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Trump valuta una controproposta in materia di etica mentre si avvicina la scadenza di agosto prevista dal CLARITY Act

Il presidente Donald Trump sta valutando una controproposta bipartisan in materia di etica per il CLARITY Act, mentre i negoziatori del Senato si affrettano a mettere a punto le norme sui conflitti di interesse nel settore delle criptovalute prima della pausa estiva della Camera, prevista per la prima settimana di agosto.

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Trump valuta una controproposta in materia di etica mentre si avvicina la scadenza di agosto prevista dal CLARITY Act

Punti chiave

  • I senatori Thom Tillis e Ruben Gallego hanno inviato alla Casa Bianca, il 29 luglio, un piano di applicazione elaborato dai procuratori generali degli Stati.
  • Il Senato ha tempo fino alla pausa del 7 agosto per assicurarsi i 60 voti necessari per l’approvazione del CLARITY Act.
  • Il 29 luglio, l’amministratore delegato di Coinbase, Brian Armstrong, ha definito lo stato di avanzamento del disegno di legge «la linea dell’ultimo yard».

Una controproposta arriva alla Casa Bianca

La giornalista specializzata in politiche sulle criptovalute Eleanor Terrett ha riferito il 1° agosto che Trump sta valutando una controproposta bipartisan in materia di etica, mentre il Digital Asset Market Clarity Act, o CLARITY Act, è in bilico alla vigilia del fine settimana. Il disegno di legge mira a fornire alle aziende del settore delle criptovalute un quadro normativo federale, ripartendo la supervisione delle attività digitali tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Trump discussing Ethics Counteroffer related to CLARITY Act
Fonte immagine: X

La Casa Bianca sta ora valutando se accettare un meccanismo di applicazione rivisto che consentirebbe ai procuratori generali degli Stati, e non solo al Dipartimento di Giustizia, di vigilare sui conflitti di interesse nel settore delle criptovalute tra gli alti funzionari.

La controproposta è stata avanzata dal senatore repubblicano Thom Tillis della Carolina del Nord e dal senatore democratico Ruben Gallego dell’Arizona, che hanno messo a punto un testo di compromesso in materia di etica e lo hanno inviato alla Casa Bianca il 29 luglio. Il loro piano consentirebbe alle autorità statali di far rispettare il divieto per i funzionari federali di emettere o sponsorizzare token digitali, colmando così una lacuna che i democratici del Senato avevano segnalato in una versione precedente del disegno di legge.

Perché l’applicazione è diventata il punto critico

La controversia risale a un accordo etico raggiunto alla Casa Bianca il 21 luglio, che ha affidato il pacchetto etico del CLARITY Act ai repubblicani del Senato con l’approvazione personale di Trump. Bitcoin.com News aveva riportato all’epoca che i negoziatori avevano definito l’accordo l’ultimo grande ostacolo del disegno di legge prima del voto in aula.

Tale ottimismo si è rapidamente affievolito perché, appena due giorni dopo, sono emerse cinque importanti scappatoie che, secondo i democratici del Senato, erano rimaste nella bozza. Tra queste figurava una disposizione che conferiva al Dipartimento di Giustizia l’autorità esclusiva in materia di applicazione della legge, impedendo al contempo ai procuratori generali degli Stati e ai soggetti privati di intentare cause per violazioni.

Lo staff democratico ha indicato le iniziative di Trump nel settore delle criptovalute come motivo per cui auspicavano una supervisione indipendente dal Dipartimento di Giustizia, che fa parte del ramo esecutivo. Da una dichiarazione fiscale è emerso che Trump ha maturato nel 2025 un reddito da criptovalute pari ad almeno 1,4 miliardi di dollari, di cui 635 milioni di dollari in royalties relative al memecoin TRUMP e 515 milioni di dollari provenienti dalla vendita di token della World Liberty Financial, le stesse iniziative che, secondo i democratici, il pacchetto sull’etica deve regolamentare.

La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali negoziatrici repubblicane del disegno di legge, ha espresso frustrazione per il ritmo dei negoziati, aggiungendo:

Dopo quasi 11 mesi in cui abbiamo concesso praticamente tutto ciò che ci è stato chiesto, sinceramente non so cos’altro serva ai miei colleghi democratici.

Patrick Witt, consulente della Casa Bianca in materia di criptovalute, ha espresso un concetto simile, dicendo ai giornalisti: «Fate in modo che abbia senso».

La posta in gioco è alta perché il CLARITY Act ha già superato l’esame di una delle due camere del Congresso. La Camera ha approvato la propria versione con 294 voti a favore e 134 contrari il 17 luglio 2025, con oltre 70 democratici che hanno cambiato schieramento in quella che rimane la votazione più bipartisan sulla questione degli asset digitali nella storia del Congresso.

Il Senato deve ancora procedere alla votazione in aula, e sette senatori democratici hanno respinto l’ultima bozza sulla deontologia, lasciando il testo relativo ai procuratori generali degli Stati come principale ponte rimasto per raggiungere un accordo.

Manca una settimana alla pausa estiva

Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha segnalato che una votazione in aula è ancora possibile, dichiarando ai giornalisti che la Camera «probabilmente voterà sul CLARITY Act». Tuttavia, il disegno di legge necessita di 60 voti, il che significa che almeno sette democratici dovrebbero passare dalla parte opposta anche se la Casa Bianca accettasse la formulazione relativa ai procuratori generali degli Stati.

I dirigenti del settore stanno osservando attentamente la situazione: il CEO di Coinbase (Nasdaq: COIN), Brian Armstrong, ha scritto all’inizio di questa settimana che «regole chiare sono ormai alle porte», descrivendo i progressi del disegno di legge come se avessero raggiunto «la linea dell’ultimo yard».

Gallego ha affermato che i legislatori sono vicini a finalizzare il testo da presentare entro pochi giorni, mentre Tillis ha definito l’estensione dell’applicazione della legge un punto di partenza praticabile. Né la Casa Bianca né la leadership democratica del Senato avevano confermato pubblicamente l’accettazione del nuovo testo alla data del fine settimana descritta da Terrett.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.