La piattaforma di scambio di criptovalute Bybit ha citato in giudizio la Corea del Nord presso un tribunale federale statunitense in relazione all’attacco hacker da 1,5 miliardi di dollari, avvenuto lo scorso anno e che ha battuto ogni record.
Bybit avvia un'azione legale ai sensi del RICO contro la Corea del Nord per un attacco hacker da 1,5 miliardi di dollari

Punti chiave
- Bybit ha citato in giudizio la Corea del Nord e il Lazarus Group in relazione a un attacco hacker da 1,5 miliardi di dollari avvenuto il 21 febbraio 2025.
- Il 30 luglio un tribunale statunitense ha congelato i beni sottratti, dopo che Bybit aveva intentato causa il 18 giugno 2026.
- Finora Bybit ha recuperato 48,4 milioni di dollari, mentre oltre il 90% dei fondi rimane ancora irreperibile.
La società ha presentato la causa civile in forma riservata il 18 giugno 2026 presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia. La notizia è stata resa pubblica questa settimana. La causa cita come imputati la Repubblica Popolare Democratica di Corea, il suo Ufficio Generale di Ricognizione e il Gruppo Lazarus, la famigerata unità di hacker dello Stato.
Gli hacker sfruttano un trasferimento di routine
Il caso verte sul furto di oltre 400.000 token Ethereum avvenuto il 21 febbraio 2025. Gli hacker hanno colpito durante quello che sembrava un trasferimento di routine da uno dei portafogli di archiviazione “a freddo”, ovvero offline, di Bybit. Gli investigatori hanno successivamente appurato che gli aggressori avevano compromesso il computer di uno sviluppatore presso Safe{Wallet}, un tipo di protocollo multi-firma utilizzato da Bybit per gestire i propri portafogli, e vi avevano inserito un codice dannoso che si attivava solo quando compariva lo specifico indirizzo del portafoglio di Bybit.
Dopo l’approvazione di quello che sembrava un normale trasferimento interno, il codice nascosto ha invece alterato la transazione sottostante. Ciò ha permesso agli aggressori di installare una backdoor e svuotare il portafoglio in pochi minuti.
Bybit si affretta a proteggere i clienti
Bybit ha reagito coprendo oltre 4 miliardi di dollari in richieste di prelievo da parte dei clienti senza congelare i conti, una mossa che ha contribuito a preservare la fiducia nell’exchange durante la crisi. L’azienda ha inoltre erogato 2,3 milioni di dollari attraverso un programma di ricompense che ha premiato gli investigatori per aver rintracciato i fondi rubati.
Rintracciare quel denaro si è rivelato difficile. Gli hacker hanno convertito gran parte dell’ethereum in bitcoin e lo hanno distribuito su migliaia di portafogli utilizzando mixer, ponti cross-chain e piattaforme di trading non regolamentate. Quando Bybit ha intentato la causa, l’azienda ha dichiarato che circa il 90% delle risorse rubate era diventato irrintracciabile.
Aumentano gli attacchi hacker della Corea del Nord
Il furto non è stato un caso isolato. Chainalysis, una società di analisi blockchain, ha rilevato che gli hacker nordcoreani hanno rubato circa 2,02 miliardi di dollari in criptovaluta solo nel 2025, con un aumento del 51% rispetto all’anno precedente. I ricercatori stimano che il regime abbia sottratto nel corso del tempo 6,75 miliardi di dollari in asset digitali, fondi che, secondo i funzionari statunitensi, contribuiscono a finanziare i suoi programmi di armamento.
Il Gruppo Lazarus prende di mira da anni le piattaforme di criptovalute, tra cui un furto da 620 milioni di dollari dal ponte Ronin nel 2022 e un attacco hacker da 100 milioni di dollari ai danni di Harmony nello stesso anno. La causa intentata da Bybit sostiene che questi incidenti costituiscano un modello di racket organizzato, invocando il Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), insieme al Computer Fraud and Abuse Act e all’Alien Tort Statute.
Il tribunale agisce rapidamente per congelare i fondi
Bybit chiede la restituzione dei fondi sottratti, un risarcimento danni pari a circa 1,5 miliardi di dollari e ulteriori danni punitivi. Il tribunale ha già dato seguito a parte di tale richiesta.

Il 19 giugno, un giudice ha emesso un’ordinanza restrittiva temporanea che blocca il trasferimento di determinati beni rintracciabili. Il 30 luglio, il tribunale ha concesso parzialmente un’ingiunzione preliminare che congela i beni detenuti da imputati non identificati collegati ai fondi sottratti.
Gli sforzi di recupero danno i primi risultati
Finora, Bybit ha recuperato circa 48,4 milioni di dollari e ne ha congelati altri 30,5 milioni su oltre 28 exchange e custodi. L’azienda ha affermato che la sua collaborazione con gli investigatori ha aiutato le autorità tedesche a chiudere l’exchange eXch e ha permesso a un’operazione congiunta tedesco-svizzera di smantellare il crypto mixer Cryptomixer.io. Zhou ha descritto l’attacco hacker come «un attacco alla fiducia nel nostro settore» e ha affermato che Bybit rimane impegnata a portare avanti il caso insieme alle forze dell’ordine.
Cosa succederà ora
Gli esperti legali osserveranno con attenzione come il tribunale gestirà le richieste di risarcimento nei confronti di un governo sovrano, poiché rimane improbabile ottenere l’esecuzione di una sentenza direttamente dalla Corea del Nord. L’impatto più immediato potrebbe derivare dal congelamento dei beni e dal proseguimento delle indagini, che potrebbero esercitare pressioni sugli intermediari in possesso dei fondi rubati affinché li restituiscano. I lettori dovrebbero seguire con attenzione le ulteriori sentenze del tribunale relative al caso, i recuperi di beni aggiuntivi e qualsiasi azione parallela da parte degli investigatori penali statunitensi man mano che il contenzioso prosegue.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












