Due senatori repubblicani sostengono che il “Digital Asset Market Clarity Act” sia destinato a essere bocciato in occasione del voto del Senato previsto per il 15 settembre, con il punto di stallo irrisolto rappresentato dalle disposizioni in materia di etica che riguardano la famiglia del presidente Donald Trump.
I senatori repubblicani sostengono che le probabilità di approvazione del CLARITY ACT non sembrano rosee

Punti chiave
- Il senatore Mike Rounds ha affermato che i negoziati «non sembrano andare bene al momento» in vista del voto sulla chiusura del dibattito previsto per il 15 settembre.
- Polymarket stima che la probabilità di approvazione entro quest’anno sia vicina al 15%.
- Alle 14:15 ET, la soglia di 60 voti per la chiusura del dibattito deciderà se il disegno di legge arriverà in aula al Senato.
La frase che ha cambiato le probabilità
Per gran parte del 2026, il problema del CLARITY Act era la tempistica, ma ora è una questione di numeri. Il senatore Thom Tillis, repubblicano della Carolina del Nord, ha dichiarato a Semafor che il disegno di legge non ha alcuna possibilità di passare a meno che l’amministrazione non si impegni su quell’unica disposizione che i democratici non intendono abbandonare, aggiungendo:
Se alla Casa Bianca non c’è alcun interesse a cercare di colmare il divario sul testo relativo all’etica, il disegno di legge fallirà.
Il senatore Mike Rounds, repubblicano del South Dakota, è stato più conciso e schietto, descrivendo lo stato delle trattative come «non molto promettente al momento». Il fatto che due repubblicani abbiano pubblicamente dato per perso il disegno di legge sulle risorse digitali, fiore all’occhiello del proprio partito, a sei giorni dal voto previsto, è un segnale piuttosto eloquente.

I democratici vogliono una formulazione che vieti al presidente in carica e ai suoi familiari diretti di trarre profitto dalle attività legate alle risorse digitali mentre le norme federali che regolano tali attività sono ancora in fase di elaborazione.
La Casa Bianca sostiene che la sua attuale proposta rappresenti già la disposizione etica più completa e di ampio respiro della storia. I democratici ribattono che il testo proposto non copra sufficientemente le attività controllate dai parenti di un presidente, vista l’esposizione della famiglia Trump a iniziative legate ai token e a uno strumento di tesoreria basato sul bitcoin.
Questa lacuna è sopravvissuta a ogni tentativo di colmarla. Il senatore Bernie Moreno ha segnalato la fine dei negoziati prima della pausa estiva di agosto. Il leader della maggioranza John Thune ha rinviato la votazione a settembre piuttosto che perderla definitivamente in agosto.
Il 15 settembre sarà una giornata intensa
Il voto sulla mozione di chiusura è fissato per le 14:15 ET del 15 settembre. I sostenitori hanno bisogno di 60 voti sulla mozione per procedere, che non equivale all’approvazione ma al permesso di discutere.
È anche il giorno in cui il Comitato federale per il mercato aperto (FOMC) avvia una riunione di due giorni. Il prezzo del Bitcoin ha trascorso la settimana bloccato vicino ai 79.000 dollari, senza riuscire a superare la soglia degli 80.000 dollari, mentre i futures sui fed funds attribuiscono una probabilità di circa il 57% a un rialzo dei tassi, in aumento rispetto al 34,8% di fine agosto. Chiunque guardi lo stesso calendario vedrà una decisione monetaria e un verdetto normativo entro 48 ore, con i dati sull’inflazione di agosto in arrivo l’11 settembre nel mezzo.
I mercati predittivi hanno già preso posizione su uno dei due eventi. Le probabilità indicate da Polymarket che il disegno di legge diventi legge nel 2026 si attestano intorno al 15%, in calo rispetto a oltre il 75% registrato all’inizio dell’anno. Bitcoin.com News ha riportato la scorsa settimana che tali probabilità erano rimaste pressoché invariate anche con l’avvicinarsi della resa dei conti al Senato.
Cosa succede se la mozione di chiusura fallisce
Un voto negativo il 15 settembre non affossa formalmente il disegno di legge, ma chiude l’ultima finestra di opportunità. La Camera ha approvato la propria versione con 294 voti a favore e 134 contrari nel luglio 2025, mentre la Commissione bancaria del Senato ha approvato una misura analoga con 15 voti a favore e 9 contrari nel maggio 2026, con il sostegno di tutti i repubblicani e di due democratici. Un testo unificato è stato presentato a luglio e da allora non ha registrato ulteriori sviluppi.
I gruppi di settore considerano il pessimismo come una leva piuttosto che una previsione, sostenendo che i legislatori tendono abitualmente a sminuire le possibilità di successo di un disegno di legge per ottenere concessioni dell’ultimo minuto. In ogni caso, se la mozione di chiusura non dovesse passare, la questione pratica sarà se un disegno di legge sulla struttura del mercato riuscirà ad arrivare in aula prima che il calendario delle elezioni di medio termine assorba i giorni rimanenti. Ci aspettano settimane interessanti!
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











