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Gli hacker dirottano le e-mail di Trezor e Bitbox per prendere di mira gli utenti di criptovalute

Giovedì Trezor, Bitbox e Cointracking hanno avvertito i propri clienti che erano state inviate e-mail di phishing tramite un’infrastruttura di posta elettronica compromessa, trasformando quelle che sembravano legittime notifiche di sicurezza in trappole progettate per sottrarre informazioni agli utenti di criptovalute.

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Gli hacker dirottano le e-mail di Trezor e Bitbox per prendere di mira gli utenti di criptovalute

Punti chiave

  • Il 10 settembre Trezor ha segnalato che un provider di posta elettronica vittima di una violazione ha inviato messaggi di phishing ai clienti.
  • Cointracking ha dichiarato che Brevo è stato violato, mentre Bitbox ha segnalato che diverse aziende operanti nel settore dei bitcoin sono state prese di mira.
  • Bitbox ha dichiarato che la maggior parte dei link di phishing era inattiva il 9 settembre, ma le sue indagini proseguono.

L’incidente verificatosi il 9 e il 11 settembre sembra estendersi oltre i confini di una singola azienda. Bitbox ha dichiarato che diverse aziende operanti nel settore dei bitcoin sono state prese di mira e che le aziende colpite sembravano condividere lo stesso fornitore di newsletter, mentre Cointracking ha identificato Brevo come il proprio fornitore di servizi di posta elettronica di terze parti.

Trezor lancia l’allarme su un falso avviso di sicurezza

Trezor ha comunicato ai clienti che un’e-mail dal titolo “Avviso di sicurezza critico: vulnerabilità dell’entropia STM32” non proveniva dal produttore del portafoglio hardware e ha avvertito i destinatari di non cliccare su alcun link. L’azienda ha dichiarato che il proprio provider di posta elettronica di terze parti era stato violato.

L’attacco ha avuto una svolta particolarmente insidiosa: Trezor ha dichiarato che gli hacker sono riusciti ad accedere al suo dominio legittimo. Ciò può rendere il phishing notevolmente più difficile da individuare, poiché gli utenti abituati a controllare il mittente potrebbero riconoscere un’infrastruttura familiare e presumere che il messaggio sia sicuro. Trezor ha affermato che il dominio dannoso è stato disattivato e che è in corso un’indagine.

Bitbox rileva segni di un attacco più esteso

D’altro canto, non si è trattato semplicemente di un problema di Trezor. Bitbox ha dichiarato che la sua indagine preliminare indicava che il proprio fornitore di newsletter era stato probabilmente compromesso dopo che un messaggio di phishing aveva raggiunto gli iscritti. Ancora più importante, l’azienda ha affermato che diverse altre aziende operanti nel settore dei bitcoin erano state prese di mira e sembravano utilizzare lo stesso fornitore.

Bitbox X post on Sept. 9, 2026 screenshot.
Post di Bitbox X del 9 settembre 2026, in cui viene diffuso un avviso di sicurezza.

Bitbox ha reagito inviando un proprio avviso di phishing, contattando il fornitore e segnalando i domini dannosi. La maggior parte dei link di phishing era già stata rimossa quando l’azienda ha rilasciato la sua dichiarazione, sebbene l’indagine fosse ancora in corso.

Cointracking identifica Brevo come il proprio fornitore compromesso

Cointracking, una piattaforma di monitoraggio del portafoglio di criptovalute e di gestione fiscale, ha fornito un altro tassello del puzzle identificando Brevo come il fornitore di servizi di posta elettronica di terze parti coinvolto nel proprio incidente. I suoi clienti hanno ricevuto un messaggio fasullo intitolato “Avviso di violazione dei dati: si prega di aggiornare le chiavi API il prima possibile”. Cointracking ha sottolineato che il messaggio era un tentativo di phishing, ha invitato i clienti a non cliccare sui link in esso contenuti e ha dichiarato di stare indagando sulla violazione. «Non cliccate su alcun link contenuto in questa e-mail. Stiamo attualmente indagando sull’incidente e forniremo ulteriori informazioni non appena saranno disponibili», ha scritto Cointracking.

Le aziende del settore delle criptovalute affrontano un’altra ondata di minacce alla sicurezza dei clienti

La tempistica è un boccone amaro da mandare giù per gli utenti di portafogli hardware. Safepal e Trezor hanno subito separatamente fughe di dati dei clienti nel mese di agosto, sebbene nessuno dei due incidenti abbia compromesso frasi seed, chiavi private o fondi dei portafogli.

SafePal ha dichiarato che una falla nel sistema di autorizzazione ha esposto le informazioni relative a circa 39.798 clienti, mentre la fuga di dati di Trezor, legata a Shipmonk, ha interessato in definitiva circa 81.000 ordini. Nomi, indirizzi, numeri di telefono e altre informazioni sui clienti possono fornire agli hacker il materiale necessario per tentativi di phishing più convincenti, anche quando i portafogli stessi rimangono al sicuro.

La corsa alla sicurezza sta prendendo slancio

Anche la minaccia più ampia sta cambiando, poiché l’intelligenza artificiale rende più economico e veloce individuare le vulnerabilità del software. A maggio, Taylor Hornby ha utilizzato Claude Opus 4.8 per scoprire una vulnerabilità di Zcash Orchard risalente a quattro anni fa, mentre gli agenti di Anthropic hanno successivamente riprodotto centinaia di exploit storici nel settore della finanza decentralizzata (DeFi), che hanno rappresentato circa 550 milioni di dollari in perdite simulate.

Ad agosto, un volontario del Bitcoin Red Team ha analizzato 390 progetti e segnalato 4.962 risultati in circa 30 ore, di cui 85 classificati come critici. Ricercatori e malintenzionati hanno sempre più spesso accesso agli stessi potenti strumenti, costringendo le aziende del settore delle criptovalute a camminare su una corda tesa, dove la domanda decisiva potrebbe essere semplicemente chi individuerà per primo la vulnerabilità.

Per i clienti di Trezor, Bitbox e Cointracking, la priorità immediata è più semplice: evitare le e-mail di phishing identificate e i relativi link mentre le aziende indagano su quanto accaduto. Ciò che accadrà in seguito dipenderà da come è stata compromessa l’infrastruttura e-mail condivisa, dall’ampiezza della diffusione dell’attacco e dall’eventuale divulgazione di incidenti simili da parte di altre aziende del settore delle criptovalute.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.