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Bitcoin regge deflussi ETF 681 mln, petrolio sopra 100 dollari

Il Bitcoin si mantiene sopra gli 80.000 dollari, nonostante il greggio Brent venga scambiato a oltre 100 dollari a causa delle rinnovate tensioni in Medio Oriente. La resilienza è notevole, ma i deflussi settimanali pari a circa 681 milioni di dollari dagli ETF spot sul Bitcoin negli Stati Uniti rendono la domanda istituzionale il fattore chiave per determinare il prossimo andamento.

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Bitcoin regge deflussi ETF 681 mln, petrolio sopra 100 dollari

Punti chiave

  • Il Bitcoin si è mantenuto sopra gli 80.000 dollari mentre il Brent ha superato i 100 dollari, nonostante i deflussi settimanali dagli ETF pari a 681 milioni di dollari.
  • Una strategia ha aggiunto 250 BTC, portando le proprie partecipazioni a 848.250 BTC grazie al perdurare della domanda da parte delle aziende.
  • La prova del nove sarà vedere se il bitcoin riuscirà a mantenere il supporto nel caso in cui le vendite istituzionali tramite ETF dovessero persistere.

Il bitcoin tiene duro mentre lo shock petrolifero mette alla prova la domanda istituzionale

Il Bitcoin si rifiuta di cedere, nonostante il ritorno contemporaneo di due noti fattori di pressione: l’impennata dei prezzi del petrolio e l’indebolimento dei flussi istituzionali.

Il prezzo del bitcoin è rimasto al di sopra della soglia degli 80.000 dollari, mentre il greggio Brent viene scambiato a 107 dollari al barile sulla scia delle rinnovate tensioni in Medio Oriente. Tale relativa stabilità è degna di nota perché l’aumento dei prezzi dell’energia può riaccendere i timori di inflazione, complicare la politica monetaria e mettere sotto pressione gli asset rischiosi.

Tuttavia, il mercato delle criptovalute non sta ricevendo molto aiuto dagli ETF. I fondi spot statunitensi sul bitcoin hanno registrato deflussi netti settimanali pari a circa 681 milioni di dollari, sollevando la questione di quanto a lungo potrà continuare la resilienza del prezzo del bitcoin senza nuovi acquisti istituzionali.

Il bitcoin non si lascia influenzare dallo shock petrolifero

Lacie Zhang, analista di ricerca di Bitget Wallet, considera positiva la capacità del bitcoin di resistere alle recenti pressioni geopolitiche. «La capacità del bitcoin di mantenersi al di sopra della soglia degli 80.000 dollari, nonostante le rinnovate tensioni in Medio Oriente, indica una crescente resilienza e un certo grado di disaccoppiamento dal rischio geopolitico tradizionale», ha affermato Zhang.

Ciò non dimostra che il prezzo del bitcoin si sia separato in modo permanente dai mercati più ampi. Tuttavia, il mantenimento del supporto nonostante l’impennata del petrolio suggerisce che i venditori non abbiano preso il sopravvento, nonostante un contesto macroeconomico meno favorevole.

Anche il sentiment rimane relativamente moderato. I valori dell’indice Fear & Greed, compresi tra 55 e 69, si collocano tra il neutro e l’avidità, piuttosto che a livelli associati a un panico diffuso.

I deflussi dagli ETF rappresentano la prova più importante

La domanda più difficile è se questa resilienza si tradurrà in una domanda sostenuta. “La prova più importante è se il bitcoin riuscirà a mantenere il livello di supporto mentre i flussi istituzionali e il sentiment rimangono equilibrati”, ha affermato Zhang, sottolineando il recente deflusso dagli ETF pari a 681 milioni di dollari.

Questa cifra è importante perché gli ETF spot sono diventati uno degli indicatori più chiari della domanda istituzionale incrementale di bitcoin. Se i flussi degli ETF rimangono negativi mentre il BTC si mantiene a 80.000 dollari, il mercato potrebbe dimostrare un supporto spot sottostante più forte. Se invece i deflussi accelerano, tale supporto potrebbe trovarsi di fronte a una prova più ardua.

La strategia acquista 250 BTC, ma il segnale è modesto

Strategy continua ad accumulare. La società ha acquistato 250 BTC per 21,5 milioni di dollari tra il 5 e l’11 ottobre, pagando in media 86.194 dollari per moneta. Il suo patrimonio totale ammonta ora a 848.250 BTC, pari a quasi il 4% dell’offerta massima di bitcoin, fissata a 21 milioni. Tuttavia, l’ultimo acquisto è modesto rispetto alla posizione attuale di Strategy, il che significa che la sua domanda ricorrente potrebbe essere già ben compresa dal mercato.

Per il bitcoin, il catalizzatore più importante potrebbe ora provenire dall’esterno del suo principale detentore aziendale. Mantenere il valore a 80.000 dollari durante uno shock petrolifero è incoraggiante. Mantenerlo mentre il capitale istituzionale continua a uscire dagli ETF sarebbe un segnale molto più forte.

La domanda di ETF sulle criptovalute negli Stati Uniti ha subito una brusca inversione di tendenza nella settimana terminata il 9 ottobre, con i fondi su bitcoin ed ether che hanno registrato perdite complessive per oltre 1,2 miliardi di dollari.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.