SoFi ha lanciato SoFi Earn (SOFIE), un deposito bancario tokenizzato destinato ai consumatori che offre un rendimento annuo (APY) del 4,40% e l’assicurazione federale sui depositi. Il nuovo prodotto consente ai clienti di guadagnare interessi mentre si preparano ad acquistare criptovalute o a trasferire denaro tramite reti blockchain. Si tratta della quinta offerta legata alle criptovalute lanciata dall’azienda in meno di un anno.
SoFi: rendimento 4,40% sui "digital dollars" con protezione FDIC

Punti chiave
- SoFi ha lanciato SOFIE, un deposito bancario tokenizzato per i consumatori che offre un APY del 4,40%.
- SoFi Earn è coperto dall’assicurazione FDIC entro i limiti applicabili e si converte in SoFiUSD in rapporto 1:1.
- L’azienda ha citato una ricerca secondo cui si stima che 64 miliardi di dollari in stablecoin giacciano in portafogli inattivi o utilizzati raramente.
SoFi lancia depositi bancari tokenizzati che pagano un interesse del 4,40%
SoFi sta dando una nuova svolta ai dollari digitali, offrendo ai consumatori un modo per guadagnare interessi sul denaro destinato all’acquisto di criptovalute senza rinunciare alle tradizionali tutele bancarie.
Annunciato il 22 ottobre, SoFi Earn (SOFIE) è presentato come il primo deposito tokenizzato per i consumatori emesso da una banca statunitense autorizzata a livello nazionale. Il prodotto offre un rendimento percentuale annuo (APY) del 4,40%, con copertura della Federal Deposit Insurance Corp. (FDIC) fino ai limiti applicabili, introducendo una funzione di risparmio familiare in un sistema finanziario sempre più connesso alla blockchain.
Come funziona il deposito digitale di SoFi
Ogni SOFIE rappresenta 1 dollaro depositato presso SoFi Bank e funge da rappresentazione digitale del denaro depositato presso l’istituto, piuttosto che da criptovaluta convenzionale. I clienti possono scambiare i propri saldi con un rapporto di uno a uno con SoFiUSD, la stablecoin separata dell’azienda, che supporta trasferimenti 24 ore su 24 verso portafogli esterni compatibili e l’acquisto di oltre 40 criptovalute tramite l’app SoFi.
Per chi mette da parte 5.000 dollari, il tasso pubblicizzato genererebbe circa 220 dollari in 12 mesi, ipotizzando che il saldo e il tasso di interesse rimangano invariati. A differenza del deposito assicurato sottostante, il token SoFiUSD funge da strumento di pagamento e regolamento. Questa distinzione separa il denaro detenuto per guadagnare interessi dal denaro convertito per essere trasferito attraverso le reti blockchain.
Miliardi in stablecoin giacciono inutilizzati
Il CEO di SoFi, Anthony Noto, intravede un’opportunità negli asset digitali che non generano rendimenti mentre i loro proprietari attendono di spenderli o investirli. Una ricerca della Federal Reserve citata nell’annuncio di giovedì di SoFi stima che 64 miliardi di dollari, pari al 21,2% del mercato delle stablecoin, rimangano in portafogli inattivi, dimenticati o utilizzati raramente.
L’introduzione fa seguito a diverse iniziative nel campo della finanza digitale. SoFi ha ripreso il trading di criptovalute per i consumatori nel novembre 2025, ha introdotto la propria stablecoin emessa dalla banca a dicembre e successivamente ha lanciato Big Business Banking, un servizio che collega i depositi aziendali ai pagamenti tradizionali e alle risorse digitali.
L’azienda riferisce inoltre di utilizzare il proprio dollaro basato su blockchain per i regolamenti nell’ambito del proprio programma di carte Mastercard. L’accesso a SOFIE verrà introdotto gradualmente nel corso di novembre, aggiungendo un’ulteriore opzione per i clienti che si muovono lungo il confine sempre più sfumato tra il sistema bancario convenzionale e le criptovalute.
SoFi e Kraken siglano un accordo di banking crypto, aggiungendo SoFiUSD, regolamento 24/7 e prezzi Kraken Prime per gli utenti.
Leggi ora: SoFi apre le sue infrastrutture bancarie a Kraken in un’ampia alleanza cryptoQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















