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Bitcoin sotto 81.000 dollari, Trump rompe linea rialzista da agosto

Il Bitcoin ha chiuso una candela giornaliera al di sotto della sua media mobile a 50 giorni per la prima volta da agosto, mentre in un solo giorno sono andate in fumo posizioni lunghe per un valore di 318 milioni di dollari.

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Bitcoin sotto 81.000 dollari, Trump rompe linea rialzista da agosto

Punti chiave

  • Il 24 ottobre il Bitcoin è sceso a circa 80.698 dollari, al di sotto della sua media a 50 giorni, vicina agli 81.784 dollari.
  • Le liquidazioni monitorate da Coinglass hanno raggiunto i 495,74 milioni di dollari in 24 ore, di cui 318 milioni provenienti da posizioni lunghe.
  • La decisione del FOMC del 28 ottobre e i dati PCE del 29 ottobre rappresentano le prossime prove per gli acquirenti.

La linea che si è spezzata

Per circa due mesi, la media mobile (MA) a 50 giorni del bitcoin ha agito come un livello di supporto, con acquisti ad ogni calo verso tale soglia. Questo status quo, tuttavia, è cambiato venerdì, quando il bitcoin ha chiuso una candela giornaliera al di sotto dell’indicatore per la prima volta da agosto.

A partire da sabato mattina, il bitcoin viene scambiato intorno agli 80.800 dollari, in calo dell’1% rispetto alla giornata precedente. Le chiusure giornaliere riportate da Coingecko collocano la media a 50 giorni vicino agli 81.784 dollari, il che significa che la linea che in precedenza fungeva da supporto per il mercato si trova ora circa 1.000 dollari al di sopra del prezzo attuale.

Gli operatori tendono a considerare il recupero della media a 50 giorni come un segnale di forza e la sua perdita come un avvertimento. Infatti, Bitcoin.com News aveva segnalato questa configurazione il giorno prima, quando il prezzo del BTC era rimasto bloccato vicino agli 81.000 dollari mentre il petrolio continuava a salire.

Cosa ha innescato la miccia

Il fattore scatenante è stato apparentemente di natura geopolitica, dato che venerdì il presidente Donald Trump ha affermato: «Potremmo condurre un’altra operazione contro l’Iran». Successivamente, altri media hanno riportato questa affermazione, sostenendo che Washington potesse lanciare una «piccola Epic Fury», un riferimento all’Operazione Epic Fury, la campagna statunitense contro l’Iran iniziata a fine febbraio.

Queste dichiarazioni hanno colpito mercati già sul filo del rasoio, provocando venerdì un calo di 652 punti del Dow, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio ha pesato su Wall Street, e quasi tre titoli su quattro dell’S&P 500 hanno chiuso in rosso. Gli analisti hanno stimato che nel corso della settimana siano stati cancellati 140 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato totale delle criptovalute, mentre il greggio si avvicinava ai 120 dollari al barile.

La liquidazione

Anche la leva finanziaria ha avuto un ruolo, poiché i dati condivisi da Whale Insider hanno mostrato 318 milioni di dollari di posizioni lunghe liquidate nel settore delle criptovalute in 24 ore. Un quadro più ampio fornito da Coinglass ha rilevato 175.527 trader liquidati per un totale di 495,74 milioni di dollari, con l’ordine singolo più consistente – una posizione in ETH da 4,77 milioni di dollari – che è andata in fumo su Binance.

Gli investitori spot si stavano già dirigendo verso l’uscita e giovedì gli ETF (Exchange Traded Fund) spot sul bitcoin statunitensi hanno registrato il loro più grande deflusso da giugno, un’uscita di 635 milioni di dollari guidata da Blackrock e Fidelity. Whale Insider ha segnalato ulteriori vendite per 137,94 milioni di dollari da parte degli emittenti di ETF venerdì.

Il calendario ora detta legge

L’analista Benjamin Cowen ha delineato un percorso graduale verso un ulteriore calo. Si parte da una chiusura settimanale al di sotto degli 83.000 dollari, si passa attraverso la riunione della Federal Reserve del 28 ottobre e un dato infuocato sull’inflazione delle spese per i consumi personali (PCE) del 29 ottobre, per concludersi con il petrolio che schizza verso i 120 dollari. Ha affermato che lo scenario non si verificherà se il bitcoin «raggiunge e si mantiene al di sopra degli 83.000 dollari». Cowen ha inoltre osservato che il bitcoin continua a rimanere al di sotto del massimo raggiunto a maggio, aggiungendo che «l’onere della prova sta iniziando a spostarsi» con il Nasdaq in calo dell’8%. Altri commentatori hanno avvertito che i prossimi 10 giorni potrebbero essere caratterizzati da forte volatilità, con le elezioni israeliane del 27 ottobre, la decisione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 28 ottobre e la pubblicazione degli utili delle Big Tech a complicare il quadro.

Non tutti sono però ribassisti, e alcuni trader hanno dichiarato di stare aumentando le posizioni lunghe esistenti in quella che hanno definito una "zona di acquisto". Gli indicatori di momentum si sono tuttavia raffreddati, e il Bitcoin Bull Score Index è recentemente sceso da 80 a 60.

Il Bitcoin rimane stabile intorno agli 81.500 dollari, in un contesto caratterizzato dall'impennata dei prezzi del petrolio e dalle vendite massicce nel settore dell'intelligenza artificiale. Gli analisti prevedono rialzi dopo le elezioni.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.