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Che cos’è la FINMA? Perché le aziende del settore delle criptovalute continuano ad affluire in Svizzera

La Svizzera ha trasformato la regolamentazione finanziaria in un motore competitivo, affiancando all’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, meglio nota come FINMA, percorsi normativi specializzati che hanno contribuito a rendere il Paese una delle principali destinazioni mondiali per le imprese operanti nei settori della finanza, del fintech, delle criptovalute e della blockchain.

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Che cos’è la FINMA? Perché le aziende del settore delle criptovalute continuano ad affluire in Svizzera

Punti chiave

  • La FINMA vigila su un settore finanziario svizzero che nel 2024 ha generato 74 miliardi di franchi svizzeri.
  • Nel 2025 la Svizzera contava 1'766 aziende operanti nel settore della blockchain nell’ambito del proprio modello normativo a più livelli.
  • L’11 agosto 2026, il regime normativo proposto dalla Svizzera per le istituzioni operanti nel settore delle criptovalute era ancora in fase di definizione.

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) è al centro di questo sistema. Istituita in base a una legge approvata nel 2007 e operativa dal 1° gennaio 2009, l’autorità di regolamentazione indipendente ha riunito sotto un unico ente le autorità di vigilanza svizzere in materia di banche, assicurazioni e antiriciclaggio (AML). La sua competenza si estende ora a banche, società di intermediazione mobiliare, assicuratori, gestori patrimoniali, infrastrutture dei mercati finanziari e a un universo sempre più sofisticato di imprese operanti nel settore degli asset digitali.

La Svizzera trasforma la regolamentazione in una risorsa economica

Il modello ha un peso rilevante perché la finanza rimane uno dei motori economici della Svizzera. Il valore aggiunto lordo del settore finanziario ha raggiunto i 74 miliardi di franchi svizzeri nel 2024, pari a circa il 9% del prodotto interno lordo. Nel 2025 il settore ha sostenuto circa 222'800 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, mentre nel 2024 il gettito fiscale stimato del settore finanziario ha raggiunto i 22 miliardi di franchi, pari a circa il 13% del gettito fiscale del settore pubblico. Secondo Bloomberg, che cita Oliver Wyman, le esportazioni nette di servizi finanziari e assicurativi hanno raggiunto i 25,6 miliardi di franchi nel 2025.

Tali cifre non possono essere attribuite semplicemente alla FINMA. La Svizzera beneficia anche di stabilità politica, di una forza lavoro qualificata, di banche sofisticate, di solide infrastrutture, della concorrenza fiscale tra i cantoni e di generazioni di esperienza nella gestione patrimoniale internazionale. Il valore della FINMA è di natura più strutturale: una vigilanza prevedibile elimina gli attriti di natura legale, di controparte e reputazionale da un’economia fortemente dipendente dalla finanza internazionale. Nel 2025 le banche svizzere detenevano 8'561'000'000'000 CHF in titoli dei clienti, di cui 4'008'000'000'000 CHF appartenenti a clienti stranieri.

L’indipendenza della FINMA è un elemento fondamentale di tale credibilità. L’agenzia è finanziata principalmente attraverso commissioni e prelievi di vigilanza versati dagli istituti regolamentati, anziché tramite stanziamenti governativi ordinari. Il suo mandato combina la tutela dei creditori, degli investitori e degli assicurati con il mantenimento del corretto funzionamento dei mercati finanziari svizzeri, conferendo all’autorità di regolamentazione una duplice funzione di tutela dei consumatori e di stabilità finanziaria. Nel 2024, l’autorità di vigilanza svizzera ha pubblicato delle linee guida sull’emissione di stablecoin.

Le aziende fintech trovano una scala normativa, non un muro

Ciò che rende la Svizzera particolarmente interessante per le imprese più giovani è la sua struttura normativa a più livelli. Un’azienda non si trova automaticamente soggetta agli stessi oneri di conformità di una banca globale semplicemente perché entrano in gioco denaro o asset digitali. A seconda dell’attività effettivamente svolta, può rimanere al di fuori della regolamentazione finanziaria, operare attraverso una sandbox limitata, avvalersi della licenza fintech più snella, aderire a un organismo di autoregolamentazione riconosciuto dalla FINMA oppure richiedere l’autorizzazione completa per l’attività bancaria, di valori mobiliari o di infrastrutture di mercato.

Tale struttura fa sì che la regolamentazione appaia più come una scala che come un precipizio. La sandbox svizzera può accogliere determinati modelli di raccolta di depositi di dimensioni ridotte fino a 1 milione di franchi svizzeri, mentre la licenza fintech ai sensi dell’articolo 1b della Legge sulle banche consente alle imprese qualificate di accettare fino a 100 milioni di franchi svizzeri in depositi pubblici o in asset basati su criptovalute senza concedere prestiti convenzionali né pagare interessi. Le imprese più complesse possono passare a una licenza prudenziale completa quando le loro attività lo richiedono. La FINMA incoraggia inoltre le aziende a discutere i modelli di business potenziali prima di presentare domanda formale, consentendo ai fondatori di individuare eventuali problemi normativi prima di investire ingenti capitali. Il tempo medio di risposta alle richieste preliminari di autorizzazione nel settore fintech e della tecnologia dei registri distribuiti (DLT) è sceso da 141 giorni nel 2021 a 25 giorni nel 2024, con una riduzione dell’82%. Tale dato riguarda le risposte alle richieste di informazioni; tuttavia, non include le approvazioni definitive delle licenze, che dipendono ancora dalla complessità e dalla completezza di ciascuna domanda.

Gli SRO aprono le porte alle società del settore delle criptovalute

Il sistema degli organismi di autoregolamentazione (SRO) costituisce un ulteriore livello fondamentale. Alcuni intermediari finanziari soggetti alla legge svizzera contro il riciclaggio di denaro possono affiliarsi a un SRO riconosciuto dalla FINMA invece di essere sottoposti alla supervisione diretta della FINMA come banca o società di intermediazione mobiliare. L’SRO vigila sul rispetto delle norme antiriciclaggio, mentre la FINMA ne approva le regole, vigila sull’organizzazione stessa e può revocare il riconoscimento qualora gli standard non siano più soddisfatti.

All’11 agosto 2026 la Svizzera contava 11 SRO riconosciute dalla FINMA, tra cui ARIF, PolyReg, SO-FIT e VQF. Questo modello consente a intermediari più limitati e specializzati di accedere all’attività finanziaria regolamentata senza costringerli ad assorbire l’intero apparato di capitale, governance e conformità di una banca. In pratica, crea una capacità di vigilanza specializzata, preservando al contempo i requisiti di identificazione dei clienti, di verifica dei titolari effettivi, di monitoraggio delle transazioni e di segnalazione delle attività sospette.

Tale quadro normativo si è dimostrato particolarmente utile per le imprese operanti nel settore delle criptovalute, poiché la Svizzera non si affida a un’unica «licenza per le criptovalute» onnicomprensiva. La regolamentazione tiene conto di ciò che un’azienda fa effettivamente. Un fornitore di software non custode può ricevere un trattamento molto diverso rispetto a un exchange che gestisce gli asset dei clienti, mentre la custodia, lo staking, l’emissione di stablecoin, i titoli tokenizzati e le piattaforme di trading comportano ciascuno considerazioni normative distinte. L’affiliazione a un organismo di autoregolamentazione (SRO) non va inoltre confusa con una licenza bancaria della FINMA, poiché conferma principalmente la partecipazione al quadro di vigilanza antiriciclaggio.

La Crypto Valley trasforma la chiarezza in un cluster

L’ecosistema che ne risulta è tutt’altro che teorico. Alla fine del 2025 la Svizzera contava 503 aziende fintech, mentre le statistiche governative basate sui dati di CV VC hanno identificato 1'766 aziende blockchain a livello nazionale. La Svizzera e il Liechtenstein hanno attirato 185 milioni di CHF in investimenti di venture capital nel settore fintech nel corso del 2025, di cui 81 milioni di CHF destinati a società incentrate sulla DLT.

La Crypto Valley di Zugo mostra cosa succede quando la chiarezza normativa si consolida nel corso degli anni. I fondatori di Ethereum vi hanno istituito la loro fondazione svizzera nel 2014, e la conseguente concentrazione di avvocati specializzati in criptovalute, revisori dei conti, banche, investitori, ingegneri e consulenti specializzati ha reso la regione progressivamente più attraente per ogni nuovo arrivato che è seguito. Da allora la Svizzera ha autorizzato società come Sygnum e Amina secondo le norme bancarie e sui valori mobiliari convenzionali, ha approvato la SIX Digital Exchange nel 2021 e ha concesso la licenza a BX Digital come sua prima piattaforma di trading dedicata alla DLT nel marzo 2025.

La Svizzera sta già preparando il prossimo capitolo. Le riforme proposte istituirebbero nuove categorie di licenze per gli strumenti di pagamento e gli istituti che operano nel settore delle criptovalute, mentre i cambiamenti successivi alla crisi del Credit Suisse stanno spingendo la FINMA verso una supervisione diretta più rigorosa e maggiori poteri di applicazione della legge. La sfida consisterà nel preservare ciò che ha reso prezioso il modello svizzero sin dall’inizio: chiarezza normativa, percorsi di accesso proporzionati, vigilanza specializzata da parte degli organismi di autoregolamentazione (SRO) e riconoscimento giuridico delle nuove tecnologie finanziarie, rafforzando al contempo le misure di salvaguardia man mano che il settore matura.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.