Tre tribù della California hanno chiesto alla Corte d’Appello del Nono Circuito di riprendere in esame la loro richiesta di bloccare i contratti relativi agli eventi sportivi di Kalshi sui territori tribali. Il ricorso apre un nuovo fronte nella battaglia normativa sul mercato delle previsioni: si tratta di stabilire se il suo status di piattaforma federale possa proteggerla dai governi tribali che invocano la legge federale sul gioco d’azzardo indiano.
Kalshi porta la battaglia per la sovranità tribale davanti alla Corte d'Appello del Nono Circuito in merito ai mercati sportivi

Punti chiave
- Tre tribù californiane cercano di bloccare i contratti di Kalshi sui territori tribali.
- Kalshi sostiene che l’IGRA non possa applicarsi a una società al di fuori degli accordi tribali sul gioco d’azzardo.
- 27 Stati e Washington, D.C., hanno presentato un parere legale a sostegno delle tribù.
Il caso delle tribù mette alla prova una diversa linea difensiva di Kalshi
Il 10 luglio Kalshi è comparsa dinanzi alla Corte d’Appello del Nono Circuito, dopo che la Blue Lake Rancheria, la Chicken Ranch Rancheria degli indiani Me-Wuk e la Picayune Rancheria degli indiani Chukchansi hanno impugnato una sentenza di primo grado che consentiva ai mercati sportivi di Kalshi di rimanere disponibili sui loro territori. L’appello fa seguito a un’ordinanza di novembre che respingeva la loro richiesta di un’ingiunzione preliminare contro Kalshi e il suo partner di distribuzione Robinhood. L’appello delle tribù giunge alla Nona Circoscrizione in un contesto di crescente divisione sulla questione della preminenza federale, ovvero se i contratti relativi agli eventi rientrino esclusivamente nella normativa sulle materie prime.
L’avvocato Lester Marston, in rappresentanza delle tribù, ha sostenuto che Kalshi sta offrendo giochi d’azzardo di Classe III non autorizzati dai territori indiani, in violazione delle ordinanze tribali sul gioco d’azzardo. Marston ha dichiarato alla corte che le ordinanze non possono essere separate dall’accordo e dalle procedure, poiché tali accordi richiedono che il gioco d’azzardo sia conforme ai quadri normativi delle tribù, sostenendo che l’IGRA fornirebbe scarsa protezione se una società esterna potesse offrire giochi d’azzardo non autorizzati sui loro territori ma evitare un’azione legale poiché il suo nome non compare negli accordi che regolano la materia.
L’avvocato di Kalshi, Grant Mainland, ha esortato la corte a concentrarsi sul testo degli accordi. Il mercato delle previsioni non è parte di nessuno di essi, ha sostenuto, e le disposizioni citate regolano ciò che le tribù possono offrire piuttosto che ciò che una piattaforma indipendente, regolamentata a livello federale, può rendere disponibile online. Mainland ha affermato che l’IGRA non è mai stato utilizzato in precedenza nel modo proposto dalle tribù contro una società privata non collegata.
Tale posizione ha prevalso dinanzi al giudice distrettuale statunitense Jacqueline Scott Corley. Sebbene la Corley abbia ritenuto che le «Procedure del Segretario» siano funzionalmente equivalenti agli accordi ai sensi dell’IGRA, ha concluso che le disposizioni pertinenti non vietassero la condotta di Kalshi. Secondo la sua sentenza, i documenti trattano dei giochi online offerti dalle tribù ma non fanno riferimento a società come Kalshi.
La Corley ha inoltre ritenuto che le transazioni online oggetto della controversia fossero disciplinate dall’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA). La definizione di «scommessa o puntata» contenuta nell’UIGEA esclude le transazioni effettuate da un soggetto registrato ai sensi del Commodity Exchange Act, e la giudice ha ritenuto che Kalshi rientrasse in tale esclusione. Ha inoltre concluso che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) possedeva la giurisdizione esclusiva per determinare se i contratti su eventi di Kalshi fossero conformi alla normativa sulle materie prime. La sentenza ha affrontato solo le misure provvisorie e non ha deciso in via definitiva sulle richieste delle tribù.
L’appello ha ottenuto il sostegno del Massachusetts, della California, di altri 25 Stati e di Washington, D.C. La loro memoria di amicus curiae sostiene che l’interpretazione di Kalshi consentirebbe a una borsa valori registrata presso la CFTC di aggirare l’IGRA e l’autorità tribale semplicemente inserendo le scommesse sportive all’interno di contratti regolamentati a livello federale. La Nona Circoscrizione ha separatamente rifiutato di deferire la controversia al collegio giudicante incaricato del contenzioso di Kalshi in Nevada, citando «differenze significative» tra i due ricorsi.
La sentenza californiana è inoltre in contrasto con una decisione del Wisconsin secondo cui la Ho-Chunk Nation avrebbe probabilmente avuto successo in una causa simile ai sensi dell’IGRA contro Kalshi. Tale divergenza conferisce al trattamento riservato dalla Nona Circoscrizione al caso californiano un’importanza che va oltre le tre tribù coinvolte.
Il procedimento sottostante è sospeso fino a quando la Nona Circoscrizione non si pronuncerà su questo ricorso e sul caso separato di Kalshi in Nevada. La sua decisione finale potrebbe determinare se lo status di operatore federale di Kalshi la protegga solo dalle autorità statali di regolamentazione del gioco d’azzardo — o anche dalle tribù che utilizzano la legge federale per controllare il gioco d’azzardo condotto dai propri territori.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












