Sulla scia della polemica riguardante il portafoglio hardware Ledger, che ha sollevato il sospetto che un rivenditore terzo abbia distribuito dispositivi manomessi, Trezor, produttore concorrente di portafogli hardware, ha annunciato che revocherà le autorizzazioni di alcuni rivenditori a partire dal 1° gennaio 2027.
Trezor riduce rivenditori dopo allarme sicurezza Ledger da 93 milioni

Punti chiave
- Trezor ridurrà la propria rete di rivenditori autorizzati a partire dal 1° gennaio 2027, affermando di voler ridurre il numero di partner e avere un maggiore controllo sulle modalità con cui i propri portafogli hardware raggiungono i clienti.
- La decisione arriva dopo l’incidente di sicurezza verificatosi il 9 ottobre presso Ledger, in cui alcuni hacker avrebbero manomesso dispositivi venduti tramite un rivenditore di terze parti, causando perdite stimate in 93 milioni di dollari.
- Trezor sostiene che non vi siano prove che i propri dispositivi siano stati compromessi, descrivendo la riorganizzazione della rete di rivenditori come una misura precauzionale alla luce delle crescenti preoccupazioni relative alla sicurezza della catena di approvvigionamento dei portafogli hardware.
Trezor rafforza la propria rete di distribuzione sulla scia dell’allarme sicurezza di Ledger
Danny Sanders, Chief Commercial Officer di Trezor, ha reso nota la decisione dell’azienda di ridimensionare il proprio programma di rivenditori autorizzati, condividendo su X una lettera ufficiale inviata a partner selezionati. La mossa mira a rafforzare il controllo sulla catena di approvvigionamento e a garantire che il percorso di ogni dispositivo, dal produttore al cliente, possa essere sottoposto a un’attenta verifica.
«Il recente attacco alla catena di approvvigionamento ai danni di un altro marchio di portafogli hardware ha confermato ciò che abbiamo sempre saputo. La sicurezza di un portafoglio hardware dipende dal percorso che compie per raggiungere il suo proprietario, e ogni dispositivo che passa per mani che non possiamo controllare adeguatamente mette a rischio i risparmi di qualcuno», si legge nella lettera di Trezor ai rivenditori.
La lettera aggiunge:
«Abbiamo quindi preso la difficile decisione di ridurre notevolmente la nostra rete di rivenditori, fino a renderla sufficientemente piccola da consentirci di vagliare e controllare ogni partner rimasto».
L’incidente da 93 milioni di dollari che ha coinvolto Ledger getta un’ombra sulla sicurezza dei portafogli hardware
La decisione di Trezor fa seguito alla violazione della sicurezza di Ledger venuta alla luce il 9 ottobre 2026. Secondo quanto riportato, gli aggressori hanno orchestrato una sofisticata manomissione della catena di approvvigionamento fisica, presumibilmente saldando impianti hardware nascosti nei dispositivi distribuiti tramite un rivenditore di terze parti, con perdite stimate che raggiungono i 93 milioni di dollari.
La lettera di Trezor conferma che le partnership con specifici rivenditori termineranno ufficialmente il 1° gennaio 2027, chiarendo al contempo che la decisione non indica alcuna compromissione dei sistemi o dei dispositivi hardware dell’azienda. «Vorrei essere molto chiaro: non esiste una sola prova che i dispositivi Trezor siano stati compromessi. Si tratta di una misura preventiva, adottata per estrema cautela», spiega la lettera dell’azienda.
Un anno di battute d’arresto in materia di sicurezza
Le aziende produttrici di portafogli hardware hanno vissuto un anno terribile, con quasi una dozzina di incidenti che hanno coinvolto violazioni dei dati, rivelazioni relative all’iniezione di difetti tramite laser, un bug di entropia nel firmware e, ora, l’ultimo incidente nella catena di fornitura. Oltre a ciò, ad agosto Trezor ha subito una violazione dei dati che ha coinvolto un fornitore di servizi logistici di terze parti, esponendo le informazioni personali di decine di migliaia di clienti. Per quanto riguarda la sicurezza della catena di approvvigionamento, Trezor riconosce che salvaguardare l’integrità della propria rete di distribuzione rimane una sfida incessante.
“La sicurezza della catena di approvvigionamento non è mai completa, pertanto stiamo inasprendo i requisiti per ogni partner che continua a collaborare con Trezor, con un quadro normativo aggiornato e controlli più rigorosi sulle modalità di approvvigionamento, stoccaggio e gestione dei dispositivi. Stiamo chiedendo di più a tutti gli attori della catena, noi stessi inclusi”, si legge nella lettera dell’azienda.
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