La Commodity Futures Trading Commission ha impedito a Kalshi di liquidare i contratti relativi a eventi sportivi che un tribunale del Michigan aveva ordinato di annullare e rimborsare. L’intervento lascia inalterata la restrizione imposta dal Michigan sulle nuove operazioni relative agli eventi sportivi, aprendo al contempo un confronto diretto tra governo federale e Stato su chi abbia il controllo delle transazioni già eseguite su una borsa dei derivati regolamentata.
La CFTC impedisce a Kalshi di annullare le operazioni relative alle attività sportive del Michigan che sono state dichiarate nulle

Punti chiave
- La CFTC ha ordinato a Kalshi di portare a termine regolarmente le operazioni aperte degli utenti del Michigan.
- Kalshi aveva proposto di liquidare forzatamente le posizioni a seguito di un’ordinanza del tribunale statale.
- L’ordinanza originale del Michigan relativa al geofencing prevedeva una sanzione giornaliera di 120.000 dollari.
L’ordinanza federale tutela le operazioni già concluse, non il nuovo accesso
Martedì la Commodity Futures Trading Commission ha sospeso una norma d’emergenza di Kalshi che avrebbe comportato la liquidazione forzata delle posizioni aperte su contratti relativi a eventi detenute da alcuni residenti del Michigan. Esercitando i poteri d’emergenza previsti dal Commodity Exchange Act, la commissione ha inoltre ordinato al mercato predittivo di portare a termine le operazioni interessate secondo le sue normali prassi.
Kalshi aveva presentato la norma d’emergenza il 12 luglio dopo che la Corte Circoscrizionale della contea di Ingham le aveva ordinato verbalmente di chiudere determinate posizioni. Il tribunale aveva chiarito in una comunicazione del 6 luglio che le operazioni dovevano essere «annullate, cancellate e rimborsate», secondo l’ordinanza della CFTC. Kalshi ha proposto di vendere le posizioni sul proprio registro centrale degli ordini al valore di mercato corrente e di coprire con fondi propri l’eventuale differenza tra il prezzo di vendita e il costo originario di ciascun utente.
La controversia è iniziata quando il procuratore generale del Michigan Dana Nessel e la Michigan Gaming Control Board hanno citato in giudizio Kalshi a marzo, sostenendo che i suoi contratti relativi agli eventi sportivi costituiscano scommesse sportive online senza licenza ai sensi della legge statale «Lawful Sports Betting Act». Kalshi sostiene che i prodotti siano derivati regolamentati a livello federale ai sensi del «Commodity Exchange Act», piuttosto che scommesse disciplinate dalla legge statale sul gioco d’azzardo.
Il 29 giugno il giudice Rosemarie Aquilina ha emesso un’ordinanza restrittiva che vieta a Kalshi di offrire, quotare, abbinare, eseguire, compensare o regolare contratti relativi allo sport per persone che si trovano nel Michigan. L’ordinanza ha inoltre imposto a Kalshi di avvalersi di un fornitore di servizi di geolocalizzazione di terze parti conforme agli standard del Michigan Gaming Control Board e ha previsto una multa giornaliera di 120.000 dollari in caso di mancato rispetto di tale requisito.
L’azione della CFTC non riapre espressamente i mercati sportivi di Kalshi agli utenti del Michigan. Essa mira invece alla disposizione più circoscritta di liquidare le posizioni già eseguite, tracciando una linea di demarcazione tra il divieto di nuove transazioni e l’annullamento di quelle esistenti.
La commissione ha ritenuto che consentire l’entrata in vigore della norma d’emergenza di Kalshi potesse costituire un grave turbamento del mercato, indebolendo la fiducia nel fatto che le transazioni in derivati già completate sarebbero state onorate. Ha affermato che anche un numero limitato di liquidazioni forzate potrebbe distorcere i prezzi nei contratti correlati e introdurre incertezza su futures, opzioni e altri prodotti regolamentati a livello federale.
«Uno Stato non può costringere un DCM a violare i propri obblighi», ha dichiarato il presidente della CFTC Michael Selig nel comunicato dell’agenzia, riferendosi allo status di Kalshi come mercato contrattuale designato (DCM). Selig ha affermato che l’annullamento di operazioni precedentemente eseguite è senza precedenti e ha avvertito che la commissione non permetterà ai tribunali statali di costringere le borse registrate a violare la legge federale.
L’ordinanza originaria del Michigan si basa su una visione contrastante degli stessi prodotti. Aquilina ha citato l’età minima per le scommesse prevista dallo Stato, le misure di tutela per il gioco responsabile, il sistema fiscale e il quadro normativo relativo ai bookmaker autorizzati per concludere che il mantenimento dell’accesso potrebbe causare un danno irreparabile. Il Michigan Gaming Control Board ha definito i contratti di Kalshi come scommesse sportive presentate come prodotti di investimento, mentre Kalshi e la CFTC li descrivono come swap soggetti a esclusiva supervisione federale.
Il confronto si inserisce nel contesto di una più ampia campagna della CFTC volta a difendere la giurisdizione federale sui mercati predittivi. L’agenzia ha dichiarato di aver citato in giudizio nove Stati e di aver presentato memorie d’appello in diverse altre controversie. I tribunali rimangono divisi, mentre la Carolina del Nord ha adottato l’approccio opposto, riconoscendo la supervisione federale e tassando le commissioni dei mercati predittivi senza richiedere una licenza statale per il gioco d’azzardo.
Il Michigan è anche il secondo Stato, dopo il Nevada, ad aver ottenuto un’ordinanza che impone a Kalshi di limitare l’accesso tramite geolocalizzazione. Le autorità di regolamentazione del Nevada hanno sostenuto separatamente che il «geofence» basato sull’IP di Kalshi consentisse ai residenti di continuare ad acquistare contratti vietati nonostante un’ordinanza del tribunale.
L’ordinanza della CFTC protegge le posizioni del Michigan dalla liquidazione forzata, ma non risolve la causa sottostante né decide se lo Stato possa bloccare futuri contratti relativi a eventi sportivi. Solleva invece una questione più immediata: se l’applicazione delle norme statali sul gioco d’azzardo cessi nel momento in cui un’operazione sia già diventata un obbligo contrattuale regolamentato a livello federale.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















