Bitcoin.com News
Offerto da

Coinbase: rischi quantistici sul Bitcoin, a rischio il 5% dei BTC

Coinbase, che afferma di custodire circa il 5% di tutti i bitcoin, ha illustrato gli ostacoli tecnici e operativi che il bitcoin dovrà superare prima che una sicurezza resistente alla crittografia quantistica possa diventare una realtà. Il suo messaggio è chiaro: l’adozione di un nuovo algoritmo di firma non sarà sufficiente.

SCRITTO DA
CONDIVIDI
Coinbase: rischi quantistici sul Bitcoin, a rischio il 5% dei BTC

Punti chiave

  • Coinbase sostiene che il bitcoin necessiti di qualcosa di più di un nuovo algoritmo di firma per diventare resistente alla crittografia quantistica.
  • La protezione del 5% dell’offerta di BTC rende la custodia, l’MPC e i bitcoin inattivi sfide critiche per la migrazione.
  • I progressi dipendono ora da progetti adattabili come il BIP-360, in grado di evolversi prima che le minacce quantistiche diventino urgenti.

Il bitcoin affronta la prova della migrazione quantistica mentre Coinbase illustra i rischi

Il problema del bitcoin legato al calcolo quantistico sta passando dalla teoria alla pratica ingegneristica. Coinbase ha pubblicato un quadro dettagliato che descrive ciò che sviluppatori, custodi e fornitori di wallet potrebbero dover risolvere prima che il bitcoin possa migrare in sicurezza verso la crittografia post-quantistica.

L’exchange ha sostenuto che qualsiasi transizione debba proteggere le monete esposte, rientrare nello spazio limitato dei blocchi di Bitcoin, preservare la convalida dei nodi completi e funzionare sia per la custodia istituzionale che per gli utenti comuni. Per uno dei più grandi custodi di criptovalute al mondo, che detiene circa il 5% dell’offerta di Bitcoin, la questione va ben oltre il semplice ambito accademico.

Coinbase sostiene che un nuovo schema di firma non sia sufficiente

L’argomentazione centrale di Coinbase è che il bitcoin necessiti di un’architettura adattabile piuttosto che di una soluzione crittografica una tantum.

Ha indicato progetti quali P2MR nell’ambito del BIP-360 e P2TRv2, che potrebbero potenzialmente consentire l’introduzione o la sostituzione di sistemi di firma post-quantistici senza dover creare ogni volta un formato di output completamente nuovo.

Un possibile percorso di migrazione potrebbe utilizzare una struttura ibrida 1-su-2, consentendo di spendere i fondi utilizzando sia le attuali chiavi ECDSA o Schnorr, sia una futura chiave post-quantistica. Ciò consentirebbe ai portafogli di passare alla nuova architettura in anticipo, senza attendere che la comunità di Bitcoin decida quando le firme legacy dovranno essere definitivamente limitate.

La custodia istituzionale crea un problema più complesso

I requisiti diventano più complessi su scala istituzionale. Coinbase ha avvertito che alcuni schemi di firma post-quantistica con stato, sebbene potenzialmente più leggeri e veloci, introducono rischi operativi. Il riutilizzo di uno stato di firma può rendere possibile la falsificazione.

Ciò rappresenta una difficoltà non solo per i portafogli ordinari, ma anche per le istituzioni che gestiscono sistemi di firma distribuiti su più server e sedi. Coinbase auspica quindi che Bitcoin mantenga un’opzione di firma senza stato e sostiene che gli schemi post-quantistici dovrebbero essere valutati anche in termini di compatibilità con il calcolo multipartitico (MPC), che i grandi custodi utilizzano per ridurre il rischio di furto delle chiavi.

L’azienda ha inoltre evidenziato i requisiti di implementazione, tra cui la verifica in tempo costante, un comportamento affidabile su più piattaforme, una firma prevedibile e la resistenza ai malfunzionamenti dei generatori di numeri casuali.

I bitcoin inattivi potrebbero rappresentare la sfida più ardua

La questione più complessa potrebbe riguardare le monete che non vengono mai trasferite. Il Bitcoin contiene output obsoleti con chiavi pubbliche esposte, indirizzi riutilizzati, saldi inattivi e fondi per i quali le chiavi private potrebbero essere già andate perdute.

Se i computer quantistici dovessero alla fine diventare in grado di violare gli attuali sistemi di firma, decidere cosa ne sarà di quelle monete diventerebbe un problema sia tecnico che di governance. Coinbase sostiene che tale dibattito non debba ritardare il lavoro sul supporto alle firme post-quantistiche.

Questa distinzione è importante. Non viene descritto qui alcun attacco quantistico immediato al Bitcoin. Il significato è che un custode responsabile di circa un ventesimo di tutti i BTC sta trattando la pianificazione della migrazione come qualcosa che il settore delle criptovalute dovrebbe avviare prima che la minaccia diventi urgente.

Quantus, una blockchain incentrata sulla tecnologia quantistica, ha avviato le operazioni di trading del proprio token QTC tramite near.com e Near Intents.

Leggi ora: Quantus, piattaforma sicura quantistica, lancia trading token QTC tramite Near Intents

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.