Un ex agente speciale supervisore dell’FBI è stato accusato di aver commesso proprio ciò contro cui gli investigatori mettono in guardia da anni: aver sfruttato l’accesso alle frasi seed relative alle criptovalute, che non avrebbero mai dovuto uscire dal contesto di un caso di controspionaggio in corso. Secondo i pubblici ministeri, circa 1 milione di dollari in asset digitali sono scomparsi dai portafogli collegati a un bersaglio dei servizi segreti stranieri, non a seguito di un attacco informatico sofisticato, ma per mano di qualcuno che sapeva già esattamente dove si trovavano le chiavi.
Secondo le autorità federali, un agente dell’FBI incaricato di smascherare spie avrebbe sottratto criptovalute per un valore di 1 milione di dollari proprio dal suo obiettivo

Punti chiave
- Patrick Yaroch, ex agente supervisore dell’FBI, è stato arrestato il 31 luglio con l’accusa federale di furto.
- Yaroch avrebbe trasferito circa 1 milione di dollari da portafogli di criptovalute di soggetti ostili a conti personali.
- L’FBI ha recuperato circa 925.000 dollari mentre il caso procede presso il tribunale federale di Alexandria.
Sfruttamento di un accesso privilegiato
Patrick Steven Yaroch, 41 anni, è stato arrestato il 31 luglio nella sua abitazione di Ashburn, in Virginia, prima di essere condotto al centro di detenzione di Alexandria. Lo stesso giorno, i procuratori federali hanno presentato una denuncia penale presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Virginia, accusandolo di trasporto interstatale di beni rubati e ricettazione.
Entrambe le accuse derivano da criptovalute che, secondo i procuratori, egli avrebbe sottratto di nascosto dai portafogli appartenenti a un bersaglio ostile dei servizi di intelligence stranieri. Yaroch ha trascorso circa otto anni occupandosi di indagini sulla sicurezza nazionale presso la divisione di Boston dell’FBI prima di assumere una posizione dirigenziale presso la sede centrale dell’FBI all’inizio del 2025.
Tale incarico lo ha portato a far parte della Divisione di Controspionaggio e Spionaggio, con accesso a sistemi di intelligence altamente riservati. I casi che coinvolgono le criptovalute richiedono abitualmente agli investigatori di acquisire le credenziali dei portafogli come prove, rendendo la catena di custodia e i controlli interni di accesso importanti tanto quanto la blockchain stessa.
Trasformare le frasi seed in denaro
Secondo una dichiarazione giurata di un agente di controspionaggio dell’ufficio locale dell’FBI di Washington, Yaroch ha scoperto le frasi seed, ovvero le parole di recupero che garantiscono il controllo completo su un portafoglio di criptovaluta, mentre lavorava a un’indagine che coinvolgeva il bersaglio straniero tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. I pubblici ministeri sostengono che egli abbia importato tali frasi di recupero in portafogli sotto il proprio controllo e abbia trasferito fondi dai conti del soggetto indagato in circa 10-12 occasioni distinte.
Gli investigatori affermano che il presunto furto non si è basato su tecniche avanzate relative alla blockchain o su vulnerabilità nascoste. Il possesso di frasi di recupero valide equivale di fatto alla proprietà della criptovaluta. Una volta inserite tali parole in un software di portafoglio compatibile, le transazioni appaiono legittime sulla blockchain poiché la rete non è in grado di distinguere un proprietario autorizzato da qualcuno che abbia ottenuto le credenziali in modo improprio.
Yaroch ha dichiarato agli investigatori di essersi sentito frustrato nel vedere che il governo non interveniva contro l’attività in criptovaluta della vittima e di aver deciso di «prendere in mano la situazione», secondo la dichiarazione giurata. Ha inoltre affermato di non aver mai comunicato con nessuno collegato ai portafogli e ha sottolineato che la maggior parte dei fondi è rimasta depositata nei portafogli sotto il suo controllo, anziché essere spesa su larga scala.
Una confessione prima dell’arrivo degli investigatori
L’indagine è iniziata con Yaroch che si è presentato di sua iniziativa, anziché con gli agenti che risalissero a lui tramite l’attività sulla blockchain. Il 28 luglio, ha contattato un dipendente della Divisione per la Sicurezza Nazionale del Dipartimento di Giustizia tramite Signal prima di incontrarlo di persona. Secondo la dichiarazione giurata, si è lasciato prendere dall’emozione, ha ammesso di aver preso «decisioni davvero sbagliate relative ai portafogli di criptovaluta» e ha descritto la situazione come «qualcosa che lo stava divorando dall’interno». Il dipendente del Dipartimento di Giustizia gli ha consigliato di rivolgersi a un avvocato e di autodenunciarsi immediatamente.
Yaroch ha quindi contattato il quartier generale dell’FBI e ha informato il personale di sicurezza di aver «fatto un casino». Gli agenti sono arrivati a casa sua più tardi quella sera per recuperare i beni del governo e metterlo in congedo amministrativo. Ha consegnato brevemente un elenco scritto delle frasi di recupero del portafoglio prima di revocare il consenso. Secondo gli investigatori, avrebbe poi dichiarato: «Ho fatto un casino», prima di avvalersi del diritto di rimanere in silenzio. L’FBI lo ha licenziato due giorni dopo, lo stesso giorno in cui è stato arrestato.
Seguendo la traccia della blockchain
Gli investigatori hanno rintracciato i presunti proventi attraverso diverse piattaforme, anziché trovarli nascosti dietro elaborate tecniche di riciclaggio. Circa 188.570 dollari giacevano in un conto Kraken collegato a un conto della TD Bank a cui, secondo i pubblici ministeri, Yaroch avrebbe avuto accesso utilizzando il riconoscimento facciale sul proprio telefono. Un altro importo di 1,02 milioni di dollari era stato trasferito su Suilend, un protocollo di prestito decentralizzato, tramite un’applicazione chiamata Slush alla fine di luglio. Secondo gli investigatori, Yaroch ha dichiarato di aver scelto Suilend in parte perché gli piaceva il suo logo a forma di goccia d’acqua e di aver depositato lì le risorse per generare rendimento mentre la criptovaluta rimaneva inattiva. Questo dettaglio è significativo perché i protocolli di prestito della finanza decentralizzata (DeFi) lasciano abitualmente tracce permanenti sulla blockchain, fornendo agli investigatori una traccia chiara una volta identificato il proprietario del portafoglio. Con il consenso di Yaroch, il 31 luglio l’FBI ha trasferito circa 925.426 dollari dai conti Kraken e Suilend verso portafogli controllati dal governo. Altri 165.582 dollari sono rimasti sul conto Kraken poiché il saldo era già stato convertito in dollari statunitensi e non poteva essere recuperato tramite lo stesso processo di trasferimento di criptovaluta.
I piani del Portogallo sollevano ulteriori interrogativi
L’analisi del telefono di Yaroch ha esteso l’indagine oltre il presunto furto di criptovalute, spingendola nel campo dell’intelligenza artificiale generativa (IA). Gli agenti hanno recuperato conversazioni su ChatGPT risalenti a maggio e giugno in cui Yaroch valutava come circa 1 milione di dollari potesse finanziare il suo pensionamento prima dei 40 anni, vivendo in un vigneto in Italia o in Portogallo. Altre chat vertevano sull’ottenimento della residenza nell’Unione Europea, con particolare riferimento al Portogallo in base alla situazione familiare.
Gli investigatori hanno inoltre trovato prenotazioni aeree per Yaroch, sua moglie e suo figlio per un viaggio da Washington a Lisbona il 3 settembre, con ritorno previsto l’11 settembre. Secondo quanto riferito, il telefono conteneva procure redatte a metà giugno che autorizzavano avvocati portoghesi a gestire questioni fiscali e di registrazione. Gli agenti hanno inoltre individuato viaggi effettuati all’inizio di quest’anno in Germania, Portogallo e Grenada che, secondo quanto riferito, non sarebbero mai stati dichiarati nonostante gli obblighi di segnalazione previsti dal nullaosta di sicurezza. Yaroch ha negato di aver pianificato di trasferire la criptovaluta all’estero, dichiarando agli investigatori che il viaggio in Portogallo era finalizzato esclusivamente a visitare degli amici.
Attenzione alla prossima dichiarazione
L’FBI ha dichiarato di aver agito rapidamente dopo essere venuta a conoscenza delle accuse, licenziando Yaroch e avviando un’indagine penale a tutti gli effetti. Il caso passerà ora al tribunale federale di Alexandria, dove i pubblici ministeri chiederanno un atto d’accusa, a meno che la questione non venga risolta attraverso un’altra via.
I documenti da tenere d’occhio nel fascicolo saranno probabilmente un’udienza di detenzione, un atto di accusa formale o un patteggiamento, insieme a eventuali accuse aggiuntive relative a viaggi all’estero non dichiarati o alla mancata comunicazione dei dati relativi all’autorizzazione di sicurezza. L’identità dell’obiettivo dell’intelligence straniera e della nazione avversaria rimane segreta, il che suggerisce che alcuni dei dettagli più rilevanti potrebbero non emergere fino a una fase molto più avanzata del procedimento.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















