I conti di investimento legati a Trump hanno trascorso l’inizio dell’estate vendendo azioni di Strategy (Nasdaq: MSTR), la più grande società quotata al mondo detentrice di bitcoin. Successivamente, con il titolo ormai fortemente penalizzato, i conti hanno invertito rotta e le hanno riacquistate. Il 24 luglio, secondo i documenti depositati ai fini dell’etica, hanno segnalato un acquisto di Strategy compreso tra 1.001 e 15.000 dollari. Tre giorni dopo è seguito un acquisto molto più consistente, compreso tra 50.001 e 100.000 dollari. Strategy ha chiuso quelle sessioni rispettivamente a 91,67 e 98,65 dollari. Al 22 settembre, il titolo valeva 167,33 dollari, mentre mercoledì MSTR ha chiuso in ribasso a 162,20 dollari. In altre parole, il primo acquisto di luglio registrava un guadagno dell’80% a meno di due mesi di distanza.
I conti di Trump rivelano l'acquisto di MSTR mentre il gigante dei titoli del Tesoro legati al Bitcoin torna a salire

Punti chiave
- I conti collegati a Trump hanno acquistato Strategy il 24 luglio, prima che MSTR registrasse un rialzo di circa l’80%.
- Al 21 settembre Strategy deteneva 846.000 BTC, mentre il suo titolo registrava un rimbalzo di pari passo con il bitcoin.
- I documenti depositati presso l’OGE riportano 1.156 operazioni effettuate a luglio, ma non rivelano chi abbia immesso gli ordini per conto di Trump.
I conti hanno venduto, poi hanno cambiato direzione
La sequenza emerge dai rendiconti finanziari federali relativi ai conti in cui il presidente Donald Trump è indicato come beneficiario. Un rapporto periodico sulle transazioni dell’Office of Government Ethics (OGE), pubblicato il 22 settembre, conta 37 pagine e contiene 1.156 operazioni su titoli relative al solo mese di luglio.
Tra queste si nascondono tre transazioni relative alle azioni di Classe A di Strategy (Nasdaq: MSTR). Gli conti hanno venduto azioni di Strategy per un valore compreso tra 1.001 e 15.000 dollari l’8 luglio, ne hanno acquistate per lo stesso intervallo di valore il 24 luglio e poi hanno effettuato un acquisto più consistente, compreso tra 50.001 e 100.000 dollari, il 27 luglio. Strategy è la società di business intelligence (BI) che nel 2020 ha cambiato radicalmente rotta trasformandosi in una vera e propria società di gestione di bitcoin.

Le vendite erano in realtà iniziate prima. Un precedente documento mostra due vendite effettuate da Strategy il 23 e il 24 giugno per un totale compreso tra i 16.002 e i 65.000 dollari. A giugno non sono stati segnalati acquisti da parte di Strategy.
Poi il titolo ha subito un crollo. Strategy, che a maggio era scambiata a livelli superiori ai 180 dollari, è scesa fino a 81,81 dollari poco dopo quelle vendite di giugno. Alla fine i conti sono passati da venditori ad acquirenti mentre MSTR si aggirava ancora intorno ai minimi del 2026.
Un rialzo dell’80% in meno di due mesi
Da quel momento in poi i numeri sono diventati piuttosto vertiginosi. Strategy ha chiuso a 91,67 dollari il 24 luglio, quando è stato segnalato il primo riacquisto. Il 22 settembre, le azioni hanno chiuso a 167,33 dollari, registrando un rialzo di circa l’80% in poco più di due mesi. MSTR ha perso un po’ di slancio da quando il BTC è sceso mercoledì e, alla chiusura di Wall Street, le azioni erano in calo di oltre il 2%.
Anche l’operazione più consistente del 27 luglio ha dato ottimi risultati. La società di gestione di bitcoin Strategy ha chiuso a 98,65 dollari quel giorno, con il titolo in rialzo di circa il 70%. C’è però un’importante limitazione. I moduli di rendicontazione federali riportano i valori delle transazioni in intervalli anziché in importi esatti in dollari, numero di azioni o prezzi di esecuzione. Il documento non rivela inoltre quante azioni di Strategy detengano attualmente i conti. Un rapporto periodico sulle transazioni registra le operazioni soggette a segnalazione superiori a 1.000 dollari, non l’intero portafoglio.
E questa non era nemmeno la prima volta che i conti interagivano con MSTR. Una comunicazione di maggio relativa al periodo da gennaio a marzo elencava otto operazioni su Strategy (MSTR), tra cui un acquisto del 12 febbraio nella stessa fascia compresa tra 50.001 e 100.000 dollari dell’acquisto del 27 luglio.
Il Bitcoin ha riportato Strategy al comando
C’è una spiegazione piuttosto semplice del motivo per cui le azioni di Strategy hanno registrato oscillazioni così violente. A luglio, la stessa Strategy aveva temporaneamente smesso di acquistare bitcoin. Le sue partecipazioni sono rimaste a 843.775 BTC nelle settimane dal 13 al 19 luglio e dal 20 al 26 luglio, mentre la società vendeva azioni ordinarie attraverso il proprio programma “at-the-market” e accumulava una riserva in dollari statunitensi superiore a 3 miliardi di dollari.
Nel frattempo, il titolo MSTR era sceso dai massimi di maggio, intorno ai 180 dollari, verso i minimi intorno agli 80 dollari. Quella è stata la finestra temporale in cui i conti di Trump hanno terminato le vendite e hanno ricominciato ad acquistare. Successivamente, il bitcoin ha recuperato terreno, tornando verso la fascia media degli 80.000 dollari, e Strategy ha ripreso ad accumulare la criptovaluta. Al 21 settembre, la società ha dichiarato di detenere 846.000 BTC acquisiti per un costo complessivo di circa 63,8 miliardi di dollari.
L’enorme riserva di bitcoin di Strategy rende il suo capitale proprio particolarmente sensibile ai movimenti del bitcoin. Quando la principale criptovaluta riprende slancio, MSTR può registrare oscillazioni molto più marcate. Ciò contribuisce a spiegare il rimbalzo dell’80% senza però dimostrare che qualcuno dei soggetti coinvolti fosse a conoscenza dell’imminente ripresa.
Il documento non afferma che Trump abbia effettuato le operazioni
Questa distinzione è importante. La dichiarazione riporta il nome di Trump perché egli è il beneficiario dei conti. Ciò non dimostra che il presidente abbia scelto personalmente i titoli, selezionato le date o premuto un pulsante per eseguire le operazioni.
La Casa Bianca e la Trump Organization hanno affermato che i conti di investimento sono gestiti da gestori finanziari esterni e che né Trump né la sua famiglia determinano cosa acquistare o vendere. Naturalmente, i critici di Trump la pensano diversamente. I funzionari hanno anche dichiarato che alcune transazioni seguono portafogli modello progettati per replicare indici riconosciuti.
La dichiarazione di luglio è di per sé imponente. Le 1.156 operazioni riportate sono state stimate per un valore complessivo compreso tra 79 milioni e 270 milioni di dollari. Strategy rappresenta solo una piccola fetta della torta di Trump. Le vendite del 20 luglio di Microsoft e Amazon si sono attestate ciascuna in un intervallo compreso tra 5 e 25 milioni di dollari, mentre le transazioni legate alle criptovalute includevano un acquisto su Coinbase e vendite di MARA Holdings e di Cleanspark, società specializzata nel mining di bitcoin e nella fornitura di infrastrutture per l’intelligenza artificiale (AI).
Migliaia di operazioni hanno attirato l’attenzione
L’enorme volume di attività ha attirato l’attenzione politica. La senatrice Elizabeth Warren, democratica del Massachusetts, e il deputato Robert Garcia, democratico della California, hanno messo sotto pressione Trump ad agosto in merito alle sue dichiarazioni finanziarie, citando oltre 14.000 operazioni azionarie segnalate per un valore fino a 1,06 miliardi di dollari nel 2025 e altre 3.555 per un valore fino a 500 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026. Hanno individuato circa 30 operazioni, riportate dalla stampa, che a loro avviso meritavano un approfondimento, e hanno chiesto dettagli sui gestori di investimento esterni. Si tratta di accuse e domande da parte dei legislatori democratici, non di prove che Trump abbia diretto le operazioni o violato la legge. La posizione della Casa Bianca è che i gestori indipendenti controllino i conti senza alcun intervento da parte di Trump o della sua famiglia. Ciò pone le operazioni di Strategy in una posizione interessante. La sequenza documentata è di per sé già abbastanza sorprendente. Ciò che la divulgazione non può rivelare è probabilmente la parte più interessante: chi abbia effettivamente preso la decisione.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












