CME Group ha lanciato i futures su singole azioni relativi a oltre 50 delle più grandi società statunitensi, offrendo agli operatori un nuovo strumento con effetto leva per puntare su titoli come Apple, Amazon e Nvidia senza doverne mai possedere le azioni.
CME lancia i futures su singoli titoli relativi a oltre 50 delle principali azioni statunitensi, mentre la sua divisione dedicata ai derivati sulle criptovalute continua a crescere

Punti chiave
- Il CME Group ha introdotto 77 contratti futures su singoli titoli che coprono Apple, Nvidia, Tesla e oltre 50 altri titoli.
- I nuovi contratti vengono negoziati per quasi 23 ore al giorno, cinque giorni alla settimana, su CME Globex.
- L’open interest dei futures su bitcoin del CME è sceso al minimo degli ultimi 14 mesi, attestandosi a 8,41 miliardi di dollari nell’aprile 2026.
Un nuovo modo di negoziare i principali titoli statunitensi
Il lancio riguarda 77 contratti in totale, ovvero 55 futures di dimensione standard, ciascuno dei quali rappresenta 100 azioni del titolo sottostante, e 22 contratti di dimensione micro, ciascuno dei quali copre 10 azioni. La gamma comprende titoli tecnologici a mega-capitalizzazione come Alphabet, Meta e Tesla, insieme alla società SpaceX, recentemente quotata in borsa, oltre a nomi noti come Micron, Pfizer e Walmart, secondo quanto annunciato dallo stesso CME Group.
Tutti i contratti sono regolati in contanti in base al prezzo di chiusura del titolo sottostante e seguono una struttura di scadenza trimestrale, simile a quella dei futures su indici azionari già esistenti del CME. Tim McCourt, responsabile globale per i titoli azionari, il mercato valutario e i prodotti alternativi del CME Group, ha affermato che il lancio è una risposta alla domanda degli operatori, sottolineando:
«I clienti vogliono gestire il rischio di prezzo delle azioni con maggiore precisione e con l’efficienza di capitale garantita da un mercato centralizzato».
Ha inoltre aggiunto che il prodotto è progettato per ampliare la base di utenti del CME oltre la sua tradizionale clientela istituzionale, spiegando ai giornalisti che i contratti hanno «la capacità di attirare molti nuovi trader nel nostro ecosistema». Il CME ha dichiarato di stare collaborando con oltre 35 società di intermediazione al dettaglio per distribuire l’accesso ai contratti, oltre che tramite i suoi consueti desk istituzionali.
Progettato per un accesso 24 ore su 24
I futures su singoli titoli azionari vengono negoziati per circa 23 ore al giorno, cinque giorni alla settimana, sulla piattaforma Globex del CME, un orario di gran lunga più lungo rispetto alla finestra oraria dalle 9:30 alle 16:00 (ora della costa orientale) che regola le normali contrattazioni azionarie negli Stati Uniti. Tale struttura consente agli operatori di reagire alle relazioni sugli utili, ai dati macroeconomici o alle notizie geopolitiche nel momento stesso in cui vengono diffuse, anziché attendere la campana di apertura. Tuttavia, tale flessibilità comporta dei rischi: Mat Cashman, responsabile della formazione degli investitori presso l’Options Clearing Corp, avverte che la liquidità può ridursi durante la notte. Cashman ha affermato che il trading al di fuori degli orari normali, «compresi i minuti di forte volatilità che seguono la pubblicazione dei risultati societari, può essere instabile», un avvertimento che fa eco alle preoccupazioni già sollevate riguardo alla scarsa liquidità nei registri degli ordini dei mercati delle criptovalute del CME, attivi 24 ore su 24.
A differenza delle app azionarie e su opzioni senza commissioni che si basano sul pagamento per il flusso degli ordini, i trader di futures pagano in genere una commissione su ogni singolo contratto su azioni che negoziano.
I futures su singoli titoli non sono una novità negli Stati Uniti, ma hanno una storia travagliata. OneChicago, una borsa di proprietà congiunta di CME Group, Cboe Global Markets e Interactive Brokers, ha negoziato futures su titoli per quasi due decenni prima di chiudere i battenti nel settembre 2020, adducendo come motivo la scarsa domanda.
Il ponte verso l’attività di derivati sulle criptovalute del CME
I nuovi contratti escludono in particolare qualsiasi token crittografico o asset digitale, ma si basano su un’infrastruttura che il CME ha perfezionato per anni attraverso la propria attività nel settore delle criptovalute, ovvero prodotti con regolamento in contanti e basati sul margine che consentono ai trader di assumere un’esposizione con leva finanziaria e senza necessità di custodia su un asset in rapida evoluzione. Il CME ha lanciato i futures sul bitcoin nel 2017 e da allora ha sviluppato il più grande mercato regolamentato di derivati per le attività digitali del Paese.
Questo settore delle criptovalute ha continuato ad espandersi nel 2026, con il CME Group che il 29 maggio ha introdotto il trading 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per i suoi futures e opzioni su bitcoin ed ether, registrando un volume di circa 50 milioni di dollari su oltre 7.200 contratti nel weekend di debutto.
Da allora, la società ha aggiunto futures su indici di criptovalute che replicano l’andamento di bitcoin, Solana e XRP, e aveva persino programmato il lancio di futures sulla volatilità del bitcoin. Detto questo, il portafoglio di derivati sul bitcoin del CME ha registrato un rallentamento rispetto ai livelli massimi, con l’open interest sui futures sul bitcoin del CME sceso a 8,41 miliardi di dollari l’11 aprile, il minimo degli ultimi 14 mesi (poiché i rendimenti annualizzati delle operazioni si sono ridotti da un intervallo compreso tra il 15% e il 20% a circa il 5% e il volume giornaliero è sceso al di sotto dei 3 miliardi di dollari).
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















