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Chiusura di una società di criptovalute dopo che nove investitori hanno perso oltre 300.000 sterline

Un tribunale britannico ha disposto la chiusura della Key Coin Assets Ltd. dopo che nove investitori, che avevano presentato denuncia presso Action Fraud, avevano versato oltre 300.000 sterline. Gli investigatori non hanno trovato prove di attività di trading effettiva e hanno descritto il suo funzionamento come caratterizzato dai tratti distintivi di uno schema di tipo Ponzi.

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Chiusura di una società di criptovalute dopo che nove investitori hanno perso oltre 300.000 sterline

Punti chiave

  • Nove investitori che hanno presentato reclamo ad Action Fraud hanno versato oltre 300.000 sterline.
  • Gli investigatori non hanno trovato alcuna prova che indichi l’effettivo svolgimento di operazioni di trading.
  • Le autorità britanniche avvertono gli investitori di esaminare con attenzione le offerte che garantiscono un rendimento.

Un tribunale britannico liquida Key Coin Assets

Il 18 agosto il governo britannico ha annunciato che, una settimana prima, un tribunale di Londra aveva disposto la liquidazione di Key Coin Assets Ltd. Un'indagine condotta dall'Insolvency Service, l'agenzia governativa britannica che indaga su comportamenti scorretti e insolvenza delle società, non ha trovato alcuna prova che la società abbia effettivamente effettuato le operazioni di trading di criptovalute che pubblicizzava.

Nove persone che hanno presentato reclamo ad Action Fraud, il centro nazionale britannico per la segnalazione di frodi e crimini informatici, hanno versato complessivamente alla società oltre 300.000 sterline.

I programmi di investimento non autorizzati rimangono un rischio concreto per i risparmiatori britannici, dato che manca ancora più di un anno all’entrata in vigore del regime britannico di autorizzazione completo per le criptovalute. La società aveva assicurato agli investitori di poter garantire rendimenti compresi tra il 40% e il 100%, mentre una promozione online prometteva «0 commissioni, 0 rischi».

Mark George, capo investigatore dell’Insolvency Service, ha dichiarato:

«Key Coin Assets Ltd ha promesso rendimenti garantiti ma non ha mantenuto alcuna promessa. Il loro comportamento presentava tutte le caratteristiche tipiche di uno schema di tipo Ponzi».

Il denaro proveniente dai nuovi investitori sembra essere stato utilizzato per ripagare quelli precedenti piuttosto che per effettuare investimenti, ha osservato l’Insolvency Service.

Fondi trasferiti sul conto personale dell’amministratore

I documenti bancari esaminati dagli investigatori hanno mostrato che i fondi dei clienti venivano spesso trasferiti sul conto personale dell’amministratore della società entro poche ore o lo stesso giorno in cui arrivavano. Il denaro diventava poi difficile da rintracciare, mentre i documenti contabili richiesti dall’Insolvency Service non sono stati forniti durante le indagini.

La società ha cambiato ripetutamente la propria sede legale, indicando a un certo punto un appartamento i cui occupanti non avevano mai sentito parlare dell’azienda. I documenti depositati presso la Companies House dichiaravano un patrimonio pari a 42 milioni di sterline, una cifra che gli investigatori hanno ritenuto di gran lunga superiore al livello suggerito dall’effettiva attività bancaria della società.

Online venivano pubblicate false testimonianze di clienti senza il permesso delle persone citate. Inoltre, agli investitori veniva chiesto di evitare termini come «cripto» e «investimento» nelle causali dei bonifici bancari.

Le frodi ai danni di privati e imprese sono costate all’economia britannica 14,4 miliardi di sterline nel periodo 2023-24 e rappresentano la principale tipologia di reato nel Paese, secondo la Strategia contro le frodi 2026-2029 del governo. La strategia stanzia oltre 250 milioni di sterline tra il 2026 e il 2029 per combatterle.

La FCA aveva già segnalato la società

La Financial Conduct Authority (FCA) ha aggiunto Key Coin Assets al proprio elenco di società non autorizzate il 12 settembre 2024, quasi due anni prima dell’ordinanza del tribunale. L’avviso della FCA su Key Coin Assets afferma che la società non era autorizzata e che avrebbe potuto prendere di mira i consumatori del Regno Unito.

Chiunque intrattenga rapporti con una società non autorizzata non è protetto dal Financial Ombudsman Service, che gestisce i reclami nei confronti delle società finanziarie, né dal Financial Services Compensation Scheme, che può risarcire i clienti in caso di fallimento di una società autorizzata.

L’autorità di regolamentazione ha inoltre intensificato i controlli in altri ambiti del settore, tra cui perquisizioni in otto sedi collegate a sospetti scambi illegali di criptovalute peer-to-peer. L’operazione di aprile ha segnato la sua prima azione coordinata di questo tipo e ha portato all’invio di lettere di diffida mentre le autorità esaminavano potenziali attività illecite.

Cosa devono verificare gli investitori prima di effettuare un pagamento

L’Insolvency Service e la FCA esortano chiunque stia valutando un investimento in criptovalute a verificare la società tramite lo strumento “Firm Checker” della FCA e il suo elenco di società non autorizzate. Rendimenti elevati garantiti, la richiesta di omettere le normali causali di pagamento in un bonifico e la pressione a reclutare altri investitori sono i segnali di allarme indicati da entrambi gli organismi.

Un segnale di allarme comune nelle truffe legate alle criptovalute è un rendimento insolitamente elevato pubblicizzato a fronte di un rischio apparente minimo o nullo. Gli investigatori hanno riscontrato proprio questa combinazione nel materiale che Key Coin Assets presentava ai propri clienti.

Nel 2027 entreranno in vigore norme più ampie sulle criptovalute nel Regno Unito

Le società che operano nel settore delle criptovalute e svolgono attività regolamentate relative alle criptovalute nel Regno Unito saranno soggette alla supervisione della FCA, così come già avviene per le banche e i broker, ai sensi del Financial Services and Markets Act 2000 (Cryptoassets) Regulations 2026. Le norme sono state definite nel febbraio 2026, secondo una nota politica del Ministero del Tesoro britannico (HM Treasury) sulla regolamentazione dei criptoasset.

Il quadro normativo definitivo riguarda le imprese, tra cui exchange, depositari, fornitori di servizi di staking e istituti di credito, con una data di entrata in vigore fissata al 25 ottobre 2027, come indicato nel regolamento definitivo del Regno Unito sulle criptovalute. Le imprese potranno iniziare a presentare domanda di autorizzazione a partire dal 30 settembre 2026, creando così un periodo di transizione prima che le norme entrino pienamente in vigore.

A parte ciò, i legislatori britannici hanno avviato a luglio un’indagine sull’accesso al sistema bancario da parte delle società operanti nel settore delle criptovalute, chiedendosi se le banche stiano tagliando fuori le società legittime del settore. Il Gruppo parlamentare interpartitico sulle criptovalute e gli asset digitali ha scritto ai dirigenti delle principali banche l’11 agosto e sta raccogliendo prove fino al 31 agosto.

L’Official Receiver, un funzionario governativo incaricato di gestire gli affari delle società poste in liquidazione dal tribunale, è stato nominato liquidatore di Key Coin Assets a seguito dell’ordinanza dell’Alta Corte.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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