I colossi bancari americani stanno tracciando una linea di demarcazione nei confronti degli agenti autonomi basati sull’intelligenza artificiale, impedendo ai software di terze parti di trasferire il denaro dei clienti senza un’adeguata autorizzazione. JPMorgan Chase, Citigroup e altri istituti finanziari si trovano ad affrontare un problema di sicurezza particolare: gli agenti basati sull’intelligenza artificiale possono accedere con credenziali legittime, ma agiscono senza una chiara approvazione umana.
JPMorgan e big di Wall Street bloccano agenti AI per sicurezza

Punti chiave
- Secondo alcune fonti, JPMorgan, Citi e altre grandi banche stanno impedendo agli agenti di IA non autorizzati di accedere ai conti dei clienti.
- Il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, sostiene che le criptovalute diventeranno il sistema di pagamento preferito dagli agenti di IA.
- David Sencil, co-conduttore della rubrica «Token Narratives» di Bitcoin.com News, avverte che i sistemi bancari obsoleti potrebbero subire attacchi informatici le cui conseguenze supererebbero di gran lunga le perdite causate dalle criptovalute.
Le banche impediscono agli agenti di IA di trasferire denaro mentre le criptovalute continuano la loro ascesa
Wall Street ha scoperto una nuova tipologia di cliente che non gradisce particolarmente: software o agenti di intelligenza artificiale (IA) in grado di accedere ai conti bancari e trasferire denaro senza che un essere umano tocchi la tastiera. JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e altri colossi finanziari stanno inasprendo le restrizioni sugli agenti di IA di terze parti, puntando decisamente il mirino sulle transazioni non autorizzate.
Questo giro di vite mette in luce un problema crescente per il settore bancario tradizionale: le macchine sono sempre più in grado di operare alla velocità dei mercati finanziari, ma le banche dipendono ancora da sistemi di sicurezza progettati in base al comportamento umano, alle password e alle approvazioni.
Wall Street traccia una linea di demarcazione sul banking autonomo
I rapporti pubblicati questa settimana descrivono come le principali banche statunitensi abbiano rilevato agenti di IA di terze parti che accedevano ai conti dei clienti, talvolta utilizzando credenziali fornite volontariamente dai titolari dei conti. Il problema? Una password valida non implica necessariamente che il titolare del conto abbia approvato ogni azione successiva. Citigroup ha espressamente vietato agli agenti di terze parti non autorizzati di effettuare l’accesso o di eseguire transazioni direttamente attraverso le proprie piattaforme digitali, pur consentendo alcune connessioni approvate in sola lettura.
L’amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, ha lanciato l’allarme durante la conference call sui risultati finanziari della banca del 13 ottobre, mettendo in guardia dal consentire ad agenti esterni senza restrizioni l’accesso ai sistemi bancari a causa dei rischi per i clienti e per l’istituto. Anche l’amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan, ha sottolineato l’importanza dell’autorizzazione umana per i pagamenti in uscita. L’accordo di accesso aggiornato di Wells Fargo, previsto per il 24 novembre, distingue tra la visualizzazione delle informazioni finanziarie e l’esecuzione di transazioni. Il compromesso che sta emergendo nel settore bancario è chiaro: consentire al software approvato di esaminare le informazioni del conto, ma senza consegnargli le chiavi del caveau.
I sostenitori delle criptovalute vedono un’opportunità
Il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, ha ripetutamente sostenuto che gli agenti autonomi aggireranno sempre più spesso le istituzioni finanziarie tradizionali (TradFi) a favore delle reti di criptovalute. Il suo ragionamento si concentra sulla velocità e sull’accessibilità. Gli agenti basati sull’intelligenza artificiale non si adattano naturalmente a sistemi che richiedono il riconoscimento facciale, la verifica tramite SMS, l’elaborazione durante l’orario di lavoro e le tradizionali procedure di apertura di conto.
I portafogli di criptovalute, al contrario, possono eseguire transazioni programmabili in modo continuo, a condizione che i loro operatori controllino le chiavi crittografiche necessarie. Zhao ha suggerito che i pagamenti automatizzati potrebbero alla fine superare di gran lunga i volumi delle transazioni umane, raggiungendo potenzialmente una frequenza un milione di volte superiore.
David Sencil, conduttore di “Token Narratives”, avverte che le banche ormai obsolete devono affrontare una minaccia ancora più grave
Durante il podcast “Token Narratives” di Bitcoin.com News di questa settimana, David Sencil ha sollevato un’altra preoccupazione: l’intelligenza artificiale potrebbe mettere a nudo le vulnerabilità di sicurezza presenti in tutta l’infrastruttura finanziaria tradizionale. Sencil ha riportato un’intervista con Tarun Chitra di Gauntlet, il quale ha avvertito che un’importante istituzione della finanza tradizionale (TradFi) potrebbe alla fine subire una violazione devastante.
«Ha detto che quando una banca della finanza tradizionale subirà un attacco hacker – cosa quasi inevitabile, dato che lo stack tecnologico è così obsoleto», ha spiegato Sencil, indicando i sistemi superati che non sono stati modernizzati. Sencil ha espresso la conclusione più provocatoria di questa previsione:
«Farà sembrare tutto ciò che è successo nel mondo delle criptovalute una semplice gioco di soldi finti».
Una violazione di una banca da parte dell’IA potrebbe far sembrare semplice un rollback della blockchain
Si consideri uno scenario ipotetico in cui agenti autonomi basati sull’intelligenza artificiale compromettano metà dell’infrastruttura critica di una delle più grandi banche americane, infiltrandosi nei sistemi di pagamento, nei registri interni e nei meccanismi di autorizzazione delle transazioni. Potrebbero verificarsi milioni di trasferimenti non autorizzati prima ancora che i team di sicurezza riescano a contenere l’intrusione, costringendo l’istituzione a sospendere i servizi mentre gli investigatori determinano quali transazioni siano legittime. L’interruzione che ne deriverebbe potrebbe estendersi ai gestori dei pagamenti, alle controparti finanziarie e alle reti bancarie internazionali. A differenza di una rete blockchain in grado di tornare a uno stato transazionale precedente, una grande banca non può semplicemente riavvolgere la propria infrastruttura finanziaria interconnessa. Alcuni pagamenti potrebbero essere già stati regolati tramite la Federal Reserve, mentre altri potrebbero essere giunti a istituzioni estere o essere stati spesi da destinatari ignari. Il ripristino delle operazioni potrebbe richiedere approfondite indagini forensi, la riconciliazione delle transazioni, il coordinamento normativo e, a seconda dell’entità del danno, spese di recupero potenzialmente pari a miliardi di dollari.
Il CEO di Crowdstrike avverte che l’IA sta cancellando la gerarchia degli hacker
Le preoccupazioni di Sencil fanno eco agli avvertimenti del CEO di Crowdstrike, George Kurtz, il quale sostiene che l’IA stia smantellando la gerarchia tradizionale delle capacità dei criminali informatici. In un video diventato virale su X, Kurtz ha descritto un panorama della sicurezza in cui sofisticate tecniche di hacking, un tempo riservate in gran parte a operazioni statali ben finanziate, stanno diventando accessibili ad aggressori molto meno esperti.
Il capo di Crowdstrike è andato oltre, dichiarando: «Il nuovo predatore al vertice è l’agente. Ciò che intendo dire è che si tratta in realtà dell’ascesa dello “Stato agente”. Si parla spesso di “Stato-nazione”; ora si tratta dello “Stato agente”».
I risultati delle analisi di intelligence di Crowdstrike di ottobre avvalorano questa tesi, documentando attacchi assistiti dall’IA in cui sistemi autonomi hanno condotto ricognizioni, rubato credenziali e navigato all’interno di reti compromesse. I ricercatori dell’azienda prevedono che il calo dei costi operativi dell’IA potrebbe rendere tali capacità sempre più accessibili nei prossimi 12 mesi, sebbene la sofisticazione dei singoli attacchi possa variare.
Per le banche già alle prese con agenti di IA non autorizzati, le implicazioni vanno ben oltre le transazioni sospette. Gli istituti finanziari devono ora confrontarsi con una tecnologia che può potenzialmente operare su entrambi i lati del perimetro di sicurezza, assistendo i clienti legittimi e fornendo al contempo agli aggressori strumenti sempre più potenti.
L’ironia è difficile da ignorare: le banche si stanno affannando per impedire agli agenti autonomi di trasferire denaro, mentre i responsabili della sicurezza informatica avvertono che la stessa tecnologia sta rendendo le persone che cercano di rubarlo notevolmente più pericolose.
La violazione subita da Keystone il 24 ottobre ha comportato la divulgazione dei dati dei clienti, aggiungendosi a una serie di falle nella sicurezza dei portafogli hardware verificatesi nel corso del 2026.
Leggi ora: Violazione dati Keystone Wallet: indirizzi acquirenti esposti ai truffatoriQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















