. ha citato in giudizio gli influencer del settore delle criptovalute presso l’Alta Corte del Regno Unito per una presunta frode relativa ai pagamenti ai creatori pari a 277.000 dollari.
  • X ha abbandonato il proprio modello di condivisione del coinvolgimento, passando a un sistema basato sui contenuti originali che elimina le metriche relative ai bot a pagamento.
  • In base alle nuove linee guida del 2026, gli account con «Community Notes» perdono automaticamente l’idoneità alla monetizzazione.

Sospensioni degli account e passaggio ai «Contenuti Originali»

X, la società di social media del miliardario Elon Musk, ha citato in giudizio due influencer del settore delle criptovalute presso l’Alta Corte d’Inghilterra e del Galles, accusandoli di aver sottratto in modo fraudolento oltre 277.000 dollari dal programma di pagamento per i creatori della piattaforma.

In una denuncia civile presentata il 17 settembre, X Corp. e la sua controllata europea, X Internet Unlimited Company, hanno sostenuto che gli imputati Vivek Kumar Sen e Zamyang Sherpa abbiano utilizzato una rete di account incentrati sui bitcoin per pubblicare contenuti identici, aumentare reciprocamente le proprie metriche e manipolare i dati relativi all’interazione degli utenti.

L’azione legale fa seguito alla sospensione degli account da parte della piattaforma, avvenuta il 18 agosto. Essa arriva poco dopo che X ha ritirato il proprio programma di condivisione dei ricavi per i creatori, sostituendolo con un nuovo sistema incentrato esclusivamente sui contenuti originali. Anziché retribuire il coinvolgimento grezzo e complessivo, il nuovo modello premia esclusivamente gli account che creano post originali, reportage di prima mano, commenti di esperti e video o meme autoprodotti. Inoltre, i post segnalati come falsi, fuorvianti o ingannevoli tramite la “Community Note” perdono l’idoneità alla monetizzazione.

Secondo i documenti presentati in tribunale, X sostiene che Sen e Sherpa, entrambi residenti a Preston, nel Lancashire, gestissero almeno sei account principali monetizzati come un’unica entità. Il documento sostiene che la rete abbia generato pagamenti per un totale di almeno 277.568 dollari pubblicando post quasi identici a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro e utilizzando risposte e “mi piace” coordinati per innescare i premi algoritmici destinati ai creatori. X sostiene che i registri di pagamento, gli account Stripe sovrapposti, i token dei dispositivi e gli indirizzi IP condivisi collegassero tra loro i profili. In un caso descritto in dettaglio nella denuncia, tre account della rete avrebbero risposto a un singolo post di terzi entro 31 secondi utilizzando commenti generici. La piattaforma di social media sta avanzando accuse di frode, associazione a delinquere con mezzi illeciti, violazione contrattuale e arricchimento senza causa. X chiede il pieno risarcimento e un indennizzo di almeno 100.000 dollari a copertura dei costi stimati per le indagini e la riparazione del danno, oltre alle spese legali e agli interessi. Gli avvocati di X hanno sottolineato nel ricorso che il programma richiedeva ai creatori di pubblicare materiale autentico e vietava esplicitamente l’uso di strumenti automatizzati, l’interazione coordinata o il potenziamento artificiale.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.