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Trump: 1,4 miliardi di dollari di guadagni in criptovalute nel 2025, con Bitcoin, Ether, memecoin e World Liberty che figurano nella dichiarazione dei redditi

Il presidente Donald Trump ha dichiarato, nella sua ultima dichiarazione patrimoniale federale, un reddito legato alle criptovalute pari ad almeno 1,4 miliardi di dollari per il 2025, con i diritti d’autore sui memecoin e le vendite di token derivanti dall’impresa nel settore delle criptovalute della sua famiglia a costituire la maggior parte di tale importo.

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Trump: 1,4 miliardi di dollari di guadagni in criptovalute nel 2025, con Bitcoin, Ether, memecoin e World Liberty che figurano nella dichiarazione dei redditi

Punti chiave

  • La dichiarazione di Trump per il 2025 riporta almeno 1,4 miliardi di dollari di entrate derivanti dalle criptovalute, con 635 milioni di dollari provenienti dai diritti d’autore sul memecoin TRUMP.
  • Il token WLFI di World Liberty viene scambiato a circa 5,7 centesimi, in calo del 72%, mentre gli organismi di controllo etico segnalano preoccupazioni relative a conflitti di interesse.
  • La decisione dell’OCC sulla licenza bancaria nazionale di World Liberty, prevista per gennaio 2026, è il prossimo importante dato da tenere d’occhio.

Un incasso record dalle criptovalute nel primo anno di Trump dopo il ritorno in carica

I dati si riferiscono al 2025, il primo anno del secondo mandato di Trump, e sono stati presentati all’Ufficio per l’Etica Governativa degli Stati Uniti in un documento di 927 pagine. La dichiarazione elenca i proventi derivanti dalle criptovalute provenienti da diverse iniziative, una somma che fa impallidire i suoi guadagni derivanti da attività immobiliari, licenze e gestione di resort messi insieme.

La singola voce più consistente è stata quella dei 635 milioni di dollari di royalties legate alla CIC Digital LLC, l’entità dietro il memecoin TRUMP lanciato sulla blockchain di Solana pochi giorni prima della sua inaugurazione a gennaio. I pagamenti sono stati descritti nel documento come royalties derivanti dai “Celebration Coins”.

Tweet discussing Trumps 2025 crypto earnings.
Fonte immagine: X

World Liberty Financial, la piattaforma di finanza decentralizzata (DeFi) co-fondata da membri della famiglia Trump, ha rappresentato un’altra quota consistente. Trump ha dichiarato circa 515 milioni di dollari derivanti dalle vendite del token di governance WLFI della piattaforma e ulteriori 65 milioni di dollari dalla vendita di partecipazioni nella sua holding. A parte questo, il documento ha registrato oltre 290 milioni di dollari di entrate convogliate attraverso portafogli di criptovalute associati all’iniziativa.

Posizioni in Bitcoin e un token sotto pressione

Il presidente ha inoltre dichiarato di detenere bitcoin per un valore superiore a 100 milioni di dollari in un cold wallet, oltre ad altre posizioni di rilievo in una serie di token; è la prima volta che un presidente degli Stati Uniti in carica dichiara la proprietà diretta di tale asset in un documento federale in materia di etica.

Tweet giving a breakdown of Trump's crypto assets.
Fonte immagine: X

Questi guadagni sono stati registrati mentre il token WLFI di World Liberty era in difficoltà, dato che all’inizio di giugno il token era sceso a circa 5,7 centesimi, con un calo del 72% rispetto ai massimi precedenti. Il calo è avvenuto dopo che la tesoreria del progetto era stata criticata per aver utilizzato i propri token di governance come garanzia per ottenere prestiti in stablecoin su una piattaforma di prestito affiliata.

Alcuni osservatori hanno paragonato questa struttura al sistema di prestiti circolari che ha preceduto il crollo di FTX nel 2022. I guadagni diretti della famiglia Trump derivanti da una transazione con Alt5 Sigma, prevista per agosto 2025, sono stati stimati in circa 500 milioni di dollari al netto delle commissioni.

Questioni etiche e una licenza bancaria in sospeso

World Liberty è vicina all’ottenimento di una licenza bancaria nazionale come banca fiduciaria da parte dell’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), con una decisione attesa in merito a una domanda presentata nel gennaio 2026. La prospettiva che un’azienda della famiglia del presidente detenga una licenza bancaria federale ha intensificato il controllo da parte degli organismi di vigilanza etica e dei democratici al Congresso, i quali sostengono che i proventi derivanti dalle criptovalute creino conflitti di interesse senza precedenti.

La controargomentazione avanzata è che le partecipazioni del presidente sono state rese note integralmente e che l’amministrazione ha fornito quella chiarezza normativa tanto a lungo ricercata dal settore degli asset digitali. La richiesta arriva inoltre in un momento in cui le società del settore delle criptovalute stanno investendo somme record nella politica statunitense in vista delle elezioni di medio termine del 2026, consolidando la crescente influenza del settore a Washington.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.