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Tesoro USA e Fed stop al monitoraggio dei piccoli trasferimenti di Bitcoin e crypto

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e la Federal Reserve stanno ritirando una proposta volta ad ampliare la raccolta di informazioni sui trasferimenti internazionali in criptovaluta di importo pari o superiore a 250 dollari. La decisione mantiene la soglia attuale di 3.000 dollari, mentre le autorità stanno riesaminando le norme proposte nel 2020.

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Tesoro USA e Fed stop al monitoraggio dei piccoli trasferimenti di Bitcoin e crypto

Punti chiave

  • Il ritiro entrerà in vigore alla data di pubblicazione, il 9 novembre.
  • I commentatori hanno contestato i costi di conformità e i rischi per i dati personali.
  • Modifiche analoghe richiederebbero un’ulteriore fase di consultazione pubblica.

Il Tesoro e la Fed abbandonano la proposta di abbassare la soglia dei trasferimenti a 250 dollari

Il Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e il Consiglio della Federal Reserve hanno presentato il 6 novembre un avviso congiunto di ritiro, abbandonando i piani di abbassare alcune soglie per i trasferimenti internazionali da 3.000 a 250 dollari. Il ritiro entrerà in vigore al momento della pubblicazione, prevista per il 9 novembre. Facendo riferimento alla notifica di proposta normativa (NPRM), una proposta formale che invita il pubblico a presentare osservazioni, le agenzie hanno dichiarato:

«Le agenzie non intraprenderanno ulteriori azioni in merito a questa NPRM».

In base ai requisiti proposti per i trasferimenti internazionali, le banche e gli istituti finanziari non bancari interessati avrebbero dovuto raccogliere e conservare informazioni sui pagamenti di importo inferiore che avessero origine o destinazione al di fuori degli Stati Uniti. La «Travel Rule» del FinCEN avrebbe inoltre richiesto che tali pagamenti tra istituti fossero accompagnati da informazioni specifiche. Per i trasferimenti nazionali sarebbe stata mantenuta la soglia di 3.000 dollari.

Disposizioni separate relative alle criptovalute contenute nella proposta riguardavano sia le transazioni nazionali che quelle transfrontaliere. Avrebbero esplicitamente riguardato le valute virtuali convertibili, ovvero il valore digitale equivalente o sostitutivo della valuta convenzionale. Le disposizioni riguardavano anche gli asset digitali aventi corso legale per il destinatario.

I commentatori hanno sollevato obiezioni relative ai costi di conformità e alla privacy

Le agenzie hanno ricevuto quasi 3.000 commenti da banche, società di servizi monetari, associazioni di categoria, privati e altri soggetti, con una maggioranza significativa costituita da lettere tipo sostanzialmente simili. I rispondenti si sono generalmente opposti alla soglia più bassa, citando i costi per gli istituti di minori dimensioni e i rischi derivanti dalla conservazione di un maggior numero di informazioni personali. Alcuni hanno messo in guardia dal rischio di interruzioni nelle rimesse verso l’estero o si sono espressi a favore di una soglia più elevata per tenere conto dell’inflazione registrata dal 1995.

Le opinioni divergevano sull’opportunità di includere esplicitamente le transazioni in criptovaluta nelle norme. I fornitori di servizi di criptovaluta e le associazioni di categoria correlate si sono generalmente opposti a tale disposizione, mentre alcune banche, società di servizi monetari e associazioni l’hanno sostenuta. Gli oppositori hanno citato limitazioni tecnologiche, la mancanza di uno standard internazionale di messaggistica per le transazioni in criptovaluta e potenziali ostacoli all’innovazione.

Gli attuali obblighi di conformità presso gli exchange centralizzati continuano a sussistere ai sensi delle norme applicabili. I commentatori hanno osservato che alcuni trasferimenti potenzialmente illeciti inferiori a 3.000 dollari erano già stati segnalati tramite le segnalazioni di attività sospette (SAR). Tra le obiezioni più generali figuravano le affermazioni secondo cui la proposta avrebbe violato le tutele del Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti contro perquisizioni e sequestri irragionevoli.

Le agenzie citano i cambiamenti nel mercato delle criptovalute e la legge sulle stablecoin

Le agenzie hanno individuato nella datazione della proposta e negli sviluppi del settore delle criptovalute le due ragioni principali del ritiro. Erano trascorsi più di cinque anni da quando le agenzie avevano pubblicato la proposta nell’ottobre 2020 e hanno ritenuto utile raccogliere ulteriori riscontri dal pubblico prima di adottare emendamenti simili. Hanno affermato che non sarebbe stata emanata alcuna norma definitiva su tali emendamenti senza un’ulteriore opportunità di consultazione pubblica.

Anche la maturazione dei mercati e i quadri normativi emergenti hanno influenzato la decisione, compreso il quadro normativo sulle stablecoin di pagamento previsto dal GENIUS Act. Entrata in vigore il 18 luglio 2025, la legge ha stabilito norme federali per le società che emettono stablecoin di pagamento. I funzionari hanno affermato che eventuali emendamenti relativi alle criptovalute dovrebbero riflettere questi sviluppi.

Il mese scorso sono state ritirate separatamente due proposte relative ai portafogli e ai mixer, riguardanti i portafogli self-hosted e il mixing delle criptovalute. Tali procedimenti riguardavano obblighi proposti diversi rispetto alla soglia per i trasferimenti internazionali. La proposta sui portafogli avrebbe introdotto l’obbligo di conservazione dei dati per determinate transazioni superiori a 3.000 dollari e di segnalazione per quelle superiori a 10.000 dollari.

Il Tesoro statunitense raddoppierà i limiti massimi di riacquisto dei titoli a lungo termine portandoli a 4 miliardi di dollari, contribuendo a sostenere i titoli obbligazionari, le azioni statunitensi e il bitcoin.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

Informazioni sull'autore

SCRITTO DAKevin Helms

Kevin Helms è un giornalista di criptovalute specializzato in Bitcoin, regolamentazione della blockchain e mercati globali degli asset digitali.