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FDIC: le banche statunitensi registrano un utile di 80 miliardi di dollari mentre le perdite non realizzate salgono a 325 miliardi di dollari

Secondo la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), alla fine del primo trimestre del 2026 le banche statunitensi registravano perdite non realizzate pari a 325,1 miliardi di dollari sui propri titoli di investimento. Il dato è aumentato per il secondo trimestre consecutivo, nonostante il settore abbia registrato utili consistenti. Punti

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FDIC: le banche statunitensi registrano un utile di 80 miliardi di dollari mentre le perdite non realizzate salgono a 325 miliardi di dollari
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  • <li><span style="font-weight: 400;">La FDIC ha segnalato 325,1 miliardi di dollari di perdite non realizzate sui titoli per le banche statunitensi nel primo trimestre del 2026, con un aumento del 6,2%. </span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;">I portafogli detenuti fino a scadenza hanno rappresentato 214,5 miliardi di dollari del totale, mentre quelli disponibili per la vendita hanno raggiunto i 110,6 miliardi di dollari. </span></li>
  • <li><span style="font-weight: 400;">Le banche hanno comunque registrato un utile netto di 80,5 miliardi di dollari, lasciando le perdite sul conto, a meno che i titoli non vengano venduti.</span></li>
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  • <p><span style="font-weight: 400;">

Una perdita contabile in crescita

La Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) ha dichiarato che le perdite non realizzate totali sono aumentate di 19,0 miliardi di dollari, pari al 6,2%, rispetto al trimestre precedente, secondo il suo profilo bancario trimestrale relativo al primo trimestre del 2026. L’agenzia ha attribuito gran parte dell’aumento all’incremento del tasso ipotecario a 30 anni registrato a marzo, che ha ridotto in misura significativa il valore dei titoli garantiti da ipoteca detenuti dalle banche.

FDIC data showing mounting unrealized losses.
Perdite non realizzate sui portafogli di titoli detenuti fino a scadenza e disponibili per la vendita, secondo la FDIC

Le perdite non realizzate sono perdite contabili su obbligazioni e altri titoli il cui valore di mercato è sceso al di sotto del prezzo pagato dalla banca. Si dividono in due categorie: i titoli disponibili per la vendita (AFS), che hanno registrato perdite per 110,6 miliardi di dollari, e i titoli detenuti fino a scadenza (HTM), che hanno registrato perdite per 214,5 miliardi di dollari. Le perdite diventano effettive solo se una banca è costretta a vendere le obbligazioni sottostanti prima della loro scadenza.

Gli utili mascherano la pressione

A prima vista, il settore appare in buona salute, poiché le banche hanno registrato un utile netto di 80,5 miliardi di dollari nel trimestre, in crescita del 3,6% rispetto al periodo precedente, con un rendimento delle attività che ha raggiunto l’1,26%. Anche i depositi nazionali sono cresciuti di 389,7 miliardi di dollari, segnando il settimo trimestre consecutivo di crescita, il che suggerisce che i depositanti non stiano fuggendo in massa.

Eppure, la cifra delle perdite non realizzate rappresenta lo stesso tipo di stress che ha contribuito a far crollare diversi istituti di credito regionali nel 2023, quando istituzioni come la Silicon Valley Bank furono costrette a vendere obbligazioni in perdita per far fronte ai prelievi e alle perdite concretizzate che avevano sperato di superare. Finché i tassi rimarranno elevati, il divario tra quanto le banche hanno pagato per i propri titoli e il valore attuale di tali partecipazioni continuerà a rappresentare un rischio latente nei bilanci.

Perché i sostenitori del Bitcoin stanno osservando la situazione

Bitcoin.com News segue da anni le tensioni nel settore bancario sopra menzionate; la Federal Reserve aveva già rivelato che 722 banche avevano segnalato perdite non realizzate superiori al 50% del proprio capitale, mentre rapporti separati segnalavano circa 517 miliardi di dollari di perdite non realizzate e decine di istituti in difficoltà in tutto il sistema.

Per i sostenitori del bitcoin, un asset detenuto in custodia autonoma non comporta alcun rischio di controparte né disallineamenti di scadenza, proprio i meccanismi alla base delle perdite non realizzate che ora si stanno accumulando nei libri contabili delle banche. Per il momento, la cifra di 325,1 miliardi di dollari rimane saldamente nel territorio delle perdite contabili e non minaccia di per sé il sistema, diventando reale solo se tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo o un improvviso esodo di depositi costringessero le banche a vendere.

Il prossimo dato, atteso nel rapporto del secondo trimestre della FDIC, sarà da tenere d’occhio poiché rivelerà se la tendenza si sta attenuando o aggravando, e se il divario tra profitti record e crescenti perdite sui titoli possa continuare ad ampliarsi senza conseguenze tangibili.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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