Martedì 13 ottobre 2026 Wall Street ha faticato a trovare un equilibrio, poiché i deludenti risultati finanziari di JPMorgan Chase si sono sommati a un’altra ondata di vendite nel settore dei semiconduttori. Goldman Sachs ha registrato un trimestre eccezionale, ma i titoli del settore dei chip hanno continuato a perdere terreno a causa delle crescenti preoccupazioni relative alla spesa per l’intelligenza artificiale (IA) e alla concorrenza cinese. Nel frattempo, il prezzo del bitcoin è riuscito a risalire sopra gli 83.400 dollari dopo che una violenta ondata di liquidazioni ha spazzato via centinaia di milioni di dollari in posizioni con leva finanziaria.
Wall Street e calo chip tengono a bada Bitcoin

Punti chiave
- Martedì il prezzo del bitcoin è risalito a 83.445 dollari dopo essere sceso brevemente sotto gli 81.000 dollari a causa di massicce liquidazioni.
- JPMorgan Chase non ha soddisfatto le aspettative sugli utili, mentre Goldman Sachs ha registrato un trimestre eccezionale sul fronte delle negoziazioni.
- Nvidia e altri produttori di chip hanno subito pressioni al ribasso mentre Wall Street attendeva il rapporto sull’inflazione di mercoledì.
Il prezzo del Bitcoin riconquista gli 83.000 dollari mentre Wall Street vacilla e i titoli dei chip subiscono un duro colpo
Martedì Wall Street ha dovuto affrontare due problemi. Le maggiori banche americane non sono riuscite a mettersi d’accordo sul fatto che l’attività fosse in forte espansione, mentre il settore dei semiconduttori ha vissuto un’altra giornata disastrosa. JPMorgan Chase ha deluso le aspettative sugli utili, mentre Goldman Sachs ha registrato ottimi risultati, lasciando gli investitori a districarsi tra segnali contrastanti provenienti dal settore finanziario.
Principali indici di Wall Street alle 13:00 ET | 13 ottobre 2026
| Indice | Valore | Variazione in punti |
|---|---|---|
| Nasdaq Composite | 27.211,86 | 🔴 -34,05 |
| Indice composito NYSE | 23.958,61 | 🔴 -32,12 |
| Indice Dow Jones Industrial Average | 51.676,69 | 🔴 -173,86 |
| S&P 500 | 7.802,57 | 🔴 -4,67 |
Martedì alle 13:00 ora della costa orientale, tutti e quattro i principali indici erano in territorio negativo, con il Dow che ha perso quasi 174 punti.
I titoli tecnologici, nel frattempo, hanno subito un altro duro colpo, poiché i dubbi sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e la concorrenza cinese hanno messo in difficoltà i produttori di chip. Nel mercato delle criptovalute, il bitcoin ha messo in atto una ripresa, salendo verso gli 83.500 dollari dopo che un calo, alimentato dalle liquidazioni, sotto gli 81.000 dollari aveva lasciato gli operatori che utilizzavano la leva finanziaria a fare i conti con perdite sostanziali.
JPMorgan vacilla mentre Goldman Sachs torna alla ribalta
Martedì 13 ottobre 2026 ha portato risultati contrastanti sugli utili del terzo trimestre dei colossi bancari americani, con JPMorgan Chase che ha deluso le aspettative, cosa piuttosto rara. Il colosso bancario ha riportato un utile per azione di 5,57 dollari, pari a circa 5,75 dollari al netto di alcune perdite su titoli, risultando inferiore alla stima di consenso di Wall Street di circa 5,90 dollari. I ricavi si sono attestati tra i 50,2 e i 50,9 miliardi di dollari, mancando anch’essi le aspettative.
Goldman Sachs, invece, ha raccontato una storia completamente diversa. Il colosso dell’investment banking ha registrato un utile di 17,01 dollari per azione su ricavi pari a 18,68 miliardi di dollari, trainato da un balzo del 72% su base annua dei ricavi derivanti dal trading azionario, saliti a 6,44 miliardi di dollari. Wells Fargo ha registrato utili leggermente superiori alle attese ma ha deluso sul fronte dei ricavi, mentre Citigroup ha presentato risultati sostanzialmente in linea con le aspettative. Bank of America e Morgan Stanley pubblicheranno i propri risultati mercoledì, offrendo potenzialmente agli investitori un quadro più chiaro della salute finanziaria del settore bancario.
I titoli dei semiconduttori subiscono un duro colpo per la quinta seduta consecutiva
Mentre gli utili bancari hanno fornito segnali contrastanti, i titoli dei semiconduttori hanno subito una pressione di vendita notevolmente più consistente. L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso circa l’1,5%, prolungando la sua serie negativa a cinque sessioni consecutive e toccando il livello più basso in circa quattro settimane. I produttori di memorie e dispositivi di archiviazione hanno subito alcuni dei colpi più duri. Micron Technology ha registrato un calo compreso tra il 3% e il 4,5%, mentre Seagate Technology e Western Digital hanno subito perdite vicine o superiori al 6%. Anche società come Nvidia, Advanced Micro Devices (AMD) e Marvell Technology hanno chiuso in ribasso. Il calo è seguito alle notizie secondo cui il produttore cinese di memorie CXMT avrebbe compiuto progressi tecnologici nell’architettura delle memorie ad alta densità, sollevando nuove preoccupazioni riguardo alle pressioni competitive che gravano sulle aziende americane del settore dei semiconduttori. L’amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione, paragonando alcune pratiche di investimento nell’intelligenza artificiale al “gioco d’azzardo al casinò”.
Le vendite non si sono limitate ai mercati statunitensi. L’indice di riferimento sudcoreano KOSPI è crollato di oltre il 5%, con Samsung Electronics e SK Hynix che hanno subito cali sostanziali.
Il bitcoin reagisce dopo che gli operatori con posizioni a leva hanno subito una batosta
In questo contesto di instabilità, il prezzo del bitcoin è riuscito a recuperare parte del terreno perduto. Martedì, alle 12:28 circa (ora della costa orientale), il bitcoin veniva scambiato a circa 83.445 dollari, in ripresa dal recente minimo di circa 80.948 dollari. Il rimbalzo ha fatto seguito a un duro episodio di liquidazioni che, secondo quanto riferito, ha eliminato tra i 728 milioni di dollari di posizioni con leva finanziaria in criptovalute su diversi mercati.
Le posizioni lunghe rappresentavano circa l’83%–89% di tali liquidazioni, riflettendo la punizione sproporzionata inflitta ai trader che scommettevano su un rialzo dei prezzi. Una posizione particolarmente costosa ha riguardato una posizione lunga su bitcoin del valore di circa 9,65 milioni di dollari su Binance, liquidata a circa 81.773 dollari. Nonostante la carneficina, i posizionamenti sui derivati suggerivano che la speculazione rialzista non fosse scomparsa del tutto.
Le 5 principali criptovalute alle 13:00 ET | 13 ottobre 2026
| Posizione | Criptovaluta | Prezzo | Variazione nelle 24 ore | Variazione su 7 giorni |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Bitcoin (BTC) | 83.338,51 $ | 🟢 +1,0% | 🔴 -3,8% |
| 2 | Ethereum (ETH) | 2.512,12 | 🔴 -0,4% | 🔴 -7,7% |
| 3 | Tether (USDT) | 0,9993 | 🟢 0,0% | 🔴 -0,1% |
| 4 | BNB (BNB) | 744,24 $ | 🔴 -0,4% | 🔴 -5,5% |
| 5 | XRP (XRP) | 1,37 $ | 🔴 -0,4% | 🔴 -10,2% |
Il Bitcoin è stata l’unica criptovaluta tra le prime cinque a registrare un significativo rialzo nelle ultime 24 ore, salendo dell’1%. L’XRP ha subito il calo più marcato negli ultimi sette giorni, pari al 10,2%, seguito da Ethereum con il 7,7%.
I tassi di finanziamento dei futures perpetui su Bitcoin sono rimasti moderatamente positivi, oscillando tra lo 0,0037% e lo 0,0079% circa per intervallo di otto ore, mentre le posizioni lunghe hanno rappresentato circa il 54%-55%.
Wall Street attende il prossimo confronto con la realtà dell’inflazione
A metà giornata, il Dow Jones Industrial Average oscillava tra 51.700 e 52.200, mentre l’S&P 500 veniva scambiato vicino a 7.800 e il Nasdaq Composite rimaneva sotto pressione intorno a 27.150. I rendimenti elevati dei titoli del Tesoro, l’aumento dei prezzi del petrolio e i persistenti dubbi sulle valutazioni nel settore dell’intelligenza artificiale hanno continuato a pesare sulla fiducia degli investitori. Il Bitcoin, nel frattempo, incontra una resistenza tra gli 84.000 e gli 84.250 dollari, con un supporto vicino agli 82.000 dollari e il suo minimo recente intorno agli 80.948 dollari. Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di mercoledì incombe ora su entrambi i mercati, seguito giovedì dai dati sui prezzi alla produzione. Gli analisti di Bitfinex hanno dichiarato lunedì a Bitcoin.com News che i due imminenti rapporti sull’inflazione potrebbero avere un peso considerevole per il mercato delle criptovalute.
Wall Street ha da festeggiare gli utili bancari, da spiegare le perdite nel settore dei chip e da affrontare i dati sull’inflazione. Il Bitcoin si è ripreso dall’ultimo allarme di liquidazione e le azioni procedono a singhiozzo, ma nessuno dei mercati odierni ha ancora stabilito che il peggio delle vendite sia ormai alle spalle. Al momento della stesura di questo articolo, alle 13:15, i ribassisti stavano spingendo al ribasso il prezzo del bitcoin e il BTC faticava a mantenersi sopra gli 83.000 dollari.
Pochi minuti prima, alle 13:10, la principale criptovaluta aveva toccato un minimo intraday di 83.062 dollari.
Il Bitcoin scende sotto gli 82.000 dollari mentre le liquidazioni di criptovalute, pari a 488,61 milioni di dollari, colpiscono 118.142 trader in vista del rapporto sull’IPC di mercoledì.
Leggi ora: Bitcoin sotto 82.000 $, liquidati 406 milioni di dollari di longQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











