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Inflazione USA ai massimi da 4 mesi, Bitcoin in calo

Mercoledì il prezzo del Bitcoin è sceso sotto gli 83.000 dollari dopo che l’inflazione negli Stati Uniti è salita al 3,7%, il livello più alto degli ultimi quattro mesi. A settembre i prezzi della benzina hanno registrato un aumento del 9,1%, mettendo in agitazione Wall Street e complicando la prossima mossa della Federal Reserve in vista della pubblicazione di un altro rapporto sull’inflazione.

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Inflazione USA ai massimi da 4 mesi, Bitcoin in calo

Punti chiave

  • L’inflazione negli Stati Uniti ha raggiunto il 3,7% a settembre, con i prezzi della benzina che hanno registrato un balzo del 9,1%, contribuendo per oltre la metà all’aumento mensile.
  • Il Bitcoin ha perso circa 1.000 dollari dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI), scendendo sotto gli 83.000 dollari mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro salivano.
  • La Federal Reserve dovrà affrontare un’altra prova sull’inflazione il 15 ottobre, quando saranno pubblicati i dati del PPI (indice dei prezzi alla produzione) di settembre.

I prezzi della benzina spingono l’inflazione statunitense al 3,7%

Il problema dell’inflazione negli Stati Uniti è appena diventato più costoso, e la guerra in Iran sta contribuendo ad alimentare i costi. Mercoledì 14 ottobre, il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha riferito che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,6% a settembre, dopo un rialzo dello 0,4% ad agosto. L’inflazione annuale ha registrato un’accelerazione dal 3,4% al 3,7%, superando di poco la previsione degli economisti, che si attestava al 3,6%.

I principali responsabili non sono stati né il settore immobiliare né i generi alimentari. I prezzi della benzina hanno registrato un balzo del 9,1% in un solo mese, rappresentando oltre la metà dell’aumento complessivo. Rispetto a settembre 2025, i costi della benzina, che hanno seguito l’andamento dei prezzi del greggio, sono saliti di un incredibile 34,2%. L’indice energetico complessivo è aumentato del 5,2% su base mensile e del 20,4% su base annua. I prezzi dei generi alimentari sono rimasti stabili a settembre, mentre i costi degli alloggi sono aumentati dello 0,4%.

Anche l’inflazione di fondo, che esclude i prezzi volatili dei generi alimentari e dell’energia, ha riservato una spiacevole sorpresa. È aumentata dello 0,3% su base mensile e del 2,6% su base annua, superando le previsioni rispettivamente dello 0,2% e del 2,5%.

Wall Street in calo mentre il Bitcoin perde 1.000 dollari

I mercati finanziari non hanno accolto bene la notizia. I futures sul Dow Jones hanno perso circa lo 0,2%, quelli sull’S&P 500 sono scesi dello 0,3% e quelli sul Nasdaq 100 hanno registrato un calo dello 0,6% dopo la pubblicazione dei dati alle 8:30 del mattino (ora della costa orientale). I rendimenti dei titoli del Tesoro sono saliti mentre gli operatori hanno riconsiderato l’aggressività con cui la Federal Reserve potrebbe inasprire la politica monetaria. Il rendimento a due anni si è avvicinato al 4,91%, mentre quello a 10 anni ha sfiorato il 5,29%.

Il prezzo del Bitcoin ha subito un calo immediato. La criptovaluta è scesa da circa 83.800 dollari a 82.800 dollari, perdendo circa 1.000 dollari non appena i dati sull’inflazione sono stati diffusi alle sale di negoziazione. Le liquidazioni delle posizioni lunghe con leva finanziaria hanno aggiunto pressione, costringendo gli operatori a monitorare il supporto compreso tra 81.000 e 82.000 dollari.

La reazione è seguita all’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, che ha portato il range obiettivo di riferimento dal 3,75% al 4%. Con l’inflazione che registra un andamento più elevato del previsto, le speranze di un ritorno anticipato a condizioni monetarie più accomodanti hanno subito un’altra battuta d’arresto.

Il rapporto sull’inflazione dei prezzi alla produzione di giovedì al centro dell’attenzione

Il prossimo banco di prova economico arriverà giovedì, quando il BLS pubblicherà l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di settembre alle 8:30 del mattino (ora della costa orientale). Il rapporto misura i prezzi praticati dai produttori e potrebbe rivelare se l’aumento dei costi energetici si sta diffondendo ulteriormente nell’economia.

Giovedì sono previsti anche i dati sulle vendite al dettaglio, che offriranno agli investitori un’ulteriore panoramica sulla spesa dei consumatori. La Federal Reserve si riunirà il 27-28 ottobre, con i responsabili politici che dovranno soppesare l’inflazione ostinata contro la deludente creazione di soli 29.000 posti di lavoro registrata a settembre. Attualmente, gli scommettitori di Polymarket attribuiscono una probabilità del 44% a un rialzo di un quarto di punto da parte della Fed, e le quote sono salite in seguito alla pubblicazione dell’IPC prima di scendere nuovamente.

Per i trader di bitcoin, riconquistare la zona degli 84.000 dollari contribuirebbe a ristabilire l’equilibrio del mercato. Tuttavia, un altro dato inflazionistico elevato giovedì potrebbe costringere Wall Street a confrontarsi con una possibilità scomoda: lo shock energetico non ha ancora finito di ripercuotersi sui prezzi.

Secondo Cryptoquant, le "balene" di bitcoin detengono 3,03 milioni di BTC, il livello più alto dal novembre 2025, mentre un acquirente misterioso preleva 96,77 milioni di dollari in BTC da Wintermute.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.